Le solite elezioni dove vincono tutti, così non perde nessuno

di Ghino di Ti Amo cco, brigante italiano

di Redazione | 24 Settembre 2020 @ 06:47 | GHINO DI TACCO
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L’AQUILA – Un antico e saggio era abituato a dire: questa e quella per me pari sono. Così, rispondendo ormai all’adagio, tutti, in questa tornata elettorale hanno vinto. Da una parte Zingaretti che temeva di perdere quattro a due, avendo perso solo la Regione Marche, è come se avesse vinto e  si autoincensa, ritenendosi il salvatore del Partito Democratico. Salvini di contro, non avendo raggiunto l’obiettivo del cappotto, ricorda che il Paese è governato da una coalizione non più maggioranza e con le Marche al centro destra, incalza tutti gli Italiani ribadendo che la sua coalizione governa quindici Regioni su venti.

Sono ancora in fase di definizione i risultati sulle Comunali che hanno interessato più di mille Comuni e il balletto dei commenti seguita ancora a strabiliare tutte le persone dotate di buon senso, per le argomentazioni sin qui ascoltate. Di Maio, che nel partito pentastellato era stato messo in discussione, si adopera a dire che il Referendum lo ha vinto lui, ovviando di rappresentare le posizioni assunte tra tutte le forze politiche che nella fattispecie avevano abbondantemente dichiarato la loro posizione per il Sì. Tralascia di parlare dell’emorragia di voti che i 5 stelle hanno subito alle Regionali e in special modo laddove non si sono alleati con il Pd, sacrificando i propri candidati. Italia Viva, prima ancora di nascere è già agonizzante, mentre Fratelli d’Italia, ed il dato generale è inconfutabile, cresce ovunque, contenendo non di poco l’emorragia di Forza Italia.

Ora che tutti hanno vinto, oltre le autocelebrazioni, spero trovino il tempo di pensare agli Italiani e a come spendere i fondi dell’Europa in modo da ridare impulso all’economia del Paese e che, oltre a liquidare una legge elettorale che non scompensi il grado di rappresentanza dei territori tutti, dia veramente segni di certezza di risultato per chi dovrà poi governare.

Se la partecipazione al voto, sicuramente lievitata per il rinnovo di sei Consigli regionali e  più di mille Amministrazioni comunali, ha nascosto il distacco dei cittadini dalla politica, non si adagino lor Signori a sonnecchiare perché il rischio per il  disinteresse può espandersi a macchia d’olio, con conseguente pericolo di involuzioni populiste, fondate sempre su presupposti sui quali è difficile credere per progettare un futuro rassicurante.  


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