Marsica, Covalpa, l’ira dei sindaci: “Dalla Regione promesse da marinai”

di Redazione | 03 Giugno 2022 @ 12:42 | POLITICA
COVALPA 2
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MARSICA  –  Il caso Covalpa ha risvegliato, dopo il giallo dei 50 milioni per l’irriguo fucense, la rabbia della Marsica. Gli amministratori compatti: “I consiglieri regionali e la Giunta Marsilio continuano a prendersi gioco di 140 mila abitanti. Vigileremo, senza arretrare di un passo, sui nostri fondi e sulle nostre risorse”. Martedì scorso lo scoppio della polemica, la lettera congiunta inviata all’assessore Guido Liris e poi il ritiro dell’emendamento – da discutere in Consiglio regionale – che destinava i proventi dell’alienazione del Centro lavorazione e commercializzazione patate di Celano (Covalpa) altrove, in siti e progetti lontani dal territorio marsicano. E la Marsica, decisa e unita, ha detto no. “Le risorse della Marsica devono restare nella Marsica – annuncia l’assessore del Comune di Avezzano, Loreta Ruscio – non è assolutamente nemmeno ipotizzabile un loro trasferimento in territori diversi dal nostro. La nostra posizione è forte, univoca e chiara: vogliamo che quei soldi vadano a vantaggio delle strade fucensi e della loro manutenzione straordinaria. Stiamo assistendo ad un altro ‘scippo’, condito dai toni trionfalistici del consigliere Angelosante, che con un post su Facebook prima ha tentato di tranquillizzare animi giustamente arrabbiati e poi ha firmato per altro. ‘Non un euro di quella vendita uscirà dalla Marsica’, aveva scritto. Ma – dice la Ruscio – non passano nemmeno 10 ore e una parte di quegli stessi fondi viene destinata ad un bando dell’Adsu della costa. La Regione vive in una realtà parallela rispetto alle esigenze vere, reali e concrete dei cittadini: forse qualcuno dovrebbe svegliarsi e cominciare a lavorare concretamente per il territorio in cui vive”. Restano, dopo il sub-emendamento firmato, scarsi tre milioni di euro, non vincolati e tornati nel piatto del bilancio regionale. Ora, di nuovo, congiuntamente, gli assessori e i primi cittadini di Celano, San Benedetto dei Marsi, Luco dei Marsi, Cerchio, Aielli, Pescina, Collarmele, Ortucchio, Gioia dei Marsi, Trasacco, Collelongo, Lecce nei Marsi e Villavallelonga tornano a battere i pugni sul tavolo delle risposte: “Assistiamo ancora a ‘partite di giro’ che hanno tutta l’aria di prese in giro, ai danni di un territorio che conta 140 mila abitanti. – dichiara Settimio Santilli, sindaco di Celano – Vigileremo sul caso, guardando bene dove saranno destinati i soldi residui della somma (7 milioni e 125 mila euro). Ricordo che un terzo del PIL agricolo abruzzese proviene proprio dalle campagne fucensi, dove, al netto degli investimenti fortunati delle aziende private, saranno decenni che non si vedono investiti soldi pubblici, al di là dei colori politici di qualsiasi legislatura”. Secondo il sub-emendamento firmato nella giornata due giorni fa dai rappresentanti regionali, 2 milioni e 900 mila euro sono letteralmente migrati fuori dai confini marsicani (ma anche della stessa Provincia dell’Aquila), ovvero verso la costa. “E a chi ha annunciato che i fondi saranno reintegrati quanto prima, – conclude il sindaco di Aielli, Enzo Di Natale – confermo che oramai l’era dell’annuncite è passata di moda e che, adesso, o si fanno i fatti o è meglio stare in silenzio. Chiederemo la costituzione di un tavolo di vigilanza permanente sia sui fondi per l’irriguo sia sulle risorse rimaste dalla vendita del Covalpa. L’interlocutore della Regione sul Fucino, sarà il Fucino: ovvero tutti i sindaci che lo rappresentano. Basta l’anti-Marsica dei consiglieri regionali eletti in Marsica. Prima Angelosante di fronte a 14 sindaci annuncia pubblicamente che sull’irriguo del Fucino avrebbe messo in crisi la Maggioranza della Regione Abruzzo (come capogruppo di Valore è Abruzzo) e poi, nemmeno due giorni dopo, invece di destinare le risorse della vendita del Covalpa a quello stesso Fucino, opta per l’Adsu di Chieti-Pescara. Ecco il governo regionale che abbiamo: un governo che la notte dice A, il giorno dopo annuncia B e la sera vota C”.


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