ROMA – La scelta del ministero dell’Istruzione di riportare al centro della maturità di quest’anno due prove scitte, sospese nel biennio dell’emergenza sanitaria da Covid-19 e ridotte a una tesina scritta, ha provocato da un lato la reazione positiva dei presidi, ma dall’altra il dissenso degli studenti, che scenderanno in piazza venerdì 4 febbraio in diverse città d’Italia. A riportarlo è il sito “Skuola.net”, il sito dedicato al mondo della scuola e degli studenti.
Gli studenti hanno definito questa modalità di esame di Stato “senza senso” e si sono schierati apertamente contro le due prove scritte. Le loro posizioni sono state affidate a un comunicato divulgato dall’Unione degli studenti, in cui si precisa che:
“Non si tiene conto delle difficoltà degli ultimi anni, un esame privo di senso. Il ministro continua a non convocarci per prendere le decisioni, per questo siamo disposti a mobilitarci finché questo non avverrà”.
Il coordinatore nazionale dell’Unione degli studenti, Luca Redolfi, rincara la dose denunciando:
“Una proposta che, se confermata, fa ben capire che il ministro non ha idea di ciò che è successo nelle scuole negli ultimi anni e qual sia la situazione ora. Non vengono considerate le difficoltà didattiche, dell’apprendimento ed emotive vissute”.







