L’impatto della Dad, “più distratti e meno risultati”. Lo studio dell’Univaq

di Redazione | 17 Dicembre 2021 @ 10:12 | ATTUALITA'
dad univaq
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L’AQUILA – Il Cresa, Centro Studi dell’Agenzia per lo Sviluppo della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, nell’ultimo numero di CRESA INFORMA riporta lo studio nato dalla collaborazione con il Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente dell’Università dell’Aquila, e del Servizio di ascolto e consultazione per studentesse e studenti (SACS) di cui è responsabile la prof.ssa Rita Roncone, professore ordinario di Psichiatria,  per offrire, in un campo che esula dalle proprie competenze, un quadro sulle ripercussioni della DaD nei giovani universitari dell’Ateneo aquilano. Alla ricerca hanno partecipato Laura Giusti, Silvia Mammarella, Anna Salza, Sasha Del Vecchio, Donatella Ussorio, Massimo Casacchia e Rita Roncone.

L’entrata nel mondo del lavoro a seguito del conseguimento del titolo di studio è stimata come un’importante variabile che influenza una buona valutazione degli stessi sistemi formativi. Che cosa è successo con la pandemia da COVID-19 in questo ambito?

Il XXIII rapporto annuale del Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea evidenzia che per i laureati di primo livello dell’anno 2019 si registra un calo della quota di occupati di 4,7 punti percentuali (dal 37,8% dei laureati di primo livello del 2018 agli attuali 33,1% dei laureati del 2019). In tendenza inversa, cresce l’occupazione per le Professioni sanitarie in era COVID, con un aumento di 2,1 punti percentuali (dal 76,2% dei laureati del 2018 all’attuale 78,3%).

Indubbiamente, i cambiamenti relativi alla pandemia da COVID-19 hanno influenzato il contesto sanitario, economico, ed anche quello accademico. Tutte le università hanno affrontato e stanno ancora affrontando molte sfide1. Dal marzo 2020, la didattica a distanza (DaD) ha sostituito l’insegnamento tradizionale. L’uso massiccio di tecnologie, derivante dalla necessità di distanziamento sociale, ha richiesto grande flessibilità da parte di studenti universitari e docenti. Inoltre, il lockdown ha compromesso la possibilità di vivere pienamente la vita universitaria, influenzando lo studio accademico e limitando il sostegno sociale, che può svolgere un ruolo cruciale nell’affrontare le difficoltà dell’ambiente universitario2-3.

Diversi sono gli studi4-5 che hanno sottolineato un impatto negativo del COVID-19 anche sulla salute mentale dei nostri studenti universitari. Un nostro studio condotto su 103 studenti universitari6 ha evidenziato come il 21,4% degli studenti ha sperimentato il lockdown come un’esperienza traumatica, il 36% ha presentato sintomi d’ansia e il 26% sintomatologia depressiva. Inoltre, gli studenti hanno riportato modificazioni del sonno (68%), difficoltà di concentrazione (67%) e perdita di energia (58,6%).

Alla luce di quanto esposto fino ad ora il gruppo di ricerca dell’Università degli Studi dell’Aquila (Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente, MeSVA), diretto dalla Prof.ssa Rita Roncone, si è dedicato allo studio dell’impatto della DaD durante la pandemia da COVID-19 su salute mentale, cognizione sociale e memoria in un campione di studenti universitari dell’Ateneo aquilano e all’individuazione di predittori delle prestazioni accademiche durante la DaD7. Il protocollo di studio ha avuto l’approvato da parte del Comitato Etico di Ateneo.

Questo studio è stato condotto in collaborazione con il Servizio di Ascolto e Consultazione per gli Studenti (SACS)dell’Università degli Studi dell’Aquila8, che ha lo scopo di sostenere e aiutare gli studenti che vivono momenti difficili a causa di fallimenti accademici o difficoltà psicologiche.

A partire dal 13 marzo 2020 l’Ateneo aquilano ha reso possibile l’avvio della DaD attraverso l’utilizzo della piattaforma Microsoft Teams (Microsoft Corporation, Redmond, Washington, USA). Il SACS ha così pianificato un focus group con l’inclusione di membri dell’equipe del SACS, docenti e studenti per sviluppare un questionario online anonimo sull’esperienza della DaD.

Dal 15 luglio al 30 settembre 2020 il questionario “Studiare con il COVID” è stato caricato sulla home page del Dipartimento di Medicina Clinica, Sanità Pubblica, Scienze della Vita e dell’Ambiente, MeSVA, di Ateneo, pubblicizzandolo tra gli studenti e invitandoli a partecipare al sondaggio sulla loro esperienza di DaD durante l’emergenza sanitaria da COVID-19. Il questionario risulta essere composto da tre sezioni:

1. informazioni inerenti al corso di studio, tutela della privacy e consenso informato;

2. domande su dati demografici e accademici e sull’esperienza di DaD, come erogazione della stessa; apprendimento accademico; autovalutazione del rendimento accademico complessivo da parte degli studenti; vantaggi e svantaggi della DaD; valutazione complessiva dell’esperienza di DaD su una scala Likert a 10 punti (1 = non soddisfatto; 10 = molto soddisfatto);

3. valutazione psicopatologica, cognitiva e sociale.

Per analizzare i livelli di benessere degli studenti sono stati inclusi nel questionario 10 items della scala Beck Depression Inventory II (BDI-II)9 (tristezza, pessimismo, perdita di piacere, perdita di interesse, perdita di energia, sonno, irritabilità, appetito, concentrazione e fatica), strumento utilizzato per la valutazione della sintomatologia depressiva. L’Eyes Task10 è stato impiegato per la valutazione della capacità di dedurre stati mentali ed emotivi complessi attraverso la decodifica delle emozioni espresse dagli occhi. Sono state, inoltre, valutate le capacità di attenzione e memoria. Alla fine del questionario, ad ogni studente è stato chiesto di valutare la propria condizione emotiva percepita dopo il periodo di lockdown su una scala Likert a 5 punti (5 = Molto meglio ora; 1 = Molto peggio ora).

All’indagine hanno preso parte 203 studenti, di cui 155 donne (76,4%) e 48 uomini (23,6%) con età media di 24,3 anni (DS 4,9). Più del 50% degli studenti del nostro campione erano iscritti al CLM in Medicina e Chirurgia, quasi il 20% era fuori corso, più dell’80% fuori sede e il 16,7% erano studenti lavoratori.

Tra le difficoltà tecniche percepite dagli studenti durante la DaD, il nostro campione ha evidenziato la necessità di condividere una rete Wi-Fi con altri familiari o amici (20,2%) e problemi di connessione (16,7%). Più del 55% del campione ha segnalato una significativa riduzione della concentrazione e delle capacità di apprendimento con la frequenza delle lezioni online. Tra questi, l’81,5% attribuiva tale difficoltà ad una mancanza di interazione con altri colleghi. Inoltre, il 68,4% si lamentava della difficoltà di trovare uno “spazio tranquillo” in casa per poter seguire le lezioni a distanza. Sorprendentemente, un quarto degli studenti del nostro campione riportava, invece, una migliore concentrazione e capacità di apprendimento con la DaD.

A causa del cambio di abitudini legate al lockdown, molti studenti hanno riportato difficoltà nella preparazione degli esami in quanto distratti dall’eccessiva familiarità dell’ambiente domestico. Di conseguenza anche le prestazioni accademiche ne hanno risentito tanto che il 24,6% degli studenti ha avuto difficoltà nella programmazione degli esami e il 21,8% ha ottenuto votazioni significativamente inferiori rispetto a quelle dell’anno accademico precedente. Più del 15% ha avuto molte difficoltà a superare gli esami e il 12,3% ha osservato una diminuzione del numero degli esami superati.

Per quanto riguarda i vantaggi della DaD l’83,3% del campione ha apprezzato il fatto che le lezioni fossero registrate e fruibili sulla piattaforma online, mentre tra gli svantaggi il 60% degli studenti ha riferito la mancanza di contatto diretto con i docenti (Fig. 4).

In relazione alla sintomatologia depressiva il nostro campione ha presentato un livello moderato di depressione e le donne hanno mostrato una più grave compromissione sintomatologica. Tuttavia, è stata osservata una differenza statisticamente significativa nella memoria e nelle capacità di concentrazione. Infatti, le donne risultavano essere più abili degli uomini nel conservare nel tempo informazioni non verbali.

Inoltre, dalle analisi effettuate si è evidenziato come una buona valutazione della DaD correlasse positivamente con l’età degli studenti. Infatti, i più anziani hanno apprezzato maggiormente questa tipologia di apprendimento. La presenza di sintomatologia depressiva portava, invece, ad una peggiore valutazione della DaD da parte di coloro che presentavano elevati sintomi depressivi.

Tra i predittori di una peggiore performance accademica abbiamo identificato i cambiamenti del contesto di studio, la riduzione di concentrazione con la DaD e l’ansia legata al contagio da COVID-19.

I dati emersi dal nostro studio sono in linea con quanto riportato nel “Rapporto 2021” redatto dal Consorzio Universitario AlmaLaurea secondo cui l’82,3% degli studenti preferisce la didattica in presenza.

Analogamente, anche nel nostro campione, abbiamo riscontrato tra le maggiori difficoltà legate alla DaD problemi di connessione e di condivisione degli spazi con altri componenti della famiglia13.

La pandemia ha avuto inevitabilmente un impatto significativo sulla vita e sulle abitudini degli studenti universitari, essendo in alcuni casi causa di difficoltà e sofferenze psicologiche.

Lo studio conferma la necessità di monitorare e lavorare sui fattori di rischio “modificabili” che possono incidere sulle scarse performance accademiche legate alla DaD, per meglio soddisfare le esigenze degli studenti garantendo la tutela del rapporto educativo tra docenti e studenti e del loro benessere psicologico.

In quest’ottica i servizi di consulenza universitaria, come il Servizio di Ascolto e Consultazione per Studenti (SACS) del nostro Ateneo https://www.univaq.it/section.php?id=530, possono svolgere un ruolo fondamentale nel sostenere e aiutare gli studenti che si trovano ad affrontare situazioni di disagio psicologico durante gli studi e nei momenti difficili, come durante l’attuale emergenza sanitaria, sostenendoli verso i loro obiettivi di studio e di vita.


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