Marcozzi (M5S): “Bambini mai nati, da Fdi invasione inaccettabile nella vita degli abruzzesi”

Fdi: "l’intervento di Marcozzi è pura propaganda"

di Redazione | 10 Novembre 2021 @ 14:38 | POLITICA
Marcozzi
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PESCARA – “Con il progetto di legge regionale presentato sui bambini mai nati, Fratelli d’Italia utilizza la politica per entrare a gamba tesa nella vita privata degli abruzzesi con imposizioni vergognose. Evidentemente i proponenti Testa, Quaglieri e Liris intendono passare alla storia come i peggiori legislatori di tutti i tempi. Nessuno può conoscere quale dolore e quale sofferenza ci sia alle spalle di un aborto, e certamente non dovrebbero essere dei Consiglieri regionali a imporre obblighi di legge che scavalcano libertà che bisognerebbe garantite, soprattutto nei momenti di estrema difficoltà. Purtroppo questo è il modus operandi del centrodestra, che continua a portare l’Abruzzo indietro, a navigare in direzione contraria rispetto alla storia e alle conquiste civili ottenute negli ultimi decenni. Bene fanno le numerose associazioni a scendere in piazza, tra Pescara e L’Aquila, per far sentire la propria voce contro questo progetto di legge inaccettabile”.

Lo afferma il Capogruppo M5S in Regione Abruzzo Sara Marcozzi in merito al testo di Fratelli d’Italia che prevede che, per ogni aborto che si verifichi prima delle 28 settimane e dopo i 90 giorni, sia disposto il seppellimento dall’Asl in una specifica area cimiteriale, anche qualora i genitori non provvedano o non lo richiedano. “La completa assenza di attenzione verso i diritti delle donne era già emersa nel febbraio scorso quando, con una circolare, Regione Abruzzo complicava l’accesso al farmaco per l’interruzione di gravidanza, raccomandandone l’uso in ospedale e non nei consultori. Il progetto di legge sui bambini mai nati non è altro che il prosieguo di questa politica, che preferisce puntare il dito contro le donne abruzzesi piuttosto che aiutarle e sostenerle nei momenti di estrema fragilità. Eppure ci sarebbero una marea di iniziative che il centrodestra potrebbe prendere per una seria difesa dei diritti civili e per promuovere iniziative di parità di genere. Invece, puntualmente, scelgono di guardare in direzione opposta”.

“Io utilizzerò ogni strumento a mia disposizione per oppormi in aula a questo progetto di legge vergognoso. Non possiamo riportare l’Abruzzo nel passato, non possiamo ignorare tutte le conquiste ottenute. È il momento di guardare avanti e aumentare tutele e aiuti, non quello di fare imposizioni antistoriche”, conclude.

La nota congiunta del capogruppo di Fratelli d’Italia, Guerino Testa, del consigliere e presidente della Commissione Sanità, Mario Quaglieri, del consigliere e sottosegretario alla presidenza della Giunta regionale, Umberto D’Annuntiis e dell’assessore regionale, Guido Quintino Liris, in risposta alla nota della consigliera regionale pentastellata.

“Sara Marcozzi, evidentemente, intende passare alla storia entrando nel novero di quei Consiglieri regionali che amano alzare la bandierina del proprio partito  anche sul dolore dell’essere umano, elemento che è, invece, trasversale e che credevamo fosse da tutti così inteso.  Prendiamo atto che dopo la puntuale brutta figura dei Consiglieri regionali del centrosinistra, il 28 luglio scorso – quando venne presentata la proposta di legge – oggi anche Marcozzi prende spunto da una materia altamente sensibile per fare polemica politica su temi che riguardano le donne , attuando una invasione – lei – di campo del tutto inappropriata, fuorviante, oltreché irrispettosa nei confronti di tutte quelle donne che subiscono il forte trauma della perdita di un figlio e che spesso solo tardivamente vengono a conoscenza delle modalità con le quali viene smaltito il feto. Non inorridisce Marcozzi nel sapere che i feti vengono smaltiti con i rifiuti speciali, in base alla normativa vigente? Ci Rifiutiamo di credere che sia così, e allora la sua  è pura propaganda. Proprio lei che accusa la maggioranza di questo governo regionale, con a capo il presidente Marsilio, di propagandare sui temi caldi della nostra regione. Ma sempre per il principio secondo il quale sono i fatti a parlare, si ricorda che tale proposta di legge intende colmare una rilevante lacuna normativa di questa Regione (modificando la legge n.41 del 10 agosto 2012), affinché venga affermato il diritto ad una degna sepoltura a tutte quelle creature che non sono riuscite a venire al mondo, identificandole come vita, offrendo la massima attenzione e tutela alle donne che scelgano o che siano costrette a non portare a termine la gravidanza. Tutto ciò, dunque, nel pieno rispetto della Legge 194/78, che regolamenta l’interruzione volontaria della gravidanza, come Marcozzi ben sa.  Certamente ci apprestiamo ad affrontare una tematica particolarmente delicata ma attraverso una scelta eticamente irreprensibile perché promuove la cultura della vita. La vergogna la lasciamo a chi si ostina a tingere di colori politici la vita privata degli abruzzesi”.  

La nota dei GD Abruzzo su Legge Regionale cimitero dei feti

“Il disegno di legge n.203 del 15 luglio 2021, che porta la firma dei consiglieri della Regione Abruzzo Testa e Quaglieri e del sottosegretario alla presidenza D’Annutiis, esponenti del partito Fratelli d’Italia, finalizzato a garantire la sepoltura dei feti mai nati di età gestazionale inferiore alle ventotto settimane, anche in assenza del consenso dei familiari, rappresenta un ignobile e vile attacco al diritto di autodeterminazione della donna” così, in una nota, il Dipartimento Politiche di Genere dei Giovani Democratici d’Abruzzo coordinato da Annachiara Di Lorenzo.

“L’idea di normare quella che ormai costituisce una mesta prassi in numerose Regioni di Italia – continua la nota – dove, complice una disciplina legislativa piuttosto scarna e non troppo stringente nel campo della sepoltura e dello smaltimento dei rifiuti ospedalieri, associazioni prolife stringono accordi con le aziende ospedaliere al fine di provvedere all’inumazione dei feti anche all’insaputa dei genitori, è assolutamente priva di ogni morale e totalmente irrispettosa del trauma sofferto in occasione di un aborto.

L’abietta intenzione contenuta nel suddetto disegno di legge, che sarà discusso domani in Commissione a L’Aquila, di creare un cimitero di feti contraddistinto da una distesa di croci recanti il nome ed il cognome delle donne ritenute “responsabili” di aver abortito, rappresenta pertanto una immagine sconcertante e spregevole.

Il diritto alla sepoltura dei bimbi mai nati di età gestazionale inferiore alle ventotto settimane è oggi già riconosciuto dal Decreto del Presidente della Repubblica del 10 settembre 1990, n. 285.

In particolare, l’art. 7, commi 2, 3 e 4 del d.P.R. n. 285/1990 prevede la facoltà ai soggetti legittimati di formulare una domanda di seppellimento dei feti di presunta età di gestazione compresa tra le venti e le ventotto settimane complete, dei feti che abbiano presumibilmente compiuto ventotto settimane di età intrauterina, oltre che di feti di presunta età inferiore alle venti settimane.

Il Decreto, dunque, rende già sempre possibile la inumazione del feto.

La realizzazione di un cimitero dei feti configurerebbe solo l’ennesimo colpo inflitto a donne che dovrebbero essere, al contrario, pienamente libere di assumere scelte inerenti alla loro maternità.

Non sembrano essere sufficienti a mortificare ingiustificatamente le donne che decidono di abortire i lunghi tempi di attesa, le procedure infinite, la presenza enormemente maggioritaria di obiettori di coscienza nelle strutture sanitarie e le violenze psicologiche causate dallo stigma sociale.

A differenza di quanto vogliano far credere i firmatari di tale proposta di legge – conclude il Dipartimento Politiche di genere dei GD – essa non va affatto nella direzione di promuovere la “cultura della vita”, perché essere a favore della vita significa essere a favore, innanzitutto, di quella di chi è vivo, portando rispetto alla scelta di abortire, che può essere più o meno sofferta, attribuita dal legislatore a ciascuna donna ed al conseguente diritto di rifiutare la sepoltura del feto.

Disegni di legge scellerati, come quello proposto dai consiglieri regionali di Fratelli d’Italia, comprovano la necessità di avviare un urgente e quanto più trasversale dibattito politico sul tema dell’interruzione volontaria di gravidanza. È paradossale che in una Regione, che dovrebbe essere garante della libera scelta di abortire, si discuta in Consiglio una legge che condanna moralmente ed eticamente quella stessa libera scelta della donna che andrebbe tutelata”.

 


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