Memorie dal Traforo del Gran Sasso, quarant’anni fa ultimo diaframma

di Redazione | 16 Luglio 2020 @ 11:21 | RACCONTANDO
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L’AQUILA – La mattina del 26 giugno 1980 cadevano gli ultimi diaframmi nelle due gallerie più lunghe d’Europa di quello che sarebbe diventato il Traforo del Gran Sasso

Un ciclo di video in cui parlano i protagonisti dimenticati di una grande opera, gli uomini che hanno lavorato per anni nelle viscere del Gran Sasso. Con il loro lavoro e con le loro mani hanno realizzato una delle più grandi opere italiane, la più lunga gallerie a doppia canna d’Europa. Le loro testimonianze, cariche di emozione, anche per il ricordo di quei compagni che non ce l’hanno fatta, ci restituisce un pezzo di storia del nostro Paese.

Strada dei Parchi nel video “Le memorie del Gran Sasso” ha raccolto le testimonianze e i racconti di chi, in quegli anni ’60 e ’70 molto diversi da oggi, ha lavorato nel cantiere del Traforo del Gran Sasso. Il geometra Augusto Neri, l’elettricista Lorenzo Fantauzzi, l’operaio Osvaldo Donatelli e il minatore Elio Della Rovere descrivono la strada prima del Traforo, le difficoltà incontrate durante lo scavo, le tecniche prima rudimentali e poi rivoluzionarie per l’epoca, il problema dell’acqua che ha inondato la galleria e il grande ingegno messo in campo per aggirare le enormi difficoltà. Il racconto dei testimoni, grazie ai documenti storici raccolti, porta lo spettatore sotto le viscere della montagna; il Gran Sasso d’Italia, attraversato per 10175 metri di lunghezza. Dalle parole di Neri, Fantauzzi, Donatelli e Della Rovere, emerge il saldo spirito di squadra e il forte orgoglio per aver contribuito, insieme, alla realizzazione di un’opera unica, che ha segnato il cambiamento di un’intera regione.


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