«Lo stile di Gesù è tutto proteso al Padre; dentro questo spazio si compie la sua vita»: sono state queste le prime espressioni della omelia che il nostro arcivescovo – monsignor Antonio D’Angelo – ha tenuto, nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, presiedendo la Santa Messa del Crisma, in questo Giovedì Santo 2026. Questa, concelebrata dal clero diocesano, ha visto la consacrazione, da parte dell’arcivescovo, degli Oli: degli Infermi, dei Catecumeni, e del Crisma; essi verranno utilizzati, per l’amministrazione dei sacramenti, durante l’intero anno pastorale, e fino alle celebrazioni pasquali del prossimo anno.
Monsignor D’Angelo ha proseguito – nella sua omelia – sottolineando: «Gesù ci rivela il Padre. Noi siamo oggetto di questa Rivelazione, investiti di questa grazia»; e riprendendo le espressioni contenute nella orazione Colletta della celebrazione: «O Padre, che hai consacrato il tuo unico Figlio con l’unzione dello Spirito Santo e lo ha costituito Messia e Signore, concedi a noi, resi partecipi della sua consacrazione, di essere testimoni nel mondo della sua opera di salvezza».
Le parole dell’arcivescovo hanno fatto, poi, riferimento, alla vocazione, indicata a tutte le persone umane: «Aderendo a Cristo, anche noi siamo chiamati a seguire il suo stile». D’Angelo ha fatto riferimento alla unzione, la quale «ridisegna l’identità personale; siamo cercati per il nostro cuore».
«La vita ci chiama a vivere e a testimoniare il dono ricevuto; nella realtà – più vera – dei nostri limiti personali e della ricerca del vero, del buono e del bello». «Il nostro sì vocazionale è chiamato a mettersi nelle mani di Dio. Veniamo convocati per divenire fonte di carità; rispetto all’egoismo e al narcisismo oggi imperanti».
L’arcivescovo indica ai presenti: «tre amori; verso Dio, per se stessi, a vantaggio del prossimo»; uniti all’impegno nelle relazioni fraterne e all’essere «faro luminoso; stando e condividendo con l’altro. Occorre, necessariamente, edificare insieme. Come anche: esorcizzare la “sindrome della scomunica”; parallelamente, trovandoci ancora in fase di ricostruzione post-sisma, ricostruire la storia, e divenire dono autentico per Dio e i fratelli».
La celebrazione – oltre alla benedizione degli Oli – ha visto il Rinnovo delle Promesse Sacerdotali, da parte dei presbiteri presenti.









