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Marsicaland, Silone, Berardicurti e Paris nel Corteo dei Marsi

Marsicaland, Silone, Berardicurti e Paris nel Corteo dei Marsi
Il Corteo Storico dei Marsi si arricchisce di nuove figure nell’edizione 2026 di Marsicaland, il Festival diffuso dell’agroalimentare

Il Corteo Storico dei Marsi si arricchisce di nuove figure nell’edizione 2026 di Marsicaland, il Festival diffuso dell’agroalimentare in programma ad Avezzano dal 18 al 20 settembre.

Nel racconto visivo della memoria marsicana entreranno Ignazio Silone, Antonio Berardicurti e Agostino Paris, protagonisti di vicende diverse ma legate alla storia del territorio e al suo Novecento.

Le nuove figure saranno inserite nel Corteo del 20 settembre, ampliando il percorso narrativo dedicato alla Marsica attraverso personaggi, simboli e avvenimenti che hanno segnato la memoria collettiva.

Fin dalla sua costruzione, il Corteo Storico dei Marsi è stato pensato come una rappresentazione aperta, capace di crescere insieme alla conoscenza che la comunità acquisisce della propria storia.

Ogni edizione aggiunge personaggi, oggetti, pratiche e simboli che permettono di ricomporre frammenti diversi della vicenda marsicana e restituirli al presente in una forma collettiva.

Il Corteo assume così la funzione di un racconto in movimento, nel quale la storia locale non viene solo evocata, ma riportata dentro la vita della comunità.

L’obiettivo non è riprodurre in modo nostalgico ciò che è stato, ma mettere in relazione passato e contemporaneità, facendo della memoria uno strumento di riconoscimento, appartenenza e consapevolezza.

“Il Corteo Storico dei Marsi è un racconto in fieri”, sottolinea il professor Ernesto Di Renzo, direttore scientifico di Marsicaland.

“Non è una rappresentazione chiusa, destinata a ripetersi identica ogni anno, ma un dispositivo culturale che progressivamente accoglie personaggi, oggetti e simboli attraverso i quali la comunità può riconoscere le proprie stratificazioni storiche”, aggiunge.

Per Di Renzo, Silone, Berardicurti e Paris appartengono a vicende diverse, ma parlano dello stesso territorio, “delle sue fratture, dei suoi conflitti, della capacità di trasformare il dolore, il lavoro e la memoria in appartenenza”.

“Riportarli nel presente significa tessere l’ordito di un senso del noi che non guarda al passato per nostalgia, ma per costruire consapevolmente il futuro”, conclude.

Particolare significato assume l’ingresso di Ignazio Silone.

Nato a Pescina, Silone è una delle figure che più hanno contribuito a rendere la Marsica conoscibile oltre i suoi confini.

La sua vicenda personale e la sua produzione letteraria attraversano una parte decisiva del Novecento marsicano, dal trauma del terremoto del 1915 alle trasformazioni politiche e sociali del secolo, fino alle condizioni delle classi contadine e ai temi della marginalità, dell’emigrazione, del riscatto e della dignità.

Con Silone, Marsica e scrittore diventano reciprocamente strumenti di conoscenza.

I paesaggi, le comunità, la povertà, i conflitti e le aspirazioni che attraversano la sua opera non costituiscono soltanto uno sfondo geografico, ma partecipano alla costruzione di una rappresentazione della condizione umana che ha portato un territorio apparentemente periferico dentro la letteratura europea e internazionale.

Accanto alla dimensione letteraria e civile rappresentata da Silone, il Corteo riporterà alla memoria anche una pagina dolorosa della storia sociale del Fùcino attraverso Antonio Berardicurti e Agostino Paris, vittime dell’eccidio di Celano del 30 aprile 1950.

I loro nomi rimandano alla stagione delle lotte contadine, alle rivendicazioni per la terra e alla ricerca di riscatto sociale che attraversarono la Marsica nel secondo dopoguerra.

Nel Corteo, Berardicurti e Paris diventano testimonianza di una comunità rurale che, attraverso lavoro, conflitto e sacrificio, ha partecipato alla trasformazione economica e sociale del territorio.

La loro presenza assume un valore testimoniale e pedagogico, restituendo spazio pubblico a una memoria che rischia di essere dimenticata o sottaciuta.

L’inserimento delle nuove figure conferma la direzione nella quale il Corteo Storico dei Marsi sta evolvendo.

Dalle forme più antiche della civiltà marsa alle trasformazioni agricole del Fùcino, dalle culture del lavoro alle fratture del Novecento, la rappresentazione si amplia progressivamente fino a diventare una messa in scena visiva e teatralizzata della storia locale.

Marsicaland conferma così uno dei suoi elementi più riconoscibili: un Corteo che non racconta una Marsica immobile, ma una comunità che torna sulla propria storia per comprenderla, ampliarla e rimetterla in circolo.

Ogni nuovo personaggio non aggiunge soltanto un costume o una scena, ma una nuova pagina alla memoria del territorio.