Mauro Febbo ascoltato per tre ore dal Pm Di Giovanni sul polo oncologico di Chieti

di Redazione | 28 Maggio 2021 @ 15:57 | CRONACA
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PESCARA – Aveva chiesto di essere ascoltato dalla Procura di Pescara e questa mattina è stato accontentato. L’assessore regionale Mauro Febbo, alla presenza del suo avvocato, è stato interrogato, per circa tre ore, sul contenuto della cassetta di sicurezza di sua proprietà, che contiene 500mila euro, con gli inquirenti che sospettano siano somme proventi da corruzione, in relazione alla realizzazione del polo oncologico dell’ospedale di Chieti.

“Abbiamo spiegato quello che ha chiesto il magistrato. Sul contenuto della cassetta di sicurezza del mio assistito abbiamo documentato che si tratta del provento dell’attività professionale di Mauro Febbo accumulato in un quarantennio. Abbiamo poi fornito giustificazione in ordine alla documentata opposizione da Febbo da prima come presidente della Commissione di Vigilanza e poi come assessore regionale alla costruzione del polo oncologico dell’ospedale di Chieti (project financing) che seguiva quello presentato dalla Maltauro e che aveva ad oggetto la ricostruzione dell’intero complesso ospedaliero – ha detto il legale Massimo Cirulli, difensore di Febbo -. Quindi ci sono atti amministrativi e c’è una contrarietà manifestata all’operazione ritenuta non conveniente per la finanza pubblica”.

L’esponente di Forza Italia è stato ascoltato dal Pm Di Giovanni in Tribunale a Pescara. Sugli eventuali rapporti con l’imprenditore farmaceutico pescarese Vincenzo Marinelli, fra i principali indagati sull’inchiesta della Procura di Pescara sulla Sanità, il legale di Mauro Febbo ha aggiunto: “Non ha avuto rapporti il mio assistito con Vincenzo Marinelli se non occasionali incontri e non ha negato di aver ricevuto un paio di cesti natalizi tra l’altro non scartati. Ma nulla di più. Ora su tutto questo ci aspettiamo una richiesta di archiviazione, sicuramente non domani mattina. Certamente saranno necessari dei riscontri da parte dell’autorità investigativa. Abbiamo poi apprezzato la grande disponibilità del pubblico ministero nell’accogliere la nostra istanza. Noi siamo fiduciosi anche se non credo che le indagini si chiuderanno domattina, nemmeno nei confronti di Mauro Febbo”.


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