Lettera aperta al Cardinale Petrocchi di lavoratrici e lavoratori della Tecnocall

Dramma sociale da disinnescare

di Redazione | 15 Dicembre 2023 @ 16:17 | ATTUALITA'
lavoratori della Tecnocall
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L’AQUILA – “Gentile Cardinale Giuseppe Petrocchi, ci rivolgiamo a lei, quale guida spirituale della nostra Comunità, auspicando ascolto ed interessamento. Siamo Lavoratrici e Lavoratori del Call Center Tecnocall dell’Aquila. Ci occupiamo di servizi alla clientela del mercato tutelato dell’energia, gestito per conto di ACEA. Il nostro prossimo destino, rischia di essere drammaticamente risucchiato nel calderone sempre affollato degli effetti collaterali delle novità normative. Noi però siamo carne ed ossa. Siamo più di cento Lavoratrici e Lavoratori, quindi cento famiglie che si apprestano al Santo Natale in una condizione di assoluta disperazione”.

Inizia così la lettera che i lavoratori del contact center Tecnocall hanno inviato al cardinale Giuseppe Petrocchi, per chiedere di “intercedere presso le funzioni della decisione politica perché il delineato nuovo dramma sociale possa essere disinnescato”.

Il call center ha sede nella frazione aquilana di Monticchio e vede impiegate centodiciassette persone per conto di Acea: sul tavolo il futuro dei lavoratori in vista del passaggio, obbligatorio e previsto a gennaio 2024, dal mercato tutelato a quello libero dei servizi energetici con gli operatori del sito aquilano impegnati nella gestione delle chiamate riferite al mercato tutelato con la possibile perdita dell’occupazione.

E continua la lettera: “In effetti con il nuovo anno cesserà di esistere il mercato tutelato, ed il Decreto legge promosso dal Governo del Paese , non prevede nessuna tutela per chi come noi in quel mercato opera. Abbiamo lottato, eravamo convinte e convinti di aver trovato una soluzione. Era stata inserita in una prima bozza di detto decreto, Decreto Energia cosi si chiama, la nostra rivendicata clausola sociale.

Drammaticamente e senza una motivazione a noi comprensibile tale salvaguardia è stata cancellata e noi a pochi giorni dalla data della fine dell’anno siamo piombate e piombati in una condizione disperata.

Rivolgiamo a lei queste poche righe affinché nel suo ruolo di altissima guida spirituale della comunità possa intercedere presso le funzioni della decisione politica perché il delineato nuovo dramma sociale possa essere disinnescato.

Comprendiamo di essere irrituali nel rivolgerci a lei, siamo allo stesso tempo consapevoli di dover percorrere ogni strada utile perché non riusciamo ad immaginarci come i prossimi disperati di una collettività già provata e disgregata. Il nostro lavoro sino ad oggi ci ha garantito dignità, funzione sociale e pane quotidiano”.


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