Manutenzione delle aree ludico sportive, Paolo Romano: “I bambini dovrebbero poter giocare in sicurezza”

di Redazione | 19 Giugno 2024 @ 16:47 | POLITICA
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L’AQUILA – “I bambini e I ragazzi dovrebbero poter vivere e giocare in sicurezza; la chitarra in mano si prende quando si è fatto tutto il possibile per fare in modo che questo accada e onorare così il mandato assegnato dai cittadini. L’incidente capitato al ragazzino nel campo di calcio dei salesiani (ma sarebbe potuto capitare anche altrove) dovrebbe, una volta di più, preoccupare chi amministra questa città e convincerli che la manutenzione e i controlli sulle aree gioco e attrezzature sportive di loro competenza devono essere costanti”. Così Paolo Romano di L’Aquila Nuova in un comunicato in merito alla manutenzione delle aree ludico sportive comunali.

E aggiunge: “All’indomani della tragedia di Rocca di Botte nel 2021, dove una bambina perse la vita a causa di una porta di calcio che le cadde addosso, scrissi immediatamente una lettera al sindaco per sottoporgli la necessità di una ricognizione di quelle situazioni nei campetti di gioco comunali che, dalle frazioni ai quartieri, avrebbero potuto presentare grandi potenzialità di pericolo.

In seguito intensificai la produzione in consiglio e commissione di atti che cercassero una soluzione alla mia richiesta, fino alla approvazione di un mio emendamento che stanziò 50mila euro almeno per la manutenzione urgente dei campetti più malandati: era il mese di marzo 2023”.

“Dopo più di un anno, con la chiusura delle scuole che vede bambini e ragazzi riversarsi nelle aree ludiche della città, poco o nulla è stato fatto: siamo all’affidamento della gara.

Eppure ci sono campetti che sono da anni potenziali fonti di pericolo per chi li frequenta: penso a Scarcetta, Pettino, Torretta, al progetto Case di Paganica 2. È assurdo guardare solo al potenziamento del patrimonio esistente costruendo altri campi sportivi se non si riesce a manutenere quelli esistenti dal punto di vista della pubblica sicurezza; è ancora più assurdo pensare di chiudere un’area gioco e riconvertirla in altro solo perché ammalorata”, conclude Romano.


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