L’AQUILA – Una chiesa gremita, silenziosa e raccolta, ha accompagnato la mattina del 14 febbraio scorso, nonostante una incessante pioggia, l’ultimo viaggio terreno di Madre Margherita (Michelina Santarelli), storica monaca Benedettina Celestina del Monastero di San Basilio.
La celebrazione dei solenni funerali, presieduta dall’Arcivescovo Metropolita dell’Aquila Monsignor Antonio D’Angelo, si è svolta in un clima di profonda commozione e gratitudine. Attorno all’altare, insieme al Vescovo, un numeroso gruppo di sacerdoti e frati ha concelebrato l’Eucaristia, segno della stima e dell’affetto maturati negli anni nei confronti di una religiosa che ha dedicato l’intera vita al servizio di Dio e della comunità.
Accanto al feretro, le consorelle del Monastero: Suor Lanie, attuale Badessa; Suor Assunta, Priora; Suor Agnese, ultima del nucleo storico; Suor Rena e le giovani educande africane, che si auspica possano presto pronunciare i voti e indossare l’abito monacale. Tutte visibilmente commosse, hanno accompagnato la celebrazione con canti religiosi eseguiti al suono dell’antico strumento a corde, rendendo ancora più intensa e spirituale l’atmosfera del rito.
Tra i banchi erano presenti numerose religiose delle comunità cittadine, oltre ai fratelli e ai familiari più stretti di Madre Margherita, seduti nelle prime file, uniti nel dolore ma anche nella consapevolezza di aver condiviso una vita pienamente donata.
Nell’omelia, semplice e partecipata, Monsignor D’Angelo ha ricordato la figura di Madre Margherita con parole di affetto e riconoscenza, sottolineando la sua fedeltà silenziosa al carisma celestiniano, la capacità di guida esercitata negli anni in cui è stata Madre Badessa e quella discrezione luminosa che ha contraddistinto tutta la sua esistenza.
Tra le ultime iniziative sostenute quando era ancora in vita, Madre Margherita aveva fortemente voluto e incoraggiato la realizzazione del primo magazine del Monastero, “Il Foglio delle Celestine”, nato grazie al contributo volontario di giornalisti collaboratori e membri della comunità e sostenuto da enti e istituzioni locali. Un progetto che ha rappresentato un ponte tra il chiostro e la città, strumento di racconto, condivisione e testimonianza del carisma celestiniano, segno concreto della sua apertura e della volontà di custodire la memoria guardando al futuro.
Scomparsa il 12 febbraio scorso all’età di 89 anni, Madre Margherita avrebbe compiuto novant’anni a marzo. Da sempre legata al monastero aquilano, il più antico della città, fondato nel 1320 , è stata custode del messaggio di Papa Celestino V e testimone di un cammino di fede che continua a segnare la storia spirituale dell’Aquila.
Il saluto della città non è stato soltanto un gesto di commiato, ma un abbraccio collettivo a una donna che ha scelto il silenzio del chiostro come forma alta di servizio.
La sua presenza, discreta ma luminosa, resta ora affidata alla memoria grata di chi l’ha conosciuta e alla preghiera di una comunità che continua a camminare nel solco della tradizione celestiniana. 









