Maxxi, al via le mostre ‘In itinere’ e ‘Di roccia, fuochi e avventure sotterranee’

di Marianna Gianforte | 11 Marzo 2022 @ 15:39 | CULTURA
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L’AQUILA – Al via le due prime mostre in programma al Maxxi per il 2022: un’installazione multicanale dei masbedo, le fotografie di Armin Linke e Claudia Pajewski, il racconto fantascientifico ‘Asia one’ di Cao Fei, l’omaggio al grande maestro Hidetoshi Nagasawa e, ancora, 120 immagini di 5 fotografi fra i più interessanti del momento: Fabio Barile, Andrea Botto, Marina Caneve, Alessandro Imbriaco, Francesco Neri, fino al metaverso con l’opera di Miltos Manetas. Le due esposizioni, ‘In itinere’ e ‘Di roccia, fuochi e avventure sotterranee’ sono state presentate questa mattina a palazzo Ardinghelli, saranno aperte al pubblico a partire da domani, sabato 12 marzo al Maxxi L’Aquila  che inaugura le sue due nuove mostre iche abiteranno il museo fino al 12 giugno 2022. 

Alla presentazione hanno partecipato l’assessora comunale alla Cultura Fabrizia Aquilio; il direttore del Maxxi L’Aquila, Bartolomeo Pietromarchi; il rettore del Gran Sasso Science Institute Eugenio Coccia; il direttore dei Laboratori nazionali del Gran Sasso Infn Ezio Previtali; il responsabile delle relazioni esterne di Ghella Matteo D’AlojaAlessandro Dandini curatore della mostra ‘Di roccia, fuochi e avventure sotterranee’. In videoconferenza è intervenuta anche la presidente della Fondazione Maxxi Giovanna Melandri, impegnata a Roma nell’allestimento di un’importante mostra dedicata all’Ucraina e che vede protagonisti 140 artisti ucraini. 

MELANDRI: “PRESTO UN EVENTO DEDICATO ALL’UCRAINA ANCHE NELLA SEDE AQUILANA”

“Nei prossimi giorni dovremo testimoniare anche all’Aquila una iniziativa a favore del popolo ucraino, dei cittadini e degli artisti, che fuggono anche loro dalle città assediate”. A dirlo è stata questa mattina la presidente della fondazione Maxxi Melandri, intervenuta in videoconferenza:

“Ci sono tra i profughi anche tanti artisti, intellettuali, curatori e curatrici, spesso resistenti, impegnati a salvare il loro Paese e i principi della libertà che sono poi i principi europei. Dopo aver salvato i cittadini e le cittadine dovremo cercare di proteggere anche le opere d’arte importantissime, come quelle di Kiev o di Odessa”. “Sono qui a Roma ad allestire una mostra dedicata all’Ucraina e che permetterà di ospitare nella sede della Capitale le opere di 140 artisti ucraini”.

Melandri si è detta poi felice dell’apertura del calendario delle mostre al Maxxi dell’Aquila:

“Oggi si apre al pubblico finalmente, dopo aver fatto un grande sforzo di progettualità e ne è valsa la pena; siamo contenti di essere all’Aquila, di avere dimostrato che, malgrado le difficoltà oggettive di questi due anni con la pandemia, siamo riusciti con spirito di collaborazione interistituzionale di tutti gli attori del territorio aquilano a incominciare questo percorso. Un percorso nel quale ho creduto sin dal primo momento, quando il ministro Dario Franceschini ci chiese di metterci a disposizione per aprire una sede del museo nella città colpita dal terremoto del 2009. Voglio ricordare che il Maxxi L’Aquila non è una sede distaccata del museo di Roma, ma un’altra sede del polo nazionale dell’arte contemporanea, a dimostrazione di come l’arte e la cultura si possano inserire in un processo di rigenerazione e rinascita di un territorio”.

 

Per quanto riguarda le due mostre, la prima, ‘In itinere’, a cura di Pietromarchi e Fanny Borel, nasce dal dialogo con altri protagonisti della vita artistica, culturale e scientifica del territorio aquilano e conta sul sostegno di Cassa depositi e prestiti. Il nuovo progetto espositivo presenterà le opere realizzate su committenza da Armin Linke, Masbedo e Claudia Pajewski. Come spiega il direttore Pietromarchi:

“Gli artisti della mostra ci conducono in un immaginifico viaggio al centro della terra, tra memoria e futuro. I progetti sono stati avviati in collaborazione con il Museo nazionale d’Abruzzo, Gran Sasso Science Institute e Laboratori nazionali del Gran Sasso, grazie a un dialogo in grado di omaggiare la città dell’Aquila come fonte di ispirazione e di celebrarne le eccellenze. Progetti e committenze di artisti e fotografi che indagano attraverso il loro sguardo territori caratterizzati da percorsi sotterranei e memorie sepolte, che raccontano di viaggi e scoperte, di incontri e sorprese nei meandri profondi della terra mettendo in rapporto il macro con il micro. Ricerche artistiche che coinvolgono spazio cosmico, tempo preistorico, fisica delle particelle e conducono a una riflessione sulla rapidità del progresso scientifico e sugli effetti dello sviluppo tecnologico”. 

 

Sempre a partire da domani, nelle sale più intime del Maxxi L’Aquila è aperta la mostra ‘Di roccia, fuochi e avventure sotterranee’ che racconta le meraviglie delle viscere della terra e la nascita di cinque grandi opere infrastrutturali, in altrettanti cantieri disseminati tra Europa, Estremo Oriente e Oceania, con oltre 120 immagini realizzate tra il 2019 e il 2020 da ciqnue fotografi tra i più interessanti della scena italiana attuale: Fabio Barile, Andrea Botto, Marina Caneve, Alessandro Imbriaco e Francesco Neri. La mostra, che tanto successo ha ottenuto di recente al Maxxi Roma, è organizzata in collaborazione con Ghella, la più antica azienda italiana di grandi infrastrutture nata nel 1867 e attiva in tutto il mondo, specializzata in scavi in sotterraneo, tra cui quello della mitica Transiberiana nel 1898. Spiega Pietromarchi:

“È straordinario come i cinque fotografi abbiano saputo raccontare il cantiere senza ‘nominarlo’ mai, lasciandosi attraversare dalle sue suggestioni senza rappresentarlo in modo stereotipato o ‘aziendale’. Il risultato sono cinque progetti d’autore che, grazie alla lungimiranza di un committente illuminato, danno conto della varietà d’esiti e vitalità della fotografia documentaria oggi. L’ingresso di parte di queste opere nelle nostre Collezioni, e dunque nel Patrimonio dello Stato, ci rende particolarmente felici e rappresenta l’esito finale di una collaborazione feconda tra pubblico e privato, tra due eccellenze italiane come il Maxxi e Ghella”.

 

LE MOSTRE

In Itinere:

Armin Linke, Miltos Manetas, MASBEDO, Claudia Pajewski

con Hidetoshi Nagasawa e Cao Fei

a cura di Bartolomeo Pietromarchi e Fanny Borel

in collaborazione con Gran Sasso Science Institute, Laboratori Nazionali del Gran Sasso e Museo Nazionale d’Abruzzo

 

Di roccia, fuochi e avventure sotterranee:

Fabio Barile, Andrea Botto. Marina Caneve, Alessandro Imbriaco, Francesco Neri

a cura di Alessandro Dandini De Sylva

in collaborazione con Ghella

 

 

 

 

 


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