Mala del Brenta: volevano rapire il presidente di Alilaguna

di Lorenzo Mayer | 14 Gennaio 2022 @ 06:00 | CRONACA
Mala del brenta detenuti
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VENEZIA – Emergono particolari sempre più sconcertanti nell’inchiesta che a Venezia nei mesi scorsi ha portato a nuovi arresti nell’indagine sulla Mala del Brenta. Tra gli obiettivi di Boatto e Trabuio, ci sarebbe stato anche quello di un sequestro lampo del presidente di Alilaguna, Fabio Sacco.

Gilberto Boatto e Loris Trabuio, avevano le idee ben chiare su cosa fare. E, dalle indagini dei carabinieri del Ros, risulta che avrebbero addirittura pianificato un rapimento, un sequestro lampo di Fabio Sacco, presidente di Alilaguna e personaggio molto noto in città, grande estimatore del sindaco Luigi Brugnaro. Sacco, da decenni impegnato nel settore dei trasporti, detiene, con Alilaguna, una fetta importante del trasporto in città e dei collegamenti via acqua tra il Tronchetto e l’aeroporto “Marco Polo” di Venezia a Tessera. Sono venuti dunque a galla elementi sempre più pesanti nell’ambito dell’inchiesta che ha portato a sgominare un nuovo capitolo della Mala del Brenta in provincia. Tra le città nel mirino c’era, ovviamente anche Venezia, e nel gruppo delle persone “attenzionate” dai malviventi proprio Fabio Sacco, che, si è sempre battuto contro ogni forma di possibile corruzione.  Il rapimento di Sacco avrebbe dovuto essere di breve tempo, quasi un monito per convincerlo a pagare il pizzo. Semmai fosse stato possibile, un piano studiato a tavolino. Saltato poi grazie all’inchiesta che ha portato agli arresti.  Nessun contatto, nessuna minaccia. Almeno non direttamente. Actv e Alilaguna erano però ben presenti nei pensieri della nuova Mala del Brenta. L’obiettivo era infatti di controllare il trasporto acqueo di Venezia, e di strappare una fetta il più grande possibile all’azienda del trasporto pubblico che al Tronchetto ha la sede centrale dei suoi uffici E alla società privata che copre una parte importante del mercato, con i suoi lancioni gialli in giro per la città, diretti dal centro storico all’aeroporto sarebbe così arrivato un messaggio inequivocabile. Tra le carte dell’inchiesta, attualmente al vaglio degli inquirenti, si attendono presto nuovi sviluppi.


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