Luoghi del Cuore Fai: ai primi posti due luoghi in provincia dell’Aquila

Nella classifica provvisoria dell'11esima edizione dei 'Luoghi del cuore' ai primi posti ci sono: la' via Crucis di San Demetrio e il 'panorama del castello di 'Rocca Calascio'

di Redazione | 19 Luglio 2022 @ 12:24 | CULTURA
FAI
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L’AQUILA – Sono la ‘via Crucis sulla collina di Santa Croce a San Demetrio ne’ Vestini’ e il ‘panorama del castello di Rocca Calascio’, entrambi in provincia dell’Aquila, a oggi, i luoghi in Abruzzo al primo posto della classifica provvisoria della undicesima edizione del censimenti nazionale del Fai ‘I luoghi del cuore’. La via Crucis sulla collina di Santa Croce si trova a San Demetrio ne’ Vestini, Comune nella montagna interna aquilana, costituito da sette piccoli borghi, o “ville” e una frazione, Stiffe, dove si trovano le omonime grotte. Da Villa Cardabello si sviluppa sulla brulla collina del Calvario la Via Crucis che porta alla chiesa di Santa Croce. La sera di ogni Venerdì Santo la popolazione dei borghi saliva in processione lungo le stazioni della via Crucis, oggi illuminata durante le ore notturne, creando un suggestivo scenario. Il comitato “Amici della Via Crucis”, di cui fanno parte la parrocchia di San Demetrio Martire, la Croce Rossa e l’associazione culturale Ancescao, si sta impegnando per la raccolta voti nell’undicesima edizione del censimento ‘I Luoghi del Cuore’ per promuovere la conoscenza del sito e la sua storia. La via Crucis sulla collina di Santa Croce è inserita nella classifica speciale ‘I Borghi e i loro luoghi’. San Demetrio ne’ Vestini ha infatti poco meno di duemila abitanti.

Segue il ‘panorama del Castello di Rocca Calascio’, che spazia su tutto il Parco nazionale del Gran Sasso. La suggestiva vista si ripropone sempre nuova durante tutte le ore del giorno: questa commistione di storia e natura è diventata negli anni set di importanti film di fama internazionale, da ‘Il nome della Rosa’ a ‘Ladyhawke’. La costruzione di Rocca Calascio, intesa come torre di avvistamento isolata, è da collocarsi intorno all’anno 1000. La realizzazione delle successive quattro torri attorno all’originario torrione si deve attribuire, verso il 1480, ad Antonio Piccolomini, capostipite della casata dei Piccolomini d’Aragona nel Regno di Napoli. Dal 1600 il luogo subisce un progressivo spopolamento, che riduce il numero degli abitanti da circa 800 fino a zero nel 1957. Un destino simile interessa anche il paese sottostante di Calascio, che inizia il suo declino a fine ‘800, subendo gli effetti di una massiccia emigrazione nei primi decenni del ‘900. Anche qui la popolazione di circa 1900 abitanti nel 1860 si riduce oggi a poco più di 130 e per questo Rocca Calascio è inserita nella classifica speciale “I Borghi e i loro luoghi”. La Rocca e il suo contesto vengono votati per la loro bellezza e il desiderio di renderli più noti. 


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