Il cordoglio per la scomparsa di Gilberto Malvestuto

di Redazione | 01 Marzo 2023 @ 10:40 | CRONACA
brigata maiella
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L’AQUILA – “Il cordoglio e la commozione che esprimo sono quelli di tutto il Partito Democratico abruzzese.

Ci ha lasciati il partigiano Gilberto Malvestuto, componente della Brigata Maiella, esempio luminoso di passione, coraggio, impegno civile”: lo dichiara il senatore Michele Fina, segretario del Pd Abruzzo. Fina ricorda che “quando due anni fa inviai a Malvestuto una lettera di auguri in occasione del suo centesimo compleanno, scrissi un messaggio che vale la pena riproporre oggi, per ricordarlo: la Brigata Maiella è un vanto dell’Abruzzo nella Resistenza, una componente essenziale delle battaglie per la nascita della democrazia repubblicana. Con la Brigata Maiella l’Abruzzo trasmette i suoi valori e i suoi tratti essenziali, di rigore, di semplicità, di franchezza alla nuova Italia che nasce con la Resistenza. Grazie, Gilberto, con te e con i partigiani come te l’Italia e l’Abruzzo hanno un inesauribile debito di riconoscenza”.

Così il cordoglio del Presidente Marco Marsilio “A nome della giunta regionale dell’Abruzzo esprimo il cordoglio e la partecipazione per la scomparsa di Gilberto Malvestuto. Uomo coraggioso e combattente esemplare, ultimo ufficiale vivente di quella Brigata Maiella che ha scritto pagine di storia sul luminoso sentiero della libertà”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio.

 
Pezzopane, “va via eroe che ha contribuito a liberare Italia da nazifascismo”
 
“Il partigiano Gilberto Malvestuto ci ha lasciati. Una vita spesa bene, nella gloria di aver difeso il suo paese dal nazifascismo e di aver liberato l’Italia. La sua partecipazione alla resistenza ed alla liberazione  è storia d’Italia. Un uomo forte, umano, saggio, coraggioso, giovane ed eterno eroe. Averlo conosciuto ed averlo ascoltato è una grazia che mi tengo stretta al cuore. Fu fondamentale il suo apporto di racconto ed esperienza per l’otteninento della Medaglia d’oro al merito civile per la Provincia dell’Aquila da parte del Presidente Ciampi. Da Presidente della Provincia raccolsi in un libro edito dall’Amministrazione il suo eroico racconto perché si potesse far conoscere la sua storia alle giovani generazioni. Onore all’eroe partigiano d’Italia. Sentite condoglianze alla famiglia”. Così l’on Stefania Pezzopane esprime il suo cordoglio per la perdita dell’eroe della Resistenza Gilberto Malvestuto. 
 
Pd L’Aquila ricorda il partigiano Malvetusto
 
Piangiamo commossi Gilberto Malvestuto, che ci ha lasciato stamane.
Il partigiano, nato a Sulmona il 17 aprile del 1921, è stato combattente del Gruppo Patrioti della Maiella; ultimo dei comandanti della Resistenza, fu tra i primi ad entrare con la Brigata Maiella nella Bologna liberata, il 21 aprile del 1945.
Esempio luminoso di passione, coraggio e impegno civile, è stato protagonista di una delle pagine più gloriose della storia d’Italia, difendendo i valori universali e sacri di libertà, rendendo la nostra Regione orgogliosa di un figlio illustre e speciale.
“Non sono un eroe, ho fatto solo il mio dovere, quel che andava fatto”, ripeteva Gilberto, cercando di spiegare come il suo arruolamento nella Brigata Maiella, di cui comandò il reparto artiglieri, era un atto dovuto, necessario, irrinunciabile.
Una scelta di vita. La scelta giusta. E per questa scelta noi oggi lo ricordiamo e lo piangiamo.
Addio Gilberto, addio Partigiano!
 
Così lo ricorda l’Anpi L’Aquila: “Grazie, Gilberto!”
Questa mattina, a 102 anni, ci ha lasciati il partigiano patriota Gilberto Malvestuto, Ufficiale al Merito della Repubblica italiana e combattente per la libertà, insignito di Croce di guerra al Valor Militare per la sua condotta nella Guerra di Liberazione, suggellata dall’ingresso trionfale nella città di Bologna all’alba del 21 aprile 1945, primo italiano tra i soldati degli eserciti Alleati. Con Gilberto Malvestuto se ne va una storia di eroismo militanza e caparbietà. Un uomo libero, in grado di ribellarsi e di combattere per la libertà fra rinunce e abnegazione. Una storia durata una lunga vita: negli ultimi anni il suo impegno è stato profuso nella testimonianza civile, soprattutto in veste di Presidente e membro del Direttivo dell’Istituto Abruzzese per la storia della Resistenza e dell’Italia contemporanea. In sua memoria ricordiamo qualche cenno della sua storia per continuare a lasciarci ispirare. "La sua prima ribellione, contro l’ammaestramento delle parole e del pensiero imposto dal fascismo, nasce tra banchi dell’istituto magistrale, accanto all’amatissima Leda Comitis, sua futura compagna, proveniente da una nota famiglia antifascista di Sulmona. La comunanza affettiva e di ideali socialisti con Leda lasciano un segno indelebile nella sua formazione e lo muoveranno in seguito verso i valori dalla Resistenza. L’8 settembre, appena nominato sottotenente, è a Montepulciano dove, in assenza di ordini superiori, rimane consegnato in caserma con il suo Battaglione per sostenere un eventuale attacco della Wermacht in procinto di occupare l’Italia centro-settentrionale. Quando, il 12-13 settembre, arriva l’autorizzazione ad abbandonare il presidio, Malvestuto si mette in viaggio per rientrare in Abruzzo. Abbandonata l’uniforme di ufficiale dell’esercito italiano, fortunosamente raggiunge Sulmona dove passa, alla macchia, i nove mesi successivi. Quando nel giugno del 1944 la Banda Patrioti della Maiella valica la montagna e dilaga nella vallata peligna mettendo fine all’occupazione nazi- fascista, Gilberto sceglie per la seconda volta la strada della ribellione con l’adesione alla Resistenza. La sua è di nuovo una scelta morale: a 23 anni avrebbe potuto tornare a vivere liberamente, avendo intanto sostenuto e vinto un concorso pubblico nazionale per la qualifica di alunno d’ordine di stazione. Eppure decide di combattere per la “liberazione dei fratelli del Nord”, aderendo all’appello lanciato da Ettore Troilo, a cui resterà legato, anche nel dopoguerra, in un rapporto di stretta collaborazione e di profonda stima reciproca. Raggiunta la Brigata Maiella a Recanati, Malvestuto si arruola con il grado di sottotenente e viene assegnato alla Compagnia Pesante mista. Dalla fine di ottobre 1944 prende parte ai combattimenti in Romagna e in Emilia, dove trascorre il lungo inverno del ’44 fino alla radiosa primavera che lo vede protagonista della liberazione di Castel San Pietro alla testa della sezione Mitraglieri che poi libererà Bologna – intanto insorta contro le forze tedesche e fasciste – il 21 aprile 1945. Tra le pagine più dolorose del suo Diario di guerra, c’è la perdita di Oscar Fuà, studente diciassettenne di Sulmona, caduto a Brisighella e quella del Capitano Mario Tradardi di cui Malvestuto vorrà portare il feretro a spalla. Tra le pagine più luminose, la solidarietà della popolazione di Modigliana, che lo ospita con i Maiellini la notte di Natale del 1944 e quella dei Bolognesi, di cui ha sempre ricordato il festoso abbraccio al termine della lunga avanzata lungo la Via Emilia. “I nomi di battaglia non contavano nella Maiella”, ha raccontato Malvestuto a Gad Lerner nella lunga intervista rilasciata lo scorso aprile per la trasmissione della RAI La Scelta: "noi combattevamo a viso aperto".
 

Giunge il cordoglio anche della Brigata Maiella:

“Si parla spesso di dovere della memoria. Scompare oggi uno degli ultimi baluardi della memoria della storia resistenziale abruzzese e non solo. Gilberto Malvestuto, 102 anni il prossimo 17 aprile (1921-2023). Era l’ultimo ufficiale in vita della Brigata Maiella. Primo di sette figli, adolescente a Sulmona negli anni ’30, si è arruolato volontario nel Gruppo Patrioti della Maiella a Recanti, venendo assegnato alla Compagnia pesante Mista e dal marzo del 1945 al Plotone Mitraglieri, di cui fu Comandante. Ha preso parte ai furiosi combattimenti sostenuti in Romagna e in Emilia per la liberazione di Monte Castellaccio, Brisighella, Monte Mauro, Monte della Volpe, Monte della Siepe, sul Senio, sul Lamone, sul fiume Indice ed infine alla liberazione di Castel San Pietro e di Bologna all’alba del 21 aprile del 1945. Suo il volto più iconico di tutta la storia della formazione, quell’ingresso trionfale della Maiella da porta Mazzini che racconta tutta l’epopea del Gruppo. Un onore toccato al Plotone mitraglieri comandato proprio dal Tenente Malvestuto integrato dalla I Compagnia del Gruppo. Era un ritorno, per Malvestuto, che nella stessa città aveva frequentato il corso da allievi ufficiali presso il 3° reggimento carristi all’età di 21 anni. Poi l’8 settembre, la fuga per mettersi in salvo, la clandestinità nella valle peligna e la scelta della ribellione, maturata anche grazie al sostegno dell’amata moglie Leda Comitis, proveniente da una nota famiglia antifascista. Leda, la compagna di una vita, lo avrebbe sposato dopo essere tornati alla vita civile. Gilberto Malvestuto è stato decorato di croce al valor militare “per aver dimostrato costante spirito di sacrifico e superbo slancio in ogni occasione distinguendosi particolarmente per ardimento e sprezzo del pericolo in cruenta azione”. Nel dopoguerra è stato presidente dell’Istituto Storico della resistenza abruzzese e promotore della costituzione dell’Associazione degli ex combattenti della Brigata Maiella. Tra i maggiori collaboratori di Ettore Troilo, ha intrattenuto con il fondatore del Gruppo partigiano una fitta e lunga corrispondenza da cui traspaiono l’affetto e la stima reciproca. Si era più volte fatto carico personalmente, con scritti che attingevano alla storia e ai ricordi personali, di onorare la figura del Comandante. È stato iscritto anche all’ANPI ed è stato attivo fino all’ultimo nella valorizzazione della memoria. In una delle sue più famose testimonianze (Io sono l’ultimo. Lettere di partigiani italiani, Einaudi 2015) aveva affermato: “Il fascismo parlava tanto di giovinezza, ma poi ce l’ha portata via tutta. Dopo la guerra ci siamo ritrovati con il peso degli anni che sono passati, con la rabbia per il furto vigliacco che ci era stato combinato. Ma adesso penso che quella giovinezza abbia avuto un significato diverso. E che sia stato, il nostro sacrificio, un modo per farla vivere anche ai ragazzi di oggi, nella sua parte più pura, di coraggio e di speranza”. Integro ma mai divisivo, era amatissimo anche dai ragazzi e dalle ragazze di oggi. Per i suoi 100 anni era stato festeggiato in maniera corale da tutto l’Abruzzo, ricevendo dalla città di Sulmona il conferimento del Sigillo d’oro della città. Il 19 aprile dello stesso anno aveva ricevuto gli auguri in diretta nazionale su Rai 3 da Gad Lerner, al termine di un lungo progetto di raccolta di testimonianze sulla Resistenza. “Si parla spesso di dovere della memoria, meno di frequente si invoca, a proposito di grandi personalità che ci hanno lasciato, la gioia del ricordare. Nel caso, la gioia e il privilegio dell’aver avuto con noi un testimone così credibile, vitale, appassionato, che aveva fatto della cultura dell’impegno il fulcro della propria esistenza”. Dichiara il Presidente della Fondazione Brigata Maiella, istituzione di cui Gilberto Malvestuto era Presidente onorario. Con la mestizia del lutto continuiamo a proclamare il nostro immutato affetto per il Tenente Gilberto Malvestuto e ad indicarlo alle future generazioni come lui spesso dichiarava di essere stato: “Patriota partigiano, sempre combattente, in armi o senza, per la dignità della persona come presupposto di qualunque aspirazione di giustizia, di libertà e di pace”.

Fonzi: Cordoglio per la scomparsa del Patriota Sulmonese Gilberto Malvestuto

(ACRA) – L’Aquila, 1 marzo – Il presidente dell’Istituto Abruzzese per la Storia della Resistenza e dell’Italia Contemporanea (IASRIC), Carlo Fonzi, esprime a nome dei componenti dell’Istituto, il cordoglio per la morte del patriota sulmonese Gilberto Malvestuto. Avrebbe compiuto 102 anni il 17 aprile, è deceduto nella casa di riposo che lo ospitava da qualche anno. Nato a Sulmona nel 1921, fu il primo a entrare a Bologna liberata, al comando dei partigiani della Brigata Maiella che avevano combattuto per liberare l’Italia dai tedeschi. Malvestuto ha presieduto l’IASRIC dal 1989 al 1993. 

 

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