‘Medicina nucleare. Rotellini: “Chiusa per ponte”. La Asl replica

Botta e risposta tra il consigliere comunale di 'L'Aquila coraggiosa' e il direttore del reparto Di Piero su un cartello apparso in alcuni punti del San Salvatore

di Redazione | 28 Ottobre 2022 @ 08:54 | CRONACA
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L’AQUILA – “Nessun ‘ponte’ lavorativo ma solo il rinvio, limitato peraltro ad alcune prestazioni, dovuto alla mancata fornitura di un macchinario, per questa settimana, da parte della ditta competente”. Lo afferma il direttore del reparto di medicina nucleare dell’ospedale di L’Aquila Massimo Di Pietro, in merito alla notizia di uno stop delle attività per il 31 ottobre prossimo, ricondotto arbitrariamente a un inesistente ‘ponte’ del personale. “In seguito al mancato arrivo del generatore, che serve ad associare la componente radioattiva ai farmaci, il 31 ottobre prossimo”, spiega Di Pietro, “le scintigrafie non potranno essere eseguite. Questi esami verranno recuperati prima possibile mentre le ecografie sono state anticipate e quindi sono state già effettuate a beneficio degli utenti”.

Così il  direttore Di Piero ribatte al consigliere comunale del gruppo ‘L’Aquila Coraggiosa’ Lorenzo Rotellini, che ieri aveva polemizzato su un cartello apparso in alcuni punti dell’ospedale San Salvatore.

“Mi hanno segnalato che all’ospedale San Salvatore circolano questi cartelli – scrive Rotellini – , è surreale che un’unità operativa venga chiusa per ponte. Mi fanno notare che i cartelli sono senza firma e autorizzazione della direzione sanitaria. Detto ciò, quando l’opposizione in Comune e in Regione cerca di istituire un dialogo sulla condizione della sanità in questo territorio si mette tutto a tacere. È arrivato il momento di chiedere risposte a chi amministra ormai Regione e Comune da anni e del perché sulla sanità aquilana si investe sempre meno rispetto agli altri capoluoghi abruzzesi, non è questione di campanilismo. L’ospedale si scontra con difficoltà e carenze per responsabilità di Marsilio e Company, come per esempio:

1. Liste d’attesa lunghissime. Chi può permetterselo usufruisce della sanità privata

2. Carenza di personale 

3. Per l’emergenza Covid alle Asl sono stati assegnati 58 milioni di euro a Pescara, 48 milioni di euro a Teramo, 48 milioni di euro a Chieti e solo 19 milioni di euro a L’Aquila. Dal fondo sanitario invece Pescara 23 milioni, Teramo 25 milioni, Chieti 13 milioni, L’Aquila 1 milione. Tutto ciò costringe al solo risparmio, dal punto di vista delle strutture, dei macchinari e del personale

4. Durante la pandemia è stato realizzato il Covid Hospital a Pescara, mai utilizzato interamente ma che servirà a creare un DEA di II Livello che molto probabilmente non spetterà a noi

5. Sui 410 milioni per l’edilizia sanitaria la Regione si dimentica L’Aquila 

Tutto questo avviene nel silenzio di Liris, Imprudente e Biondi. Qualcuno le riposte dovrà pur darle o è sempre colpa di “chi c’era prima”?

Nella serata di ieri, per l’appunto, la spiegazione del direttore del reparto di Medicina nucleare. 

 

 


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