Marco Scarponi all’Aquila per il Gran Sasso bike day

di Michela Santoro | 31 Luglio 2022 @ 06:00 | EVENTI
Marco Scarponi
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L’AQUILA. “Il pericolo, purtroppo, continua ad essere vivo. I numeri parlano chiaro, nonostante i lockdown, non sono affatto diminuiti: le persone continuano a morire per strada”.

Così Marco Scarponi, fratello di Michele detto l’Aquila di Filottrano per le sue caratteristiche di scalatore, ciclista indimenticato, vincitore della Tirreno – Adriatico 2009 e del Giro d’Italia 2011, scomparso il 22 aprile del 2017, travolto da un camion mentre si allenava in bicicletta. 

All’Aquila per il Gran Sasso bike day- memorial Mauro Mannucci, Scarponi ha parlato della sicurezza sulle strade e della necessità di creare una cultura del rispetto presentando il libro “Caro Michele” realizzato dalla Fondazione Michele Scarponi. 

Una raccolta di racconti sul campione fatta da 58 amici di Michele, tra corridori, direttori sportivi, giornalisti, scrittori e musicisti che non si trova in libreria ma si riceve iscrivendosi alla Fondazione: il ricavato serve a sostenere la scuola di ciclismo ed i progetti di educazione stradali promossi da Marco. 

“Siamo qua – dice Marco Scarponi – per far sì che sempre meno gente perda la vita per strada. Spero che l’aiuto della Fondazione possa portare a dei risultati, ben presto”.

Presente all’incontro anche la vice presidente dell’Associazione Vittime della strada, Erina Panepucci.

“Dobbiamo cambiare la percezione di quella che è la violenza stradale; – dice Panepucci – spesso siamo portati a pensare che si muoia per strada perché lo ha deciso il destino”.

 


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