Lo specchio tra realtà e finzione. Chi siamo veramente?

di Isabella Benedetti | 07 Settembre 2022 @ 06:09 | Punti di svista
specchio
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Narciso, figlio del dio fluviale Censo e della ninfa Lirope, un giorno vide la sua immagine riflessa in uno specchio d’acqua limpida e ferma e si innamorò perdutamente di sé. L’acqua immobile di una pozza, di un lago, di una fonte, rappresenta senza dubbio la forma primordiale dello specchio, associata alla necessità dell’uomo di guardarsi, quasi a cercare conferma del proprio essere, percezione esteriore della propria essenza.

Tecnicamente, con il termine specchio si indica qualunque superficie rifletta la luce. Storicamente, le origini dello specchio si fanno risalire all’antico Egitto. Se ne trovano reperti nelle tombe ed erano realizzati prevalentemente in forma circolare e simboleggiavano il sole. Di contro, la mitologia greca vuole che la paternità degli specchi sia attribuita al dio fabbro Efesto. L’evoluzione di questo oggetto è andata maturando nel tempo. I primi esemplari erano in bronzo e nel medio impero vennero realizzati in argento e dorati. All’epoca romana sono attribuiti i primi specchi di vetro incolore unito ad una foglia di piombo o di stagno. Nel medioevo, gli specchi realizzati in vetro e foderati di metallo erano di piccole dimensioni, generalmente circolari e potevano essere tascabili o indossati come monili. Bellissimi gli specchi di Murano, la cui produzione inizia nel 1309 certificando l’enorme bravura artigianale degli italiani. Nel 1504, il veneziano Vincenzo Redor affina la tecnica dello spianamento delle lastre di vetro e proietta questi oggetti nel panorama internazionale come beni di lusso e di culto. Nel 1800 la storia dello specchio entra nell’età moderna con il processo di argentatura che lo renderà accessibile a tutti.

Ai giorni nostri non c’è abitazione che non ne abbia almeno uno e ognuno di noi chiede, anche solo con la coda dell’occhio, un placet di conferma che si è perfettamente in ordine, alla propria immagine riflessa, prima di uscire. La magia che può creare uno specchio è ben nota ad architetti ed arredatori, che utilizzano questo elemento per ampliare visivamente la volumetria di uno spazio, per regalare più luce ad un ambiente che ne difetta o semplicemente, per conferire una nota di carattere ad una parete anonima.

Al di là dell’utilizzo pratico dello specchio, sorge a volte il dubbio se ciò che vediamo riflesso sia sempre un’immagine fedele o piuttosto una mistificazione della realtà. Per la regola “fatta la legge, trovato l’inganno”, gli specchi vengono spesso utilizzati per alterare, modificare e talora ingannare la percezione reale.

Ricordo un articolo letto tanti anni fa sui ristoranti americani. Si parlava di come la luce venisse modulata e resa soffusa e venissero installati specchi bruniti perché minimizzassero i difetti per compiacere così lo sguardo degli avventori. Gioco di luce e di specchi anche nei camerini di prova nei negozi dei brand della moda. E l’illusione gioca proprio con il trucchetto caricaturale degli specchi magici del luna park. Quelli dei camerini, installati con una certa inclinazione, slanciano la figura, che sembra più magra e il maglioncino o il vestito indossato calzano alla perfezione. Peccato che, riprovati a casa, mostrino i difetti abituali. Ma questi sono i trucchi e le leggi del commercio. Sicuramente non guasterebbe un po’ più d’onesta, ma anche un diverso nostro approccio davanti allo specchio che siamo belli o brutti a seconda del tempo, meteoropatici, vittime di stati umorali. Troppo severi con i nostri difetti che dovremmo portare con più disinvoltura e un pizzico in più di personalità. A chi è vittima di delirio narcisistico, però, e interroga in maniera assillante lo specchio delle proprie brame, preme ricordare che, per ogni Grimilde c’è una Biancaneve da qualche parte che rovina la festa. Se poi lo specchio non solletica un peccato di vanità, questo potrebbe essere anche un po’ venale se, come l’avaro di Trilussa si mette il denaro davanti allo specchio “pe vede’ raddoppiato er capitale”.


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