A partire da martedì 10 marzo le votazioni alla Camera dei Deputati verranno effettuate con rilevamento elettronico delle impronte digitali, un sistema volto a porre fine al fenomeno dei pianisti a Montecitorio, impedendo in tal modo che gli onorevoli “fannulloni” risultino comunque presenti grazie alla complicità dei colleghi.
Gli “obiettori”, al momento pare solo 19, potranno votare ancora con il vecchio sistema, ma “i loro nomi verranno resi pubblici” precisa l’Onorevole Fini, ma se il loro numero dovesse essere consistente, l’Ufficio di Presidenza della Camera, che nello scorso luglio decise all’unanimità l’introduzione del nuovo sistema, renderà tale modalità di voto obbligatoria, approvando la proposta dell’Italia dei Valori.
E al Senato? Tutti in fibrillazione perché lì le irregolarità continueranno, visto che il nuovo sistema non è ancora stato installato.
L’attenzione rivolta alla eliminazione di questa brutta usanza politica sicuramente trova favorevoli i cittadini, davvero stanchi di subire tanti soprusi sul versante della moralità e della trasparenza; però non si può fare a meno di riflettere sul fatto che in un momento così delicato e preoccupante per il nostro futuro si debbano utilizzare risorse per progettare un sistema di controllo delle cattive abitudini a Montecitorio. Dovremo tornare forse anche alla lavagna divisa a metà tra buoni e cattivi? E i costi di queste nuove procedure? A quale capitolo di spesa si dovrà attingere? Ma almeno facciamo che i 450.000 euro, sì perché questa è la cifra che sembra sia necessaria per questa operazione, vengano addebitati ai pianisti e agli onorevoli “fannulloni”! Questo sì potrebbe essere un bel segnale dalla politica per gli italiani…

di Maria Cattini

[tratto da Gli Editoriali del Direttore – IlCapoluogo.it]

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