Life in Abruzzo, dal blog al marketplace natalizio: inglesi innamorati della nostra regione

di Alessio Ludovici | 29 Novembre 2021 @ 06:15 | RACCONTANDO
Life in Abruzzo
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L’AQUILA – Si chiama Life in Abruzzo, è un blog in inglese e ora ha anche un fornitissimo marketplace per promuovere all’estero i prodotti della nostra regione. Inizialmente era solo un blog però, a gestirlo è Sam che ha comprato una casa in Abruzzo 17 anni fa e nella vita si occupa di web marketing. Con il compagno ha scelto l’Abruzzo perché Londra era troppo cara. Con la Brexit hanno quindi deciso di vivere in Italia a tempo pieno: “Eravamo a disagio a crescere nostro figlio in Inghilterra e non volevamo perdere i nostri diritti UE”. La aiutano gli amici e il blog è un punto di riferimento per la comunità di expats.

L’anno scorso il primo esperimento con il negozio online fu un successo e allora quest’anno è l’ora del bis. Il marketplace è una vetrina natalizia per promuovere i produttori abruzzesi e i loro grossisti internazionali, una novità questa che permetterà di trovare, ad esempio, la vera ceramica di Castelli alla fonte o presso il grossista più vicino al luogo di acquisto. “Abbiamo fatto un test l’anno scorso e per un produttore di palline di ceramica personalizzate c’è stato un grande riscontro in tutto il mondo. Stiamo mettendo su nuovi negozi e prodotti ogni giorno”.

Un’opportunità perfetta per le piccole aziende e i loro partner internazionali per essere potenzialmente trovati da una portata di 33.000 persone in tutto il mondo. Rispetto ad altre esperienze simili qui c’è una smodata passione per la nostra regione alla base, e una solida rete  di appassionati di cose abruzzesi che legge il blog ogni settimana ed è proprio questa la chiave per raggiungere i mercati più impensabili. 

“Il nostro obiettivo è di promuovere di prodotti ma anche di aiutare i nostri lettori, che si trovano in tutto il mondo, a trovare facilmente prodotti artigianali della nostra regione.”

L’iniziativa di Life in Abruzzo è da veri benefattori della nostra regione. Non lo fanno per fini di lucro. I costi di iscrizione sono irrisori e servono solo per far fronte alle spese. Il marketplace, che non guasta, è ben fatto e piacevole da scorrere. 


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