Lo scrutinio delle comunali, prossemica e organizzazione per sopravvivere

di Alessio Ludovici | 11 Giugno 2022 @ 18:25 | RACCONTANDO
elezioni
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Si sono insediati i seggi. Tanti volti nuovi, forse troppi. Domani per lo scrutinio dei referendum sarà una passeggiata. Lunedì invece sarà l’inferno. Meno infernale rispetto all’incivile usanza di organizzare lo scrutinio in piena notte dopo una giornata di votazioni ma comunque un inferno.
Il Presidente è la figura chiave, se proprio non ce la fa tocca a te, scrutatore che hai capito che vuoi uscirne vivo e sei pronto a dare fondo a tutte le tue stille di concentrazione in nome della democrazia: non esitare e prendi in mano la situazione.
Il presidente è lo Stato ma bada bene, nessuno ti riconoscerà quel ruolo, anzi faranno di tutto per testarti e distruggerti tra rappresentanti di lista, passanti, pubblico, candidati. È bene subito mettere in chiaro le cose. Il presidente sta in mezzo, in piedi, petto in fuori e deve essere l’unico che può osservare tutto e tutti.
Bene, hai avuto due giorni per studiare la tua squadra. Hai individuato lo scrutatore più debole, a lui fai aprire le schede. Più debole non vuol dire più stupido, è una questione di feeling con il meccanismo elettorale, di voglia, non pretendete l’impossibile da chi magari fa i turni di notte e vuole arrotondare il mese al seggio.  
Le schede vanno scrutinate una alla volta, non sentite le stupidaggini: qualche fenomeno che passa per il seggio vi darà di fare i pacchetti prima. Non scherziamo, è contro la legge e soprattutto sono le comunali mica i referendum, hai voglia a fare i pacchetti prima, è un cinema. Il tuo più fedele collaboratore va alla tua destra, lui sì farà i pacchetti delle schede ma di quelle scrutinate una alla volta. Una pila per lista più i sindaci secchi, bianche, nulle, dubbie, ecc, e per ogni lista conviene organizzare un paio di sottocategorie dei consiglieri più votati in modo da facilitare un eventuale riconteggio in extremis. Il vostro scudiero non è casuale, lo avete studiato per due giorni, se conosce i nomi di quattro candidati sindaci e 10 liste è già l’uomo giusto per voi. Ovviamente anche voi, se non li conoscete già, dovete studiare domani nomi e cognomi di sindaci e candidati principali della zona in cui vi trovate, simboli e quant’altro altrimenti ci mettete una vita a verificare che le preferenze siano associate alla lista giusta e che siano effettivamente un uomo e una donna.
Davanti a voi, sotto i vostri occhi, avete i due collaboratori che segnano i voti. Anche loro li avete studiati bene, devono essere persone minuziose e concentrate. Li dovete avere davanti innanzitutto per proteggerli e scacciare via chi gli chiede quanti voti ha preso suo zio di terzo grado. E poi perché sono loro a dettare il ritmo dello scrutinio. Bisogna partire piano, entrare in sintonia, far capire il meccanismo a tutti gli scrutatori e poi chiudere in bellezza. Non vi curate dei voti dubbi, tenetevi per la fine quelli più spinosi, gli altri li sciogliete all’inizio. Prendetevi tutto il tempo che volete in questa fase. La prima ora non importa quante schede scrutinate, ma è fondamentale lavorare bene, capire le casistitiche libro alla mano, e farle capire ai rappresentanti di lista. Solo a loro! Non si parla con il pubblico, il pubblico non esiste, c’è, le prime due ore forse e scrutinando il pomeriggio anche di più, ma poi scompare. Non ha diritto di parola, spiegategli con calma che non ha alcun diritto se non quello di assistere. Parlate solo voi, gli scrutatori devono parlare solo con voi e prestare attenzione solo a quello che fanno. Se tra il pubblico c’è chi insiste ignoratelo. Non li guardate nemmeno più in faccia, come se non fossero presenti nella stanza mentre vi parlano. Se insistono ancora fermate lo scrutinio, li guardate con calma e li invitate a stare zitti altrimenti dovete chiamare le forze dell’ordine. Ricordate, il silenzio è un grande potere al seggio. Fate questo esperimento se c’è caciara, fate un cenno agli scrutatori e state zitti, si azzitteranno imbarazzati anche i caciaroni.
I rappresentati di lista sono vostri amici, anche con loro dovete stabilire chi comanda, voi, anche loro in pratica non hanno nessun diritto ma sono lì per un legittimissimo motivo, non li trattate come se fossero un peso, se utilizzate bene la prima ora con loro arriverete allo scopo, chiudere non solo con i conti in ordine ma senza contestazioni.
Attenti ai maschi alfa, possono essere rappresentati di lista o no, in quest’ultimo caso staranno attenti a parlare perché sanno di non poterlo fare ma interagiranno in altro modo con il mondo del seggio. Li riconoscerete subito, come tra i cani, hanno un rango politico superiore che gli è riconosciuto dagli altri presenti. Ci vuole tatto, inviate dei segnali calmanti per fargli capire che riconoscete la loro esperienza e certamente valuterete attentamente anche le loro opinioni se date con civiltà ed educazione. Per il resto che dire, ci vuole anche fortuna, che dio ve la mandi buona.

Print Friendly and PDF

TAGS