Medici di base, si infiamma la protesta. La Asl replica, i sindacati insistono

di Alessio Ludovici | 23 Febbraio 2024 @ 06:00 | POLITICA
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Giornata importante per la vertenza dei medici di base degli Ncp, Nuclei di Cure primarie. Una lunga giornata di mobilitazione proseguita anche la notte con un presidio dentro gli uffici della Asl da cui gli organizzatori – Cgil, Fimmg, Smi e Snami – attendono una risposta. In serata la proposta della Asl per un incontro dopo il 10 marzo, il giorno delle elezioni, proposta rigettata dai sindacati.

La vicenda dei Nuclei di Cure Primarie si trascina da due anni. Al centro della questione la mancata nomina di nuovi medici all’interno dei Nuclei. I pazienti dei medici di base che vanno in pensione passano al nuovo medico che però non può usufruire dei servizi di assistenza sanitaria dei Nuclei. Un danno, spiegano gli organizzatori, soprattutto per i pazienti ma anche per i Nuclei che diventano economicamente insostenibili e rischiano la chiusura.

Cosa dice la Asl

La Asl non si è fatta vedere per tutto il giorno e ha preferito replicare a mezzo stampa in serata. Per l’azienda il problema non esiste: “Il subentro di nuovi medici di medicina generale nei Nuclei di Cure Primarie in sostituzione del personale medico collocato in pensione, risulta un atto illegittimo e come tale una procedura non percorribile”.
Così la Direzione Aziendale della Asl che si appella a un parere della Sisac, l’Organo Governativo che regola i rapporti tra medici di famiglia e ASL, secondo il quale i compensi e le indennità riconosciute a tutte le forme associative, compresi i Nuclei di Cure Primarie, possono essere erogati solo nei limiti delle risorse dedicate, “ormai esaurite da tempo”.

Palla alla Regione Abruzzo: “Siamo in attesa – prosegue la nota dell’azienda – della sottoscrizione a breve dell’Accordo Integrativo Regionale, che risolverà la questione nell’interesse di tutti i medici di famiglia. Infatti, i medici che oggi richiedono il loro inserimento nei Nuclei di Cure Primarie acquisiscono il privilegio di avere una retribuzione aggiuntiva di circa 40.000 Euro/anno, oltre al normale compenso. Queste risorse sarebbero sottratte a tanti altri medici – come dice anche la nota del Dipartimento Regionale della Sanità del marzo 2023 – che attendono fiduciosi la sottoscrizione del nuovo Accordo Integrativo per poter operare nelle nuove forme associative, creando evidenti situazioni disperequazione e penalizzazione”.

Le critiche

Interpretazione, questa, rigettata fermamente da Mauro Belmonte, giovane medico della Fimmg, che ha ribadito che la scelta è solo della Asl e che il problema della Regione è stato superato da tempo.

Più tardi è stata la Fimmg stessa a replicare con una nota di Vito Albano. “Dichiarazioni senza fondamento” vi si legge, “dato che non esiste alcuna legge che vieti la sostituzione dei medici in quiescenza, anzi, con questa presa di posizione, in pratica la Asl della provincia dell’Aquila sta sostenendo che tutte le altre Asl abruzzesi hanno sinora, invece, compiuto atti illegittimi, avendo effettuato tali sostituzioni sino a qualche giorno fa”.

“Non esistono più nuclei in sovrannumero di medici o di pazienti – continua Albano – in quanto i vari pensionamenti che si sono susseguiti sino a oggi hanno portato tutti i nuclei molto al di sotto del massimo consentito. Riguardo al fatto che i nuclei non chiuderanno, si sottolinea con forza che se viene ridotto il numero dei medici attivi nei nuclei per le cure primarie automaticamente diminuiscono notevolmente anche i pazienti che hanno il diritto di fruire del servizio, negandolo a tutti gli altri cittadini”.

Di fatto, non soltanto si sta tagliando un servizio fondamentale, ma si stanno creando cittadini di serie A e cittadini di serie B, esattamente l’opposto di quanto pronunciato dalla Costituzione italiana. Non soltanto le dichiarazioni della Asl sono mendaci ma, addirittura, i vertici sanitari asseriscono che la Fimmg regionale sia d’accordo sulle loro posizioni quando la cosa non è assolutamente vera. Quella della Asl 1 è una posizione non condivisa né dal segretario regionale Mauro Petrucci, né da me, segretario provinciale. La Fimmg – conclude Albano – continua la sua lotta e diffida la Asl ad asserire e sbandierare un consenso che non le è mai stato dato”. 

Per la Asl, ad ogni modo, “non vi sono rischi né di scioglimento dei Nuclei stessi, né di tenuta dell’occupazione del personale di supporto né tantomeno di penalizzazione delle aree interne visto che i subentri richiesti riguardano solo le aree urbane. Ricordiamo – la chiusura polemica del comunicato – che la F.I.M.M.G (Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale) regionale condivide la posizione assunta dalla A.S.L.”

I medici di base in attesa rimasti fuori dagli NCP sono una decina su tutto il territorio provinciale, ognuno ha ereditato 1500 pazienti circa, oltre 15mila persone che, tecnicamente, sono già fuori dall’assistenza garantita dai Nuclei.

I tentativi di mediazione

Ieri, dopo la convulsa mattinata e la simbolica irruzione negli uffici della Direzione aziendale, gli organizzatori del presidio hanno organizzato una conferenza stampa. “Non abbiamo avuto risposte dalla Asl” – ha spiegato Francesco Marrelli della Cgil. “Due direttori si trovano in questo palazzo e non sono neanche scesi”. Un tentativo di accordo, almeno per aprire un tavolo, c’è stato, sia in Prefettura che in serata quando è trapelata la notizia di una proposta di incontro della Asl dopo le elezioni.

Ad essere tirate in ballo non sono però solo le istituzioni sanitarie, gli organizzatori ne hanno anche per il sindaco Biondi – che è anche il presidente del Comitato ristretto dei sindaci sulla sanità – e per il presidente Marsilio. E qui, con la campagna elettorale in corso, le cose si complicano. Il terreno è scivoloso per tutti e il rischio, per chi manifesta, è ritrovarsi nel turbillon delle accuse di strumentalizzazione.

“Continueremo la mobilitazione”, ha spiegato Marrelli in conferenza stampa, “per i giovani medici di base che rischiano andare via, perché c’è una chiara sperequazione tra noi e le altre province dove si fanno le sostituzioni dei medici in quiescenza. C’è una incapacità totale di ascoltare i bisogni delle persone, oggi c’è gente venite dall’alto Sangro dove è aperta la vertenza dell’emergenza-urgenza, lunedì ci sarà il consiglio comunale sulla sanità e ci saremo”. La Cgil, sempre ieri, ha annunciato anche un esposto alla Corte dei Conti sulla vicenda.


Print Friendly and PDF

TAGS