L’importante è la salute

di Alessio Ludovici | 27 Febbraio 2024 @ 06:00 | SANITA'
consiglio comunale sanità 26 febbraio 2024
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L’AQUILA – La notizia, a giudicare dalla folla che ieri si è presentata a Palazzo Margherita per il consiglio comunale straordinario sulla sanità, è che le persone alla salute ci tengono. Del resto basta andare in una pizzeria con gli amici, o al bar a prendere un caffè, per sentire parlare di sanità. La gente è preoccupata. I numeri sono numeri e li forniscono le note di aggiornamento dei documenti di finanza pubblica, elaborate dal Mef, che mettono nero su bianco il fatto che la sanità pubblica italiana sta crollando.

Il rapporto tra spesa sanitaria e Pil scende anno dopo anno, ora è al 6,6%, nel 2026 sarà al 6,1%. Gli aumenti in termini di spesa assoluta non copriranno neanche gli aumenti dei costi dovuti all’inflazione. La spesa pubblica, sul totale della spesa sanitaria degli italiani, è sotto quell’80% che divide l’Europa virtuosa da quella meno virtuosa, e gli italiani, con i salari tra i più bassi d’Europa, si accollano il resto.

Il numero di famiglie che si impoveriscono per pagarsi visite private ed evitare i tempi lunghi, o lunghissimi, della sanità pubblica esplode e ammonta ormai a quasi due milioni di nuclei familiari. Molti hanno rinunciato a curarsi. Sono milioni, secondo le statistiche, le persone che hanno rinunciato a qualche visita. Si va per esclusione, salta prima l’oculista, poi magari tocca al dermatologo o all’odontoiatra, ma c’è chi rinuncia anche al ginecologo o al cardiologo ormai. Un dato in netto contrasto con le indicazioni programmatiche del sistema sanitario che pone l’accento sulla prevenzione.

E’ in questo contesto che diventa del tutto comprensibile l’attenzione pubblica a un tema, quello dei Nuclei di cure primarie, che in apparenza sembra marginale nel puzzle del sistema sanitario.

Il problema è noto. Lo ha confermato ieri anche Ferdinando Romano, direttore generale della Asl, che in consiglio ci ha messo la faccia. Secondo lui non è possibile fare i subentri dei medici dei nuclei. Questioni tecniche, secondo la Asl aquilana non si può fare più di così. La provincia dell’Aquila, ha spiegato il manager, vanta comunque numeri più alti di medici associati ai nuclei rispetto alle altre province. La Sisac, l’organismo che vigila sulla medicina convenzionata, ha intimato di non fare subentri se non nel caso di rischio di chiusura dei nuclei. “Nessun nucleo chiuderà” ha ribadito però Romano ai microfoni della nostra testa.

Di tutt’altro avviso i sindacati che in questi giorni sono tornati a manifestare la loro preoccupazione per la situazione che impedisce ai giovani medici, che hanno ereditato i pazienti di quelli andati in pensione, di entrare a far parte dei Nuclei. Per Romano la soluzione, in prospettiva, è il nuovo Accordo integrato regionale che obbligherà tutti i medici di base ad entrare in Afi e Nccp, i nuovi mattoni della sanità territoriale che dovranno garantire la continuità assistenziale almeno diurna e prenderanno il posto dei nuclei. Con quali risorse è ancora tutto da capire.

“Non è stato chiarito qual è il risparmio e dove finirebbero i soldi risparmiati” ha accusato Giorgio Fedele, consigliere regionale del M5S ascoltato in aula. “Non sono stati chiariti gli elementi normativi in base ai quali la Asl dice di essere impedita a fare le sostituzioni”. Molto critici, con Romano e la maggioranza di governo, anche i consiglieri regionali Pietrucci e Di Benedetto. “In sanità pubblica – così il consigliere uscente del Passo Possibile – si investe, non si taglia. Le valutazioni andrebbero fatte sui servizi, non sui costi. Dovremmo investire di più visto che abbiamo una città di tre milioni di abitanti a 100km dalla nostra città”.

In aula sono stati auditi anche i sindacati, quelli protagonisti della protesta di questi giorni ma non solo. E hanno preso la parola anche alcuni ordini. Il dibattito si è ampliato a tanti aspetti del sistema sanitario. Dalle strutture ai Distretti sanitari, dalla salute mentale alle liste d’attesa fino al personale carente o precario e i problema della pediatria. Marisa D’Andrea, pediatra Fim, ha ricordato che “la pediatria di famiglia non ha nuclei e anche noi abbiamo questa situazione: molti pediatri che sono usciti in quiescenza non sono stati sostituiti.”

Assente in aula l’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì, “non è la prima volta” ha sottolineato Daniele Ferella che in quel momento sostituiva Roberto Santangelo alla presidenza.

Il dibattito consiliare quindi. Ognuno si è votato il suo ordine del giorno. Quello della maggioranza “disapprova formalmente il metodo di protesta intrapreso dai medici” e impegna l’amministrazione ad attivarsi, “se necessario”, per coinvolgere la Commissione di Garanzia e il Prefetto, “per chiedere chiarimenti su quanto avvenuto”. Il centrodestra chiede la creazione delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (Afi) e delle Unità Complesse di Cure Primarie (Uccp) per superare il regime dei Nuclei. Respinto invece quello della minoranza che impegnava il sindaco a trovare una soluzione definitiva alla questione del Nuclei e ad elaborare una strategia complessiva per potenziare la sanità territoriale.

Assente il sindaco Pierluigi Biondi che ha affidato ad una nota le sue riflessioni sulla giornata.

“Sul tema della sanità si sta facendo solamente propaganda politica”, così il primo cittadino dell’Aquila e presidente del Comitato ristretto dei sindaci della Asl della provincia dell’Aquila.
“Quello dei Nuclei di cure primarie, su cui si è infiammata la polemica, è un argomento strumentale – afferma Biondi – perché riguarda un numero esiguo di medici e sottintende un interesse economico, mal celato. Ho chiesto tempo fa i dati sulla mobilità intra-nucleo, per capire quanti pazienti di un medico si rivolgono in realtà ad un altro associato, ma non ho avuto risposte. Ci sono, invece, tanti giovani medici che aspettano il rinnovo del contratto e che avranno indennità più sostanziose. Il sospetto, poi, che ci sia una mano politica alle spalle è lampante, anche per gli stessi protagonisti della protesta.”

Oggi c’è il secondo round con l’attesa visita del ministro Schillaci che sarà in città per l’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università degli studi dell’Aquila ma sarà in visita anche all’ospedale dove dovrebbe avere un incontro anche con i sindacati .


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