Legge di Bilancio 2024: modifiche per Opzione Donna, Ape Sociale e Pensione di vecchiaia

Le principali modifiche della legge di Bilancio 2024: da Quota 104 alla fusione di Opzione Donna e Ape Sociale, tutto quello che dovete sapere.

di Redazione | 18 Ottobre 2023 @ 10:07 | AMMINISTRAZIONE E FISCO
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Il governo italiano ha recentemente varato la legge di Bilancio 2024, all’interno della quale si trovano importanti cambiamenti riguardanti le pensioni. Sebbene non si tratti di una riforma completa, questa manovra comprende una serie di misure che impattano la flessibilità, gli importi e le pensioni future, senza stravolgere la legge Fornero.

La fusione di Opzione Donna e Ape Sociale

Una delle principali modifiche apportate da questa riforma riguarda Opzione Donna, che è stata integrata in una nuova misura insieme all’Ape Sociale. Con questa fusione, i requisiti per il pensionamento anticipato subiranno significativi cambiamenti. Le persone potranno accedere alla pensione anticipata a partire dai 63 anni, a condizione di aver maturato un determinato numero di anni di contributi. Per i disoccupati, gli invalidi, i caregiver e le donne, saranno richiesti rispettivamente 36 anni e 35 anni di contributi.

Questa rappresenta una notevole differenza rispetto al passato, quando per l’Ape Sociale bastavano 30 anni di contributi per accedere alla pensione (tranne per i lavoratori gravosi ai quali ne servivano 36), mentre per Opzione Donna il requisito anagrafico poteva scendere fino a 58 anni.

Pensione di vecchiaia

Anche la pensione di vecchiaia subirà alcune modifiche. Attualmente, è possibile accedervi a 67 anni di età con 20 anni di contributi. Tuttavia, dal 2024 non sarà più necessario che i contributi puri, ovvero quelli accumulati dopo il 1° gennaio 1996, abbiano un assegno pari o superiore a 1,5 volte l’Assegno Sociale.

Aumento delle pensioni minime

Come già avvenuto nel 2023, il prossimo anno vedrà un ulteriore aumento delle pensioni minime. Per quanto riguarda le persone sotto i 75 anni, è prevista una rivalutazione straordinaria del 2,7%, rispetto all’1,5% dell’anno precedente. Considerando anche l’adeguamento con il costo della vita previsto a gennaio, si stima che le pensioni minime raggiungeranno circa 615 euro.

Per gli individui di età superiore ai 75 anni, l’incremento è ancora oggetto di valutazione. Nel 2023, è stato del 6,4%, ma potrebbe essere maggiore quest’anno, portando le pensioni minime a almeno 670 euro.

Taglio alla rivalutazione

C’è incertezza sul fatto che il governo possa aver nuovamente tagliato la rivalutazione per le pensioni che superano una certa soglia. Con la precedente manovra, è stato introdotto un meccanismo che ha reso meno vantaggiosa la rivalutazione per gli assegni al di sopra di un certo limite, risparmiando così 2,5 miliardi di euro. Date le attuali alte tassi d’inflazione (stimati al 5,4%), potrebbe essere necessario un ulteriore taglio per coprire le spese previste dalla manovra.

Pensioni future: incentivi alla pensione complementare

Molti ritengono che, per evitare pensioni future estremamente basse a causa dell’applicazione completa del regime contributivo, sia necessario incentivare il secondo pilastro previdenziale. In tal senso, è stato previsto l’accredito del Tfr direttamente nel fondo pensione, a meno che il lavoratore non scelga diversamente.


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