ATTUALITÀ | |

Mercato del lavoro, Inps: a dicembre saldo positivo di 342mila posti nel settore privato

condizioni-di-lavoro-welfare-disoccupazione-737×415
L’Inps comunica che, a fine 2025, si registra un saldo annualizzato positivo pari a 342mila posizioni di lavoro nel settore privato

I dati dell’Osservatorio su assunzioni, trasformazioni e cessazioni

L’Inps comunica che, a fine 2025, si registra un saldo annualizzato positivo pari a 342mila posizioni di lavoro nel settore privato, confermando una dinamica occupazionale definita positiva e consistente. Il dato è calcolato come somma delle differenze tra i flussi di assunzioni e cessazioni degli ultimi dodici mesi e rappresenta la variazione tendenziale su base annua delle posizioni di lavoro.

Secondo quanto emerge dal nuovo Osservatorio statistico su assunzioni, trasformazioni e cessazioni dei rapporti di lavoro, i contratti a tempo indeterminato incidono per il 91,5 per cento su questa variazione tendenziale, con un saldo pari a 313mila rapporti di lavoro. Per le altre tipologie contrattuali la variazione è risultata anch’essa positiva, con 29mila rapporti di lavoro in più, sostenuti dall’incremento dei rapporti intermittenti, stagionali, a tempo determinato e in somministrazione.

L’Osservatorio, curato dal Coordinamento generale statistico attuariale, dalla Direzione centrale Entrate e dalla Direzione centrale Tecnologia informatica e innovazione dell’Istituto, rileva e analizza i movimenti dei rapporti di lavoro, tra assunzioni, trasformazioni e cessazioni, oltre alle prestazioni di lavoro occasionale.

Complessivamente, le assunzioni attivate nel 2025 dai datori di lavoro privati sono state 8 milioni e 31mila. Le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato sono state 775mila, in aumento dell’1,4 per cento rispetto al 2024. In crescita anche le conferme di rapporti di apprendistato giunti al termine del periodo formativo, pari a 115mila, con un incremento del 4,4 per cento. Le cessazioni registrate nel corso del 2025 sono state invece 7 milioni e 690mila, in diminuzione dell’1,1 per cento rispetto all’anno precedente.

Fava: “La previdenza si costruisce prima di tutto nel lavoro”

“I dati dell’Osservatorio restituiscono un quadro incoraggiante. La tenuta del sistema previdenziale dipende in modo diretto dalla qualità e dalla continuità dell’occupazione. Il saldo annualizzato positivo di 342mila posizioni di lavoro e il peso prevalente dei rapporti a tempo indeterminato ci dicono che la solidità del mercato del lavoro resta la prima condizione per costruire una previdenza più forte. Non esiste pensione senza lavoro, e non esiste previdenza solida senza percorsi occupazionali stabili, continui e capaci di generare contribuzione nel tempo”, dichiara il presidente dell’Inps, Gabriele Fava.

Fava sottolinea inoltre la scelta dell’Istituto di puntare sui giovani e sulle donne. “Per questa ragione abbiamo scelto di mettere al centro del nuovo corso dell’Istituto i giovani e le donne, che rappresentano una leva decisiva non solo per il futuro del sistema previdenziale, ma per la crescita complessiva del Paese. I dati sulle attivazioni incentivate confermano che questa direzione è giusta e va rafforzata. Di fronte alla trasformazione prodotta dall’Intelligenza artificiale, diventa ancora più necessario investire nelle politiche attive, nella formazione e nell’aggiornamento continuo delle competenze. L’innovazione sarà davvero utile solo se saprà tradursi in più opportunità, maggiore inclusione e lavoro di qualità”.

Il presidente dell’Inps richiama anche il ruolo della piattaforma Siisl per l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro e dei servizi al cittadino, associata a misure come Adi, Sfl e nuova Naspi.

“In questo quadro è importante valorizzare anche l’esperienza dei senior. Chi ha competenze, professionalità ed energie da mettere ancora a disposizione deve poter continuare a farlo attraverso strumenti flessibili e dignitosi. Va in questa direzione il bonus Giorgetti. Dobbiamo superare una lettura ormai superata del mercato del lavoro. Non esiste un automatismo per cui il lavoro dei senior sottrae spazio ai giovani. Quando il sistema cresce, quando crea occupazione di qualità e quando investe sulle competenze, generazioni diverse si rafforzano reciprocamente. La previdenza si costruisce prima di tutto nel lavoro, nella qualità delle carriere e nella capacità del Paese di offrire opportunità solide a ogni generazione”, conclude Fava.