Madonna dei Sette Dolori, la chiesa rinata tra cantieri a scavi archeologici

di Cristina D'Armi | 09 Aprile 2021 @ 06:00 | ATTUALITA'
Madonna dei Sette Dolori
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L’AQUILA – Sono terminati i lavori di restauro della Chiesa della Madonna dei Sette Dolori o dell’Addolorata, dedicata alla Santissima Trinità. L’edificio si trova nel rione San Marciano e risale al Medioevo e il complesso architettonico appare composto da più corpi di fabbrica.

Secondo il sito di Open data Ricostruzione, per la struttura principale della chiesa è stato richiesto 1milione 975mila 137 euro, finanziati ed erogati 1milione 570mila e 548 euro.

Terminati anche i lavori della parte sinistra dell’edificio per cui sono stati richiesti 2milioni e 499mila 224 euro, finanziati 653mila 905 euro ed erogati, ad oggi, 588mila 514 euro. 

Lo spazio principale è a pianta rettangolare con altare maggiore e laterali realizzati in stucco; l’aula, fasciata da una teoria di paraste composite che sorreggono una cornice modanata, presenta un ingresso coperto da cantoria e due accessi. Uno sulla sinistra che porta al Cappellone ottocentesco dotato di un solo altare lungo la parete di fondo che dialoga con il semplice spazio rettangolare e rifinito da una cornice modanata in stucco che corre lungo le quattro pareti dell’aula. L’altro sulla destra che conduce alla sagrestia, con altare ligneo e soffitto piano, all’Oratorio, alla stanza del tesoriere e al cortile coperto.

Sul fianco opposto il complesso confraternale dell’Addolorata si conclude con il blocco del campanile a vela che cela il corpo di fabbrica a due piani, edificato su progetto dell’architetto Giovan Francesco Leomporri. L’esterno presenta 4 croci.

La chiesa rinata tra cantieri a scavi archeologici

Da un cartello del condominio cooperativa Inali, piazza dell’addolorata 2, si apprende che durante i lavori di scavo nel 2014, sono state condotte indagini di tipo archeologico che hanno rilevato la presenza di sepolture e strutture murarie preesistenti.

Questi elementi hanno confermato quanto riportato nelle fonti documentarie che indicano nell’area l’esistenza della Chiesa di S. Pietro di Sassa( XIII) e quella della SS.Trinità (XV) contigua all’ospedale di S. Maria della Pietà con annessa area cimiteriale antecedenti all’attuale chiesa di S. Maria dell’addolorata (Sec XVIII). L’esterno del complesso strutture murarie delimitavano spazi coltivati a frutteto e orti.

La Madonna dei Sette Dolori

deve l’attuale nome alla Confraternita che nel 1569 vi si insediò al fine di avere a disposizione una più spaziosa. Nel 1731 la Confraternita acquistò a Roma la statua dell’Addolorata, conservata in una nicchia centrale dell’altare maggiore. La conformazione attuale è il risultato di una lenta stratificazione avvenuta mediante i secoli. Per l’imponente lavoro di stuccatura degli interni fu scelto Pietro Paolo Corani, architetto milanese, che stava lavorano alla chiesa di Sant’Agostino nel rione San Marciano. A completamento delle opere esterne nel 1728 venne realizzato il campanile.


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