Liris torna a fare il medico: Marsilio plaude ma per il Pd è illegale

di Redazione | 02 Aprile 2020, @05:04 | POLITICA
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L’AQUILA – L’assessore regionale al Bilancio e al Personale Guido Liris, ex vice sindaco dell’Aquila, da oggi è tornato ufficialmente al suo lavoro di medico nella Asl provinciale dell’Aquila. Era dirigente in aspettativa proprio per assolvere il suo ruolo politico istituzionale: secondo quanto appreso dall’Ansa, è rientrato in servizio con un contratto part time, quindi al 30 per cento dell’orario, una situazione che gli permetterà di svolgere sia l’attività professionale, sia quella politica.

La decisione, tuttavia, se da un lato riceve il plauso del presidente della Regione Marco Marsilio, dall’altro riceve le osservazioni del Partito democratico che fa notare come sia, di fatto, illegale.

“Il d.lgs. 165/2001 obbliga gli eletti in Consiglio regionale all’aspettativa obbligatoria, con conservazione del posto di lavoro. Quindi, l’unico modo, per Liris, di tornare a fare il medico, sarebbe quello di smettere di fare l’assessore e il consigliere regionale”, fanno osservare in una nota il segretario del Pd Michele Fina, i consiglieri regionali Silvio Paolucci, Dino Pepe, Pierpaolo Pietrucci, Antonio Blasioli e Sandro Mariani e i parlamentari Stefania Pezzopane e Luciano D’Alfonso.

“Prendiamo atto del gesto di generosità dell’assessore, e consigliere regionale, Guido Liris che, nel dimostrare il suo attaccamento alla terra e alla missione raccolta con il giuramento di Ippocrate, decide di tornare in servizio da dirigente medico della Asl 1. Ci chiediamo, tuttavia, se questa decisione comporterà le sue dimissioni da assessore e consigliere regionale”, affermano ancora.

“Resta comunque da capire, al di là delle questioni normative, come sarebbe possibile, in questo momento drammatico, conciliare due ruoli di così grande impegno e di così grande importanza – fanno osservare i dem . Ed è anche da capire, quale sarebbe l’utilità di tutto questo, tolto il ritorno pubblicitario che, con ogni ovvietà, è il fine della geniale trovata o, per meglio dire, della sceneggiata, un altro capitolo dopo quello a cui ci ha costretto ad assistere ieri il presidente del Consiglio regionale ammainando la bandiera europea. Liris deve scegliere: o la missione politica o quella di medico. Diversamente non si può fare e, comunque, si rischierebbe di abdicare rispetto ad entrambe le funzioni”.

La dichiarazione del segretario del Pd Abruzzo, dei parlamentari e dei consiglieri regionali si conclude invitando in caso di mancate dimissioni di Liris “il presidente del Consiglio regionale, dopo lo scivolone di ieri, a rientrare nella correttezza e nei doveri istituzionali e di legge avviando, come è suo obbligo, il procedimento di decadenza del consigliere Liris”.


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