Massimo Cialente, “il primo 25 aprile senza papà”

"Gli facevo una telefonata sempre, nel primo mattino, e gli facevo gli auguri"

di Redazione | 25 Aprile 2021 @ 12:12 | RACCONTANDO
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Buon 25 Aprile.. Si chiudeva un’altra guerra. Sofferenze, dolori, umiliazioni, genocidi. Finiva una dittatura che aveva soffocato le anime italiane.
 
La guerra partigiana restituì in parte l’onore ad un paese che si era macchiato di tante nefandezze, giri di valzer e soprattutto delle orrende leggi razziali.
 
I partigiani trovarono il coraggio di salire in montagna per sabotare gli invasori, da italiani e democratici.
 
Sofferenze e morte. Ed una guerra sporca.
 
Sono cresciuto con i racconti di due guerre. Mio padre mi ha insegnato ad odiarla e ad amare la pace. Diceva sempre amate l’Europa. Tu sei il primo Cialente che non è andato in guerra.
 

È il primo 25 Aprile senza papà. Gli facevo una telefonata sempre, nel primo mattino, e gli facevo gli auguri.

Stamattina mi manca quella telefonata, ma l’ho rivisto in questa intervista oggi.
 
Nei giorni scorsi non avevo voluto rivederlo, sapevo che risentire la sua voce mi avrebbe commosso.
Ma questo è un fatto solo mio e della mia famiglia.
 
Oggi è il 25 Aprile. Festa di tutti, della nostra patria.
 
Gratitudine per chi ha combattuto, gratitudine per i nostri anziani, ne sto conoscendo tante e tanti in queste sedute di vaccinazione, che hanno ricostruito l’Italia dopo la guerra. L’hanno ricostruita lavorando e crescendo i figli, offrendo loro una vita migliore rispetto alla loro. Tante vite, tanti racconti, piccoli quotidiani eroismi.
 
Perché la storia siamo noi.
 
Buon 25 Aprile.
 
Massimi Cialente (dalla sua pagina Facebook)


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