Meloni show all’Aquila. L’incontro improvvisato con i lavoratori Tecnocall poi la firma per i fondi Fsc

Via libera al raddoppio della linea ferroviaria Roma-Pescara e nuovi fondi per ricostruzione del teatro comunale dell'Aquila

di Alessio Ludovici | 08 Febbraio 2024 @ 06:00 | POLITICA
meloni show tecnocall
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L’AQUILA – Tutti l’aspettavano all’ingresso dell’auditorium del Parco dell’Aquila, dove era attesa per la firma dell’Accordo di coesione e sviluppo tra governo e regione Abruzzo. Appena scesa dall’auto blu però, e prendendo di sorpresa giornalisti e rappresentanti delle istituzioni, Giorgia Meloni è andata per prima cosa a confrontarsi con i sindacati e il picchetto dei lavoratori Tecnocall alla Fontana Luminosa. Un breve colloquio nel quale ha fatto sapere di conoscere già la situazione e che farà il possibile. Per le 100 famiglie aquilane il tempo corre veloce. A breve ci saranno le aggiudicazioni di tutte le gare del mercato libero. Le società si accaparreranno circa 4milioni di utenti in uscita dal mercato libero ma a fine 2023 il governo ha stralciato la clausola sociale che era stata prevista in estate per tutelare i lavoratori dei call center del mercato protetto. Nelle ultime settimane è arrivato un nuovo decreto che non reinserisce la clausola sociale ma da la possibilità ai nuovi gestori di riassumere gli oltre 2000 lavoratori che in Italia stanno rischiando il posto. Come e a quali condizioni sarà tutto da vedere.

Dopo l’incontro con i lavoratori la presidente del consiglio si è diretta all’auditorium nel quale, tra le altre cose sono stati annunciati anche il via libera al raddoppio della linea ferroviaria Roma-Pescara e nuovi fondi, i 5 che mancavano, per completare la ricostruzione del teatro comunale dell’Aquila.

“L’Abruzzo – ha dichiarato la premier – è la nona regione che firma un accordo di coesione, 1 miliardo e 257 milioni, la quota di Fsc più consistente assegnata, se aggiungiamo altre risorse” si arriva a “un miliardo e 334 milioni di euro per il finanziamento di quasi 200 progetti”, ha detto Meloni sottolineando “gli oltre 450 milioni a disposizione per gli interventi a difesa della costa abruzzese, il rafforzamento del sistema idrico, anche per il rafforzamento dei porti della regione”.

“Ricordo quando 5 anni fa parlavamo di quanto la logistica in una regione come questa potesse e dovesse fare la differenza, continuo a essere convinta che il grande paradosso dell’Abruzzo è una regione piazzata in centro Italia, che è piazzata nel centro del Mediterraneo ma è isolata e perde tantissime opportunità”. Le infrastrutture, ha aggiunto, “continuano ad essere in questa regione la nostra priorità di intervento”. Meloni ha ricordato l’inserimento nei corridoi “Ten-T” e la “prima pietra” per l’ampliamento “della pista dell’aeroporto di Pescara per dare una dimensione intercontinentale” dello scalo che darà nuove opportunità compresa quella di “riportare a casa con turismo di ritorno i tanti abruzzesi nel mondo che vivono negli Stati Uniti o in Argentina”.

Le reazioni del mondo politico

Diametralmente opposte, come logico, le reazioni del mondo politico. “Per la città dell’Aquila – il commento del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi – è stato un privilegio aver ospitato la firma di un accordo storico che destina all’Abruzzo mezzo miliardo in più rispetto alla precedente programmazione, che riconosce la centralità del capoluogo regionale e attribuisce massima attenzione alle aree interne”.
“Ringrazio il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, e il governatore Marco Marsilio, per il sostegno cristallizzato con la sottoscrizione del patto, alla presenza del ministro per gli Affari europei, il sud, le politiche di coesione e il PNRR, Raffaele Fitto. Così come ringrazio il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, e il coordinatore della Struttura di Missione per il sisma 2009, Mario Fiorentino, per il finanziamento di 5milioni di euro necessari al completamento del nostro teatro comunale. Il premier, a cui ho consegnato uno specifico dossier, ha, infine, incontrato i dipendenti Tecnocall che oggi sono stati presenti per esprimere preoccupazione sul loro futuro lavorativo. L’attenzione è massima”.

“Una grande vittoria dell’Abruzzo e del presidente Marsilio che, grazie all’attenzione del governo Meloni e del ministro Raffaele Fitto, è riuscito a far incrementare di mezzo miliardo il finanziamento per la nostra regione rispetto alla passata programmazione”, cosi i senatori Guido Liris e Ethel Sigismondi. Di “risultato straordinario” parla Mario Quaglieri mentre Nazario Pagano sottolinea l’importanza del “via libera al raddoppio della linea ferroviaria Roma-Pescara”.

Di segno opposto le reazioni nel centrosinistra. Per Silvio Paolucci, Pd, la presenza della Meloni “certifica il grave ritardo della Giunta Marsilio sulla programmazione europea. Una singolare operazione di facciata – spiega il consigliere regionale – quella di presentare in pompa magna la firma di un documento che non è altro che un atto burocratico Governo-Regioni che arriva con tre anni di ritardo, visto che stiamo parlando della programmazione 2021/2027 di FESR, FSE e FSC e a una settimana dall’inizio dell’ultimo mese di campagna elettorale. La solita propaganda beffa a scapito degli abruzzesi, che questa volta secondo Marsilio e Meloni dovrebbero ritenersi orgogliosi di un’inerzia certificata sulla spesa delle risorse in arrivo da Bruxelles, che vede l’Abruzzo agli ultimi posti in Italia sia per la pubblicazione dei bandi, sia per l’avanzamento nell’utilizzo delle risorse”, così il capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci in merito alla visita della Meloni all’Aquila.

“Un ritardo che denunciamo ormai da anni e che è la vera notizia della giornata, visto che la firma resa in pompa magna, altro non è che la ratifica di fondi dovuti a ogni regione, anzi, non solo il Governo regionale a trazione Fratelli d’Italia non ha fatto nulla per averli, ma non è nemmeno riuscito ad aggiudicarsi risorse aggiuntive come invece ha fatto il governo di centrosinistra nella passata legislatura regionale – affonda Paolucci – . Oltre noi a dirlo è anche l’Autorità di certificazione della Regione Abruzzo stessa, che nero su bianco da mesi ha cristallizzato una spesa pari al 70,63% sul FESR e al 62,44% sull’FSE e il fatto che ben 133 i milioni di euro risultano non utilizzati da questa Giunta, nonostante la proroga Covid. Non solo ci confermiamo fra le peggiori regioni italiane per utilizzo dei Fondi strutturali, ma queste risorse, circa 2 miliardi di euro per tutte le regioni, non potranno essere impiegate in ambiti importantissimi e strategici quali le politiche attive e passive del lavoro, la formazione, gli investimenti per le imprese, il risparmio energetico. Questo da parte di una Regione che non è stata nemmeno capace di contare di più a Roma, visto che si è vista tagliare un miliardo e mezzo di fondi per la velocizzazione della rete ferroviaria Roma-Pescara, derubricata da Salvini e che non ha messo un euro sull’agricoltura attraverso il PNRR. La Meloni lo sa? Se ne rende conto? E se sì, che c’è da festeggiare?”

“Sulla Roma/Pescara – il commento della senatrice sulmonese Gabriella Di Girolamo – la Meloni ci racconta un’altra storiella, stranamente simile a quella che vanno raccontando sul ponte sullo Stretto: faremo tutto ma non possiamo dirvi con quali risorse”.

“Colpisce la trasformazione di Giorgia Meloni da combattiva donna del popolo ad accigliata Presidente nel Palazzo, chiusa a firmare carte invece che ad ascoltare le difficoltà delle cittadine e dei cittadini abruzzesi – afferma il senatore abruzzese e tesoriere nazionale del Partito Democratico Michele Fina –  Siamo orgogliosi che, per contro, la Segretaria del Pd nei giorni scorsi in visita in Abruzzo abbia scelto di visitare ospedali, fabbriche, piazze, piccoli Comuni, strade dissestate in attesa di ripristino, aziende agricole, centri anti violenza, sindacati ed associazioni di categoria, aree naturali protette falcidiate dalla destra”.

“La Presidente Meloni invece ha avuto il coraggio di rappresentare alle e agli abruzzesi uno scorretto gioco delle tre carte: prima ha tagliato i fondi PNRR destinati all’Abruzzo per un miliardo e mezzo e poi li “sostituisce” con fondi europei che in realtà già sono dell’Abruzzo. Sarebbe come dire ad un lavoratore al quale non vengono pagati gli stipendi per un anno, che in cambio può avere gli stipendi non pagati degli anni precedenti; gli uni e gli altri sono sempre del lavoratore che ha diritto ad averli. Invece i Governi Meloni e Marsilio vendono dei diritti come favori e mentono sapendo di mentire. Sta di fatto che in questi cinque anni di disastrosa amministrazione Marsilio i pendolari che si muovono dall’Abruzzo a Roma non hanno guadagnato un solo minuto di tempo. Siamo ancora alla preliminare firma delle carte. Stessa cosa per i nuovi ospedali, per il personale che manca in tribunali e carceri, per il sistema irriguo del Fucino”. 

“A proposito, un’ultima nota di pessimo colore: dopo aver sentito Marsilio chiamare i marsicani, “marsicanesi”, ieri Giorgia Meloni ha parlato del Fùcino (che da sempre ha l’accento sulla “u”) chiamandolo “Fucìno”. Parliamo non di un territorio qualunque ma del collegio elettorale dell’Onorevole Meloni. Forse pensa che questo territorio sia solo una fucìna di voti non meritati, da parte di chi non conosce i nomi dei luoghi, figuriamoci i luoghi stessi, le persone che li abitano, i loro problemi e le loro potenzialità”. Conclude il senatore Fina


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