Medici di base, la Asl: “Noi meglio delle altre province”. Le opposizioni: “A rischio il diritto alla salute”

di Alessio Ludovici | 24 Febbraio 2024 @ 06:00 | SANITA'
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L’AQUILA – Non ci sta la Asl e in un nuovo comunicato diramato ieri, la Direzione Aziendale ha di nuovo replicato alle accuse dei sindacati e a quelle della politica. Una nota perentoria, che ricorda le note del post attacco hacker quando si smentiva categoricamente qualsivoglia perdita di dati, in cui non si fa nessuna apertura alle critiche dei sindacati. “Sono del tutto false e strumentali le accuse rivolte da alcune organizzazioni sindacali alla Direzione della ASL di Avezzano, Sulmona, L’Aquila, in relazione al problema delle sostituzioni dei Medici di Medicina Generale nei Nuclei di Cure Primarie”.

“Comprendiamo il particolare momento elettorale e la tendenza alla faziosità delle affermazioni e delle posizioni assunte, ma ora si è superato ogni limite rispetto al dovere di verità. I cittadini della provincia di L’Aquila devono conoscere i fatti. Su 210 Medici di Medicina Generale in servizio nel nostro territorio, 94 sono impegnati all’interno dei Nuclei di Cure Primarie e rappresentano il 45% del totale. Nella ASL di Pescara su 258 Medici di Medicina Generale ne sono impegnati all’interno dei Nuclei 77, rappresentando solo il 30% del totale; nella ASL di Chieti su 317 Medici ne sono impegnati 53, con una percentuale del 17%; infine nella ASL di Teramo su 205 Medici sono impegnati nei Nuclei di Cure Primarie soltanto 60 con una percentuale del 29%.”

“Aquilani cittadini di serie A”

“I numeri parlano chiaro – prosegue la nota – e ci dicono una realtà ben diversa da quella che vogliono far credere. Altro che tagliare servizi o creare cittadini di serie A e di serie B come si sta farneticando in queste ore, buttando fango sull’operato della Direzione e dei tanti dirigenti della ASL impegnati da anni nel campo dell’assistenza territoriale. La verità è ben altra: la Asl di Pescara per garantire gli stessi livelli di assistenza della nostra ASL dovrebbe inserire nei Nuclei di Cure Primari altri 38 Medici; la ASL di Chieti ne dovrebbe inserire altri 89 e la ASL di Teramo altri 32. Forse sono proprio i nostri i cittadini di serie A.”

“Troviamo a dir poco vergognose – conclude la Direzione Aziendale – le pressioni strumentali che ci vengono indirizzate in questi giorni per farci compiere atti e provvedimenti palesemente illegittimi, a spregio della prossima sottoscrizione, con i Medici di Medicina Generale, del nuovo Accordo Regionale, che contiamo possa interrompere questo circuito di privilegi per pochissimi, a 40.000€ all’anno di aumento del compenso, difesi – non si sa perché – dalla politica, a danno di tanti altri medici, che sono costretti a subire in silenzio. Nel frattempo, la posizione della ASL è stata chiarita in maniera documentata e motivata in tutte le sedi istituzionali deputate ad affrontare queste problematiche”.

Intanto, in mattinata, dal centrosinistra è arrivata un’azione in solidarietà al presidio delle sigle sindacali impegnate nelle vertenza dei Nuclei di cure primarie. Una conferenza stampa in cui il centrosinistra ha ricordato l’appuntamento di lunedì prossimo. “Lunedì 26 febbraio alle 15 a Palazzo Margherita si terrà un Consiglio Comunale straordinario e aperto chiesto da noi delle opposizioni perché è ormai evidente che esiste una ‘emergenza sanità aquilana’. I vertici della Asl provinciale dell’Aquila e i responsabili della sanità regionale ritengono la nostra una battaglia dal sapore elettorale per cui rinviano ogni confronto a dopo il 10 marzo, salvo però accogliere in pompa magna il ministro della Salute Orazio Schillaci, che martedì prossimo sarà complice dell’ennesima passerella elettorale, quella sì, al San Salvatore, e di un pranzo con gli operatori sanitari. A questo gioco non ci stiamo, perché la salute è un diritto fondamentale, di tutti e che va oltre le stagioni politiche soprattutto quando queste stanno per concludersi, come quella di Marsilio. Del resto riceviamo ogni giorno decine e decine di segnalazioni di cittadini che denunciano il mal funzionamento della Asl, a cominciare dallo stato in cui versa il nostro Ospedale”.

“Non abbiamo interlocutori, né politici né, peggio ancora, dell’azienda sanitaria e questi ultimi hanno già annunciato che saranno assenti anche al Consiglio di lunedì”, ha fatto osservare Alessandro Tomassoni, consigliere comunale de Il Passo possibile. “Questa autoreferenzialità è sintomo di un problema evidente, i vertici della Asl portano avanti scelte di parte che sono quelle della politica che li nomina. Il confronto a cui sfuggono non è solo con gli operatori o con i rappresentanti istituzionali come noi, ma è quello con i cittadini nel momento in cui viene messo a rischio il loro diritto alla salute. La situazione del pronto soccorso è al limite della civiltà e ci vuole una gran faccia tosta, oggi a due settimane dalle elezioni, annunciare che è stato realizzato un open space!”.

Intanto, sul fronte sanità provinciale, si fanno sentire anche le altre sigle sindacali. Uil L’Aquila e Uil Fpl L’Aquila hanno chiesto ieri di avviare tavoli di confronto e azioni mirate con la partecipazione dei sindacati confederali, al fine di  salvare la tenuta del sistema sanitario abruzzese, in particolar modo nelle aree interne.

“Auspichiamo che le azioni da mettere in campo siano di respiro e ambito sindacale –  hanno dichiarato Luigi Di Donato dell’unione provinciale Uil L’Aquila, il dott. Antonello Fabbri, Uil Fpl Medici L’Aquila, e Gianfranco Giorgi, Uil Fpl provinciale L’Aquila.  “Rispetto ai fatti ai quali assistiamo in queste ore, pur condividendo le motivazioni di merito legate all’esasperazione dei territori più colpiti dalla gestione totalmente insufficiente della sanità pubblica regionale, la Uil ritiene che il percorso da seguire deve essere di natura sindacale, auspichiamo unitario, che eviti in questo momento storico di vita politico istituzionale abruzzese”


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