L’orso amante del miele: nuove incursioni tra Cagnano e Marana di Montereale

di Marianna Gianforte | 27 Febbraio 2022 @ 13:57 | AMBIENTE
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CAGNANO AMITERNO – Fa un po’ pensare a Winnie the Pooh l’orso ghiotto di miele che dal 24 dicembre è diventato il principale fan e consumatore del prodotto degli apicoltori di Barete e Cagnano Amiterno. Ma quali galline, quali orti: a lui piace il miele. Il grande esemplare maschio, dal peso probabile di 4-5 quintali, splendidamente in forma, ripulisce le arnie tanto pazientemente organizzate dagli appassionati e piccoli imprenditori dell’alta valle dell’Aterno a cadenza settimanale.

L’ultima incursione in ordine di tempo (ma già mentre scriviamo questa informazione potrebbe essere cambiata) è di questa notte a San Pelino di Cagnano, immortalato, mentre correva spaventato dai fari, da un automobilista del posto a ridosso del cantiere della superstrada.

Soltanto un paio di giorni prima, mercoledì 24 febbraio, l’orso “Winnie” ha divelto e ripulito, immaginiamo leccandosi il muso, le arnie di un apicoltore di Marana. Il tono scherzoso, ovviamente, non sminuisce lo spavento e anche l’ansia per il danno che il produttore di miele ha provato nel vedersi parare davanti a sè, svegliato nel cuore della notte mentre dormiva proprio “a guardia” delle sue api, un orso di quella stazza. Un petardo e via: Winnie è fuggito.

Ma non è andata altrettanto bene all’altro apicoltore che il 18 febbraio non ha potuto far altro che constatare i danni provocati dall’orso. Che, dal suo punto di vista di mammifero affamato in pieno periodo di letargo, non crediamo valuti le sue incursioni come “danni”: è la naturale ricerca di cibo per la sopravvivenza, in un periodo dell’anno in cui la natura è avara di risorse e mammiferi di quella stazza dovrebbero stare in letargo.

“I cambiamenti climatici hanno stravolto evidentemente anche le loro abitudini, e gli orsi si svegliano nel cuore dell’inverno”,

spiegano i carabinieri forestale di Montereale, che seguono e monitorano l’esemplare da due mesi, insieme al personale esperto della stazione del Parco nazionale del Gran Sasso ad Arischia. L’orso, spiegano i forestali di Montereale, proviene probabilmente dalla valle del Chiarino e si sta muovendo, in queste settimane, nella zona tra Barete, Cagnano Amiterno e con piccole incursioni anche a Montereale, un raggio di azione di 40 chilometri da cui difficilmente si allontanerà prima della primavera: l’habitat è ideale – come hanno spiegato gli esperti del Parco ma anche quelli arrivati da altri parchi nazionali, come Marche e Umbria – nella zona Winnie trova non soltanto miele, ma anche bacche e altre fonti di cibo, essendo onnivoro, e anche evidentemente un clima e una conformazione boschiva adatta a lui.

I forestali presuppongono che a primavera possa cambiare le sue abitudini e allontanarsi attratto dal richiamo delle femmine in calore. Chissà, forse per poi tornare nel prossimo inverno. Insomma, una presenza quotidiana quella dell’orso del Chiarino e le popolazioni locali si dovranno ‘rassegnare’ a una lunga convivenza con lui.

Spiegano dalla stazione di Montereale: 

“Stiamo monitorando e seguendo i suoi movimenti tutti i giorni e ormai perdiamo il conto delle incursioni nei centri abitati. Due giorni fa una persona a San Giovanni di Cagnano, rientrando di notte, se lo è trovato davanti nel cortile di casa”.

Il fatto è avvenuto tra giovedì 24 e venerdì 25, di fronte alla banca di Credito cooperativo nella frazione di Cagnano; i carabinieri forestali, subito allertati, hanno prelevato i peli persi dall’orso nel cortile e ora stanno aspettando i risultati del Dna, per verificare che si tratti dello spesso esemplare. Stabilire l’età e il peso esatto, invece, al momento è difficile.

La presenza dell’orso è un vanto, segno che ben si sta facendo per la sua tutela, è una specie protetta e fragile, a rischio anche per la complessità e la lunghezza dei tempi della riproduzione della specie. Perciò i carabinieri forestali e il Parco nazionale si appellano ai cittadini affinché contribuiscano alla protezione dell’animale nonostante i “fastidi” che può generare. L’orso Winnie potrebbe infatti attraversare la superstrada sia statale sia provinciale.

Si raccomanda dunque: agli automobilisti (ma l’invito è da estendere anche a motociclisti e ciclisti) che percorrono quei tratti di moderare la velocità e fare attenzione; ai cittadini di non avvicinarsi all’orso e non cercare di fotografarlo, in quanto è un animale solitario, che non vuole essere infastidito e potrebbe avere reazioni improvvise. Un invito lo facciamo, come si suol dire, “fuori microfono”, noi anche ai bracconieri: non colpite l’orso, che va protetto, è animale eccellente. Il giusto comportamento insomma, per tutelare l’incolumità dell’animale e dei cittadini.  Le conseguenze delle incursioni dell’orso verranno rimborsate dalla Regione e dal Parco nazionale, ai quali apicoltori e cittadini possono rivolgersi.

I video pubblicati sono forniti dalla stazione dei carabinieri forestale di Montereale e dal Parco nazionale del Gran Sasso stazione di Arischia. Le foto scattate dopo l’incursione dell’orso a Marana mercoledì 23 febbraio.

 


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