L’AQUILA – “Il campo lungo ha battuto il campo largo”. Così Marco Marsilio, rieletto presidente della Regione Abruzzo, che ieri, nel corso di una conferenza stampa nel capoluogo di regione, ha fatto il punto sulla nottata elettorale appena trascorsa. “Qui in Abruzzo era proprio un uno contro uno, un derby totale che abbiamo stravinto. Credo che faccia bene anche come analisi politica e come indicazione al governo: questa è la strada giusta che sta percorrendo, il consenso dei cittadini è alto e continuerà ad esserlo per lungo tempo soprattutto se continua a governare bene”, ha aggiunto il candidato del centrodestra unito.
All’auditorium di Palazzo Silone si fanno vedere i big di del centrodestra. C’è Fabio Rampelli, padre nobile di quella destra di Colle Oppio che fonderà, anni più tardi, Fratelli d’Italia. C’è il sindaco Pierluigi Biondi e si vedono in giro i consiglieri comunali Livio Vittorini e Leonardo Scimia sempre per Fdi. C’è Alessandro Piccinini, che per una manciata di voti non ce l’ha fatta. Euforico, al contrario, Mario Quaglieri, il recordman regionale di preferenze. Ci sono gli alleati ovviamente. Da Forza Italia con Nazario Pagano e Roberto Santangelo, soddisfatti dopo l’exploit del partito in Abruzzo. C’è la Lega che a dispetto delle previsioni, regge.
C’è la stampa di tutto il paese a seguire l’ultimo atto di una vicenda politica che per quindici è stata centrale. Una bolla mediatica che non ha scomposto più di tanto Marsilio. “E’ stato curioso assistere alla calata in massa delle vecchie glorie, zio Bersani, nonno Vendola, non so chi altro potessero riesumare per galvanizzare l’elettorato con l’effetto simpatia e pacche sulle spalle”. “Hanno perso in maniera anche abbastanza netta” la chiosa.







