A. De Nicola: Inizia l’era Lombardi – Perdonanza 1986 (edizione 692)

Trent'anni anni di Perdonanza - Il secolare Giubileo Celestiniano dell’Aquila, Cronaca della rinascita dal 1983"

di Redazione | 12 Agosto 2020 @ 06:55 | PERDONANZA
porta santa
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L’edizione 1986 della Perdonanza, la prima dell’era di Enzo Lombardi, da qualche mese nuovo sindaco dell’Aquila, che la gestirà per sei anni consecutivi fino al 1991, sarebbe potuta essere all’insegna dell’astro nascente, in quel momento storico, della Cristianità, Giovanni Paolo II. Proprio il 9 agosto, e dunque alla vigilia della Festa del Perdono, il Papa piomba dal cielo, in un evento epocale per l’Abruzzo, sui vicini Piani di Pezza dove erano in raduno 13mila scout dell’Agesci. Nulla. Nelle cronache non si trova nessun riferimento. Possibile che nessuno abbia pensato di cercare di “infilare” una parola, un accenno, un soffio, sull’imminente Perdonanza nel discorso e nell’omelia tenuti da Carol Wojtyla sull’Altopiano delle Rocche? Nulla. Un’altra grande occasione persa.

È pure vero che Giovanni Paolo ii (a differenza di Papa Ratzinger) all’inizio del suo pontificato non sembra mostrare un grandissimo interesse per la figura di Celestino V. Lo testimonierebbe un episodio del 1980. Giovanni Paolo II, in visita all’Aquila il 30 agosto di quell’anno in occasione del suo pellegrinaggio per i seicento anni della nascita di San Bernardino da Siena, nella sua omelia sul sagrato di Collemaggio non citerà mai il nome del “padrone di casa”, sepolto a pochi metri di distanza. Salvo poi andare d inginocchiarsi davanti alla sua tomba ma “in forma privata”, così come è immortalato nella famosa foto degli Archivi del Vaticano.

Certo, in quell’agosto 1980, la Perdonanza Moderna era ancora lontana dal tornare a risorgere anche se, già prima dell’operazione del 1983 targata De Rubeis-Centofanti e qualche altro, c’erano state delle avvisaglie. Ovvero: l’iniziativa della già citata “Campestrina della Perdonanza”; l’avvento nel 1981 del Centro Celestiniano che «nasce per un’esigenza, da più parti avvertita, di ridare lustro alla Perdonanza, celebrata ogni anno, 28-29 agosto, con l’apertura della Porta Santa nella Basilica di Santa Maria di Collemaggio, vera anticipazione del Giubileo Romano del 1300» e l’evento per l’apertura della Porta Santa, il 28 agosto del 1982, su iniziativa del Centro celestiniano da parte del Cardinale Corrado Bafile.

[…] Ma oltre al Centro Celestiniano, altri hanno già rivendicato di aver fatto parte di quel fermento da cui è nata, poi, la Perdonanza Moderna. Tra questi, Mario Corridore e Carlo Gizzi, noti personaggi cittadini non solo quali organizzatori del presepe vivente di Pianola, i quali, intervistati da Giampiero Giancarli, cronista del quotidiano il Centro, per spiegare come rinacque la Perdonanza, datano all’estate del 1979 le prime avvisaglie.

[…] Chiusa questa parentesi, che comunque sta a dimostrare, se ce ne fosse bisogno, che don Tullio De Rubeis è unanimemente riconosciuto come il vero motore della rinascita della Perdonanza, veniamo all’edizione 1986, la 692. Funestata anche dalla scomparsa, il primo agosto, del cardinale Carlo Confalonieri, ancora amatissimo all’Aquila.

[…] La partenza delle manifestazioni pare buona. Tanto che il Messaggero titola in modo incoraggiante un articolo, al solito non firmato: “Decolla la Perdonanza ’86”. […] Buona partenza, ma non mancano le polemiche. Sulla Fiaccola di Celestino ne monta una il Comune di Sulmona. […] La Perdonanza ’86 ancora non entra nel vivo ma già emergono “Troppe smagliature” come recita il titolo di un corsivo sul Messaggero. […] Sul Messaggero, un corsivo ficcante nel suo essere una stilettata, accompagna spesso gli articoli di cronaca sulla Perdonanza. In quei giorni clou della Perdonanza ’86, se ne susseguono tre di fila, dall’inconfondibile stile di Guido Polidoro (anche se soltanto il primo risulta firmato con la “sigla” in minuscolo “g.p.”). […] E dopo i corsivi, arriva il bilancio (stavolta firmato) di Polidoro il quale, sostenendo che la Perdonanza è cresciuta ma va rifinita, sollecita in particolare un salto di qualità per costruire un progetto reale per la città. 

Si diceva di un Corteo della Bolla imponente e di un’isola Sonante altrettanto. Eccone le relative cronache. Prima di Gisfrido Venzo sul Corteo.

Ci sono volute due ore al Corteo per entrare nella parte di sagrato della basilica di Collemaggio riservata. Due ore piene di gonfaloni di costumi medioevali, di sbandieratori, di bande musicali, di gruppi storici. Una kermesse di colori, di note musicali, di gente plaudente sotto un sole che picchiava come raramente a fine agosto. Anche quest’anno, come ormai nella consuetudine ripristinata, la Bolla di papa Celestino V è stata ieri consegnata nelle mani delle autorità religiose e vi rimarrà per 24 ore. Domani la stessa Bolla verrà riconsegnata nelle mani della autorità municipali che la riporranno nel forziere nel quale viene custodita. Un rito che ormai pare essere stato compreso in città, in Abruzzo e nelle regioni che ci sono più vi- cine per tradizioni, cultura e storia. Così i gonfaloni di Napoli, a fianco di quello di Sulmona, lo stendardo di Ascoli Piceno a gomito con quello di Assisi. e poi ancora i comuni del Lazio, del Molise, delle Puglie.

L’effetto non ha tradito. La festa della Perdonanza comincia ad avere un ruolo centrale nello spirito della tradizione medioevale di cui il Centro Italia è ricco.

Sul sagrato la gente non è mancata. Una folla (si parla di diecimila presenti) che non ha mancato di far sentire la sua presenza e partecipazione sottolineando l’arrivo dei gruppi. Soprattutto quei gruppi che hanno dato alla loro presenza il tocco della fantasia legata alla tradizione medioevale: il gruppo di Bucchianico con i suoi coloratissimi cesti con composizioni di carta.

Nutrito e particolarmente affascinante il gruppo della Quintana di Foligno con la deliziosa e sorridente dama di cerimonia. e gli applausi non sono mancati nemmeno al gruppo di Assisi, soprattutto per lo spirito di pace che rappresenta.

Anche lanciano ha ben figurato con il suo Mastrogiurato e il suo gruppo storico. Un piccolo incidente pareva aver rovinato l’aria di festa, quando uno degli sbandieratori è stato colpito dall’asta manovrata da un suo collega: nulla di grave, è stato medicato senza conseguenze.

Non c’è dubbio però che la folla ha mostrato di aver assimilato lo spirito della celebrazione. lo ha fatto nell’unico modo in cui poteva farlo, accogliendo calorosamente le delegazioni straniere provenienti dal Canada, dalla Spagna, dalla Germania, da Malta e dal libano. Soprattutto quest’ultima delegazione, forse perché rappresentante di una nazione dilaniata da una guerra fratricida.

Quando il sindaco è salito sul palco per consegnare la Bolla di Celestino all’arcivescovo Peressin la folla, dopo un attimo di esitazione, è esplosa in un fragoroso applauso che si è spento solo quando le prime parole della formula di rito venivano pronunciate. Una emozione tra la folla che nessuno ha cercato di nascondere.

Poi il rito è andato avanti secondo il copione delle precedenti edizioni. l’apertura della Porta Santa e la messa celebrata dal cardinale innocenti, Prefetto della Congregazione del clero della Santa Sede.

Senza dubbio la presenza di seicento personaggi in costume medioevale e la partecipazione di una novantina di gonfaloni hanno dato al Corteo di quest’anno una imponenza che nelle precedenti edizioni mancava. È un nuovo inizio? 

Invece, la cronaca dell’isola Sonante firmata da Daniele De Viti.

Si è conclusa ieri la Perdonanza celestiniana 1986. Un’ultima giornata che rappresenta in qualche modo un sigillo alla crescita quantitativa, ancor prima che qualitativa, della manifestazione. Anche ieri la partecipazione popolare è stata molto intensa, dapprima nel senso religioso con non meno di ventimila persone che hanno voluto ricevere il perdono celestiniano attraversando la Porta Santa nella basilica di Santa Maria di Collemaggio, poi nel senso più laico della manifestazione con molte persone che hanno assistito, ai bordi delle strade attraversate dal corteo, alla fiaccolata (per la verità resa “buia” dal vento) a cavallo che ha riaccompagnato la Bolla al palazzo municipale.

Il momento più particolare, anche per la novità rappresentata, è stato vissuto nella serata. Tutto il centro storico è stato interdetto al traffico motorizzato e si è trasformato in un suggestivo ed immenso auditorium all’aperto. Ed è stata “l’isola Sonante”. Otto postazioni musicali ed un mercatino dell’artigianato artistico e tipico hanno trasfigurato, nel senso buono del termine, l’atmosfera usuale della città nelle ore serali. e di ciò buona parte di merito va riconosciuta alla sensibilità dell’ensemble della Barattelli che ha voluto dare un sostanziale contributo artistico ad una manifestazione che ha coinvolto non solo gli aquilani ma tanta gente d’Abruzzo e di altre regioni italiane. e lo ha fatto proprio in virtù di questa rinnovata «unità regionale» in quanto propria. L’ensemble, infatti, di norma è formato da giovani e valenti musicisti abruzzesi che “sentono” l’esigenza di produrre musica pur dovendosi scontrare con grosse difficoltà d’ordine economico. Anche in occasione di questa edizione della Perdonanza.

Gradita infine la sorpresa “custodita” dall’amministrazione nei giorni scorsi: le “Pupe” di Cappelle sul Tavo, in piazza Palazzo, hanno salutato la Perdonanza 1986. 

Estratti dal libro
TRENT’ANNI DI PERDONANZA –  Il secolare Giubileo Celestiniano dell’Aquila. Cronaca della rinascita dal 1983
di Angelo De Nicola
One Group Edizioni

 


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