Liris su Tribunali: “Regione si fa carico mantenimento per scongiurare chiusura”

Tiziano Genovesi: “Lo sciopero vale per tutti tranne che per il sindaco sospeso”

di Redazione | 21 Ottobre 2022 @ 15:08 | POLITICA
Liris
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L’AQUILA – “Una proposta di legge, di iniziativa regionale ma di cui ora mi farò promotore, con i colleghi Sigismondi e Testa anche in sede parlamentare, prevede che i tribunali cosiddetti “minori” dell’Abruzzo possano continuare a restare in funzione senza oneri per lo Stato, ma con il loro mantenimento a carico alla Regione”.

Lo dice l’assessore regionale al Bilancio, Guido Liris, neo senatore di Fratelli d’Italia, che stamattina ha partecipato alla manifestazione promossa ad Avezzano (L’Aquila) in occasione dello sciopero degli avvocati che protestano per la salvaguardia e contro la chiusura del palazzo di giustizia e che auspica un immediato colloquio con il nuovo ministro della Giustizia non appena sarà nominato. “I tribunali di Avezzano, Sulmona, Lanciano e Vasto devono continuare ad esistere, perché rappresentano un presidio di legalità in aree spesso marginali e che per questo spesso più di altre fanno gola alla criminalità”, rileva Liris, “ma anche perché la loro chiusura rappresenterebbe un aggravio per i tribunali ai quali sarebbero accorpati, con un peggioramento dei servizi al cittadino”.

“Sento una grande responsabilità essendo espressione della forza politica che esprime il presidente del Consiglio in pectore”, aggiunge il neo senatore. “Il nuovo governo dovrà dare risposte attese da anni, considerando che la chiusura dei tribunali minori non è un atto di spending review”, osserva, “ma un aggravio di spese, un atto di destabilizzazione del territorio, una follia dei governi tecnici avallata dai governi politici che si sono avvicendati in questi anni”. “Una parte dei Ministeri ‘tifa’ ancora per la chiusura e l’accorpamento, ignorando le esigenze dei cittadini e della giustizia”, rileva Liris, “ma i tribunali sono un presidio di legalità di prossimità di cui non si può fare a meno, soprattutto in aree tanto vaste come quella della provincia dell’Aquila”. “Parliamo di tribunali che in termini di quantità e qualità del lavoro svolto sono equiparabili a molti tribunali cosiddetti maggiori”, insiste l’assessore, che si dice “al fianco dei magistrati e dell’Ordine degli avvocati”. “La proroga della chiusura attualmente in essere”, chiosa Liris, “deve in ogni caso prevedere la presenza dei magistrati ma anche il completamento della pianta organica dei tribunali, scongiurando la morte per asfissia di questi presidi”.

Tiziano Genovesi: “Lo sciopero vale per tutti tranne che per il sindaco sospeso”

“Il sindaco sospeso di Avezzano, Giovanni Di Pangrazio, predica bene e razzola male”. È il commento del consigliere comunale di opposizione di Avezzano (L’Aquila) Tiziano Genovesi, a seguito della manifestazione che si è svolta questa mattina davanti al Tribunale del capoluogo marsicano, per alzare la voce contro la soppressione del presidio di Giustizia. “Il sospeso – aggiunge Genovesi – da un lato partecipa alla protesta mostrandosi solidale verso il problema e dall’altro ha deciso, di concerto con i suoi legali, di interrompere lo sciopero in occasione dell’udienza fissata per lunedì prossimo, che potrebbe reintegrarlo all’interno dell’amministrazione comunale”.

Il riferimento del consigliere è al fatto che dal prossimo 24 ottobre Di Pangrazio potrebbe rientrare in Comune: in quella data, infatti, è stata fissata l’udienza in Corte d’Appello all’Aquila che potrebbe far tornare in sella il sospeso. Lo scenario chiaramente verrebbe a delinearsi qualora il giudice dichiari l’estinzione del reato di peculato d’uso per avvenuta prescrizione. “Conscio che questa udienza deciderà le sorti della città di Avezzano e consapevole che la Corte d’Appello non è territorialmente interessata dalla chiusura, trovo la decisione del sospeso incoerente, quasi uno smacco alla cittadinanza stessa – tuona Genovesi – Mi auguro che Di Pangrazio abbia tutta questa fretta per la volontà di mantenere la promessa fatta, a caldo, a seguito della sospensione: quella cioè di non avvalersi della prescrizione. Abituati ormai alle promesse da marinaio di Di Pangrazio, questa volta la speranza è di essere smentito: mi auguro di dover fare delle pubbliche scuse al sospeso, ma questo accadrà solo se il ‘marinaio’, per la prima volta nella sua vita politica, manterrà quanto detto”.


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