Meloni all’Aquila, Avellani (Pd): “Passerella elettorale”

Il prossimo 7 febbraio Giorgia Meloni sarà all’Aquila

di Redazione | 04 Febbraio 2024 @ 19:10 | POLITICA
Meloni all'aquila
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L’AQUILA – Il prossimo 7 febbraio il presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà all’Aquila per la firma dell’accordo sui fondi europei con la Regione Abruzzo, l’Fsc (Fondi per lo sviluppo e la coesione).

Ad annunciare la presenza della premier, eletta proprio nel collegio L’Aquila-Teramo, è stato il ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, nel corso dell’incontro con Coldiretti Abruzzo nel castello Orsini di Avezzano.

“Ad un mese dalle elezioni regionali, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha deciso di prestarsi ad una cinica messa in scena per provare a risollevare il consenso in picchiata del presidente (finalmente) uscente Marco Marsilio.

E’ quanto scrive in una nota Nello Avellani, segretario dell’Unione comunale del Partito Democratico dell’Aquila.

Ci sarebbe da ridere, se la situazione non fosse tragica: in piena campagna elettorale, viene sottoscritto un accordo che impegna risorse già disponibili da 3 anni, e fino ad oggi inutilizzate.

La destra fa propaganda persino sui suoi fallimenti: è evidente che, per l’inerzia della Regione, servirà uno sforzo straordinario per investire progettualmente – in soli 4 anni invece dei 7 previsti – le risorse assegnate.

Stante il disastro della Giunta Marsilio – continua Avellani – vogliamo approfittare comunque della passerella elettorale per rivolgerci alla presidente del Consiglio nonché parlamentare Meloni, eletta proprio nel collegio L’Aquila-Teramo e che, dunque, dovrebbe dedicare particolare attenzione al nostro territorio:

1) Che cosa ne pensa, onorevole Meloni, del progetto di legge sull’autonomia differenziata che, di fatto, si configura come una secessione delle regioni ricche a scapito di quelle più fragili, in particolare del meridione? Come intende agire per difendere gli abruzzesi che rischiano di vedersi negata la piena fruizione di diritti fondamentali che continueranno ad essere garantiti, invece, a cittadine e cittadini di altre regioni?

2) È consapevole, onorevole Meloni, che la sanità in regione è allo sbando, con pronti soccorso al collasso, personale insufficiente, liste d’attesa insostenibili, strutture ospedaliere inadeguate a fronte dello smantellamento dei presidi del territorio? Come intende agire per dare risposta a piu del 7% dei cittadini abruzzesi che hanno rinunciato a curarsi? E come sanare i buchi nei bilanci delle ASL che registrano oltre 100 milioni di spesa per la mobilità passiva, per rimborsare cioè le visite e le prestazioni che gli abruzzesi sono costretti a sostenere altrove?

3) È consapevole, onorevole Meloni, che oltre 50mila giovani abruzzesi, ogni mattina, si svegliano e non sanno che cosa fare, non avendo un lavoro né una opportunità di studio e formazione? Come intende agire per evitare che i nostri giovani siano costretti a migrare altrove?

4) È consapevole, onorevole Meloni, che le aree interne abruzzesi, e dell’aquilano in particolare, si stanno spopolando per l’assenza di servizi essenziali e di un sistema di trasporto pubblico locale capace di ricucire le fratture territoriali? È consapevole che il gap infrastrutturale, tra autostrade colabrodo, assenza di collegamenti su ferro e inadeguati investimenti su gomma, sta minando lo sviluppo dell’Aquila e del territorio circostante?

5) Venendo all’Aquila città, è consapevole onorevole Meloni che, a quasi 15 anni dal terremoto, migliaia di bambine e bambini sono costretti a frequentare moduli scolastici provvisori che sarebbero dovuti durare solo 5 anni? È consapevole che l’amministrazione comunale, espressione del suo partito, in 7 anni non è stata capace di ricostruire una sola scuola? Come intende agire per accelerare i processi di ricostruzione?

Se riuscisse a rispondere almeno a queste domande, onorevole Meloni, la sua visita all’Aquila assumerebbe il tono politico-istituzionale che dovrebbe avere. Altrimenti, non sarà altro che l’ennesima presa in giro degli abruzzesi che, d’altra parte, avete trattato come un popolo da colonizzare ma che il 10 marzo saprà mostrarvi la via del ritorno a casa” – conclude Avellani.


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