L’Aquila, operazione dei Carabinieri contro lo spaccio di droga: 10 arresti e 4 obblighi di dimora

La maxi retata riguarda anche Chieti, Roma, Cremona, Napoli e Brescia

di Redazione | 12 Gennaio 2022 @ 07:31 | CRONACA
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L’AQUILA  –  Dalle prime ore di questa mattina i militari del comando provinciale dei carabinieri dell’Aquila stanno dando esecuzione a un’ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale del capoluogo di regione, nelle province dell’Aquila, Chieti, Roma, Cremona, Napoli e Brescia,  disponendo misure cautelari personali nei confronti di 14 persone.
I destinatari delle misure sono indagati a vario titolo per concorso nei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e favoreggiamento personale. L’indagine, condotta dal nucleo operativo e radiomobile della compagnia di L’Aquila e coordinata dal Procuratore della Repubblica Michele Renzo e dai Sostituti Guido Cocco e Marco Maria Cellini, si è sviluppata a partire dall’inizio del 2021. È stata svolta con l’ausilio di attività tecniche e attraverso numerosi servizi di osservazione, controllo e pedinamento che hanno permesso di individuare un vero e proprio gruppo criminale che gestiva con profitto un traffico di sostanze stupefacenti del tipo cocaina e hashish tra il capoluogo abruzzese e il litorale romano (in particolare Ardea e Pomezia).

Gli investigatori hanno documentato che lo stupefacente, comprato sul litorale romano, veniva trasportato a L’Aquila da corrieri che lo occultavano all’interno di vani appositamente ricavati in diversi autoveicoli. I mezzi utilizzati erano di proprietà di fiancheggiatori incensurati, così da limitare il più possibile i normali controlli alla circolazione stradale. Una volta giunto a L’Aquila, lo stupefacente veniva “tagliato” e diviso in dosi, per poi essere rivenduto sulle principali piazze di spaccio.

I soggetti che si occupavano dello spaccio al dettaglio venivano contattati di volta in volta dagli acquirenti soprattutto attraverso le piattaforme social, nel tentativo di sfuggire a eventuali intercettazioni telefoniche.

Gli appuntamenti per le cessioni di droga avvenivano in luoghi della città sempre differenti e i pusher stavano attenti a portare con loro solo le dosi necessarie alla singola vendita. Ciò all’ovvio scopo di essere segnalati come assuntori di sostanza stupefacente, ed evitare così la denuncia penale, qualora fossero incappati nei controlli delle forze dell’ordine.

Gli incontri per la vendita al dettaglio dello stupefacente inizialmente avvenivano quasi esclusivamente nella zona di Pettino, dove vivevano alcuni dei principali indagati. Successivamente, avendo notato che i residenti cominciavano ad allarmarsi del continuo via vai nell’intero arco delle 24 ore in pieno lock down, gli incontri per le cessioni si sono spostati in alcuni luoghi di ritrovo di facile individuazione, normalmente molto frequentati, proprio allo scopo di dissimulare e delocalizzare lo spaccio: nei pressi del centro commerciale L’Aquilone o del centro commerciale Cermone e nei piazzali antistanti supermercati del centro cittadino o delle zone di Bazzano, Sassa, Coppito a seconda della zona di residenza degli acquirenti, dove i pusher si recavano di volta in volta. La vicinanza ad attività commerciali che vendono generi di prima necessità favoriva tra l’altro una migliore giustificazione in caso di controllo da parte delle forze di polizia nel periodo in cui i movimenti erano limitati a seguito della normativa anticovid.

Nei mesi in cui si sono svolte le indagini preliminari, i militari del nucleo operativo e radiomobile hanno già arrestato in flagranza di reato 4 dei soggetti indagati, sequestrando in tutto circa 100 grammi di cocaina e 50 di hashish.

I militari hanno anche segnalato alla prefettura di L’Aquila numerose persone residenti nel capoluogo individuate come assuntori, sequestrando a ognuna le singole dosi di stupefacente appena acquistate, ciascuna del peso di circa mezzo grammo. Tutti gli acquirenti sono stati inoltre ascoltati a verbale in merito alla compravendita dello stupefacente.

Il G.I.P. di L’Aquila Guendalina Buccella ha inoltre riconosciuto l’attualità delle ipotesi di reato contestate e la pericolosità dei soggetti indagati, che nei prossimi giorni saranno ascoltati dallo stesso giudice per i previsti interrogatori di garanzia.

I soggetti raggiunti dalla misura, di cui 7 italiani e 7 albanesi, sono tutti privi di occupazione e nella maggior parte dei casi con precedenti di polizia specifici.

Tra i destinatari della misura in carcere ci sono un uomo 40enne e una donna 32enne, entrambi italiani, che gestivano e coordinavano in via principale l’arrivo della droga in città e la vendita al dettaglio. La donna era già detenuta nel carcere di Chieti per altri reati, mentre l’uomo è stato raggiunto questa mattina in provincia di Chieti, dove si era da poco trasferito. In merito agli altri quattro, un cittadino italiano, 65enne, era già detenuto nel carcere di Napoli. Tre sono invece stranieri: uno, 25enne, è stato raggiunto a Brescia, mentre due, entrambi 19enni, sono residenti a L’Aquila.

Si apre ora, dinanzi alle Autorità giudicanti, la fase più propriamente processuale, nel corso della quale la significatività degli indizi raccolti nel corso delle indagini dovrà essere confermata o smentita.


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