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Malattie neuromuscolari rare, confronto nazionale a L’Aquila venerdì 30 gennaio

Malattie neuromuscolari rare, confronto nazionale a L’Aquila venerdì 30 gennaio
La gestione delle malattie neuromuscolari rare richiede la costruzione di una rete tra territori e Regioni, capace di valorizzare innovazioni scientifiche

L’AQUILA – La gestione delle malattie neuromuscolari rare richiede la costruzione di una rete tra territori e Regioni, capace di valorizzare innovazioni scientifiche e competenze professionali per migliorare i percorsi assistenziali e terapeutici. È questo il filo conduttore del convegno nazionale in programma a L’Aquila venerdì 30 gennaio, al Palazzetto dei Nobili, con inizio alle ore 8.30.

Focus su nuove terapie e impatto clinico

L’appuntamento, intitolato “Malattie neuromuscolari rare, dall’innovazione scientifica all’impatto clinico delle nuove terapie”, è organizzato dal direttore della Neurologia degli ospedali di Avezzano e L’Aquila, prof.ssa Simona Sacco, e dalla dirigente medico dello stesso reparto dott.ssa Silvia Ricci.

SpecialistI da più Regioni per “fare rete”

Interverranno specialisti della ASL 1 Abruzzo e referenti provenienti da altre Regioni, tra cui Veneto, Lazio, Marche e Campania. Il convegno riunirà esperti del settore in un confronto finalizzato allo scambio di esperienze, modelli organizzativi e aggiornamenti clinici.

SLA, neuropatie infiammatorie e miastenie al centro del dibattito

Il programma prevede un approfondimento su patologie come SLA, neuropatie infiammatorie e miastenie, ambiti clinici in cui spesso risulta più complesso definire assetti assistenziali strutturati, anche in ragione della bassa diffusione di queste malattie.

Ambulatorio dedicato ad Avezzano come riferimento territoriale

Sul fronte dei servizi, la ASL 1 Abruzzo ha attivato un anno fa un ambulatorio dedicato presso l’ospedale di Avezzano, che rappresenta un punto di riferimento non solo per la Marsica ma anche per utenti provenienti da altre aree.

Sacco: “Momento di confronto e collaborazione tra professionisti”

“La necessità di organizzare il convegno – dichiara la prof.ssa Sacco – nasce dall’esigenza di mettere insieme esperienze di diverse realtà, regionali e non, per fare rete sull’approccio e sulle terapie di queste specifiche patologie, senza prescindere dall’effetto che hanno sulle cure le innovazioni tecnologiche. Sarà un importante momento di confronto all’insegna della reciproca collaborazione tra i professionisti e le strutture coinvolte”.