Lelio De Santis: “L’Aquila cerchi di essere almeno capoluogo di provincia”

di Redazione | 15 Gennaio 2021 @ 16:10 | ATTUALITA'
Lelio De Santis
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L’AQUILA –  “Fra pochi giorni sapremo se la Città dell’Aquila sarà nominata Capitale italiana della cultura nel 2022 e tutti noi speriamo che il risultato sia conseguito, perché rappresenterebbe  una valida prospettiva di rilancio della città sul piano culturale e turistico.” Così Lelio De Santis, consigliere comunale dell’Auqila “Mi auguro che il lavoro svolto dal Comitato e che la presentazione del Progetto all’auditorium del Parco siano stati convincenti, ma avrei immaginato e visto con favore un tavolo con presenze istituzionali rappresentative del territorio provinciale, per esempio con la presenza dei Sindaci di Avezzano e di Sulmona, che avrebbero dato plasticamente il senso del sostegno alla candidatura di tutto il territorio dell’Abruzzo interno.  Ho pensato che si fosse trattato di una svista, ma nel vedere lo scontro di queste ore fra il Sindaco Biondi ed il Sindaco di Avezzano, Giovanni Di Pancrazio, è evidente che sia mancata una visione complessiva e che le gelosie municipalistiche continuano a dilaniare le zone interne abruzzesi, indebolendo le prospettive di crescita e di  sviluppo. Penso che L’Aquila meriti questo riconoscimento di Capitale italiana della cultura, ma penso altrettanto, e prima ancora, che L’Aquila debba svolgere appieno il suo ruolo di Capoluogo di Provincia, se non di Regione. Purtroppo, da anni l’amministrazione comunale è più impegnata nelle politica della fontanella, o peggio, negli scontri interni, che in una politica alta ed ambiziosa, fatta di progettualità e di visione. Svolgere questo ruolo significa coinvolgere e corresponsabilizzare nei Progetti qualificanticanti e strategici non solo il Comune di Fontecchio, ma anche quello di Avezzano, Sulmona, Casteldisangro… È nell’interesse dell’Aquila coinvolgere e non emarginare, condividere e non arroccarsi dentro le mura cittadine! Alle forzature politiche del Sindaco di Avezzano, mi auguro che in futuro si risponda con la politica  vera fatta di proposte e non di polemiche, che non producono nulla. Il campanilismo e le dispute personali nascondono limiti progettuali e rendono poco competive le zone interne rispetto alla costa Abruzzese. Il mio modesto consiglio rivolto a Biondi, a Di Pancrazio ed ai Sindaci della Provincia è quello di chiudere la stagione dannosa del campanilismo e della tutela del proprio orticello, per aprire una fase politica nuova che metta al centro progetti di sviluppo integrato utili alle comunità ed una cabina di regia unitaria sul piano politico ed  amministrativo.”


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