Le scelte degli aquilani: curiosità, sorprese, numeri e fatti delle elezioni

di Alessio Ludovici | 15 Giugno 2022 @ 06:00 | ELEZIONI
l'aquila
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – La fotografia del consiglio eletto sarà sicuramente suscettibile di cambiamenti con la composizione della giunta, ma fotografa comunque le scelte della comunità. Partiamo dai dati basilari. Sono stati 38663 gli aquilani che si sono recati alle urne, affluenza del 64% in lieve calo rispetto al 2017. Più di 20 mila residenti (gli aventi diritto erano circa 59mila) non si sono recati alle urne, un’intera città sopra i 15mila abitanti non ha scelto. In democrazia conta chi vota e in questo senso il dato non inficia certo la rappresentatività degli eletti, ma invita sicuramente tutti a uno sforzo di comprensione. 

Schiacciante il risultato di Biondi, in testa in 81 sezioni su 81, un dato impressionante se consideriamo che al ballottaggio del 2017 Biondi vinse in “sole” 57 sezioni, in 24 vinse Di Benedetto. Anche sommando Pezzopane e Di Benedetto il dato cambia poco, il centrodestra è teoricamente minoranza in 9 sezioni del centro storico, dove la sinistra è tradizionalmente più forte negli ultimi anni ed è un fenomeno nazionale, poi quasi il nulla. Centrodestra minoranza in un seggio di Pettino zona via Amiternum, in uno dei due di Cansatessa, in due dei seggi di Santa Barbara e San Sisto, in uno di Monticchio e in quattro delle sezioni elettorali che coprono la fascia nord della città, Torrione, San Francesco, via Aldo Moro. Maggioranza assoluta in 63 sezioni elettorali su 81. 

Andiamo con le curiosità. Nove le donne elette, più la candidata sindaca Pezzopane, ma il dato è suscettibile di variazioni con gli ingressi in giunta. Tre di queste sono in Fratelli d’Italia.  

Dei 30 consiglieri più votati ben 13 sono donne, quasi la metà, di cui una del centrosinistra e una del Passo Possibile.

Sempre tra i 30 più votati ben sette non hanno ottenuto il seggio ma alcuni possono sperare in un ripescaggio o in una promozione, o conferma come nel caso dell’Aquilio, in giunta. 

Dei 12 eletti dalle minoranze, sei hanno avuto esperienze di consiglio o giunta. Per uno, Enrico Verini, si tratta di un ritorno. Le new entry tra i banchi dell’opposizione sono Giannangeli, Rotellini, Fascetti, Tomassoni e Scimia

Nel centrodestra sono 13 i consiglieri eletti con esperienze di consiglio o giunta. Un ritorno, Luigi Faccia, anche nel centrodestra, e sei le new entry che permettono alla coalizione di Biondi un ulteriore forte rinnovamento dopo quello, cataclismatico, del 2017. Le new entry sono Livio Vittorini e Katia Persichetti per Fratelli d’Italia, Laura Cococcetta e Guglielmo Santella per L’Aquila Futura, Fabio Frullo per i civici per Biondi, Stefano Flamini per L’Aquila al Centro. In tutto le new entry sono 11 su 32. Anche tra i 30 più votati ovviamente la fanno da padroni tanti navigati uomini e donne della politica cittadina, 18 quelli con un passato in consiglio o in giunta. L’esperienza e i rapporti intessuti pesano eccome sul voto, a farne le spese tanti alla prima esperienza che pure hanno raggiunto risultati importanti. In ordine di estrazione delle liste. Nel Passo Possibile superano le 200 preferenze Fabrizio Ciccarelli e Antonella Bonfini. Nella lista L’Aquila e Frazioni oltre all’eletto Massimo Scimia e all’uscente Elia Serpetti c’è Benita Capannolo che supera le 300 preferenze mentre si attestano oltre le 200 preferenze, oltre a Tonino Nardantonio consigliere uscente, Sara Cecala e Valentina Di Nardo tra le protagoniste della campagna elettorale di Di Benedetto. Nel Pd, oltre ai già consiglieri, superano le 200 preferenze Quirino Crosta e Mimmo Iovannitti, mentre nella lista L’Aquila Nuova è Marta Casilli a sfondare quota 250 e in L’Aquila Coraggiosa Simona Iovane. Nella Lega ci sono candidati senza esperienza di consiglio o giunta che superano addirittura le 400 preferenze, Daniela Bontempo, Gianluca Marinelli e Alessandro Maccarone e Michele Suriani che supera le trecento. Stesso discorso per Fratelli d’Italia dove spiccano i risultati di Fabrizio Iannini, alla prima esperienza con 315 preferenze e Deborah Diglio che superano candidati teoricamente più quotati. Tanti si attestano tra le 100 e le 200 preferenze, o comunque poco sotto le 100. A chiudere le liste poi i tanti che non importa quanti voti prendono, si candidano per il motivo più svariato e per dare un piccolo contributo che poi determina spesso e volentieri un’elezione. Lo fanno per stima di un candidato sindaco, per rappresentare un grande o piccolo problema, ci mettono la faccia insomma senza necessariamente ambire a qualche postazione.

Un’ultima menzione per giovani e giovanissimi. Il consiglio si è largamente ringiovanito nelle ultime due consiliature, in quella entrante sbarcano tra gli altri Lorenzo Rotellini, uno dei più vicini alla Pezzopane in questa campagna elettorale, e chissà se Maccarone, tra i più votati, troverà un ruolo nella Lega. Ma sono stati diversi, anche e forse soprattutto al di fuori delle stanze di partito, a cimentarsi con buoni risultati in termini di voti e non solo. E forse una piccola menzione la meritano Noemi Bromo, Martina Coccia e Fausto Rosa, candidati con Di Benedetto, che hanno lasciato un primo piccolo segno pur avendo forse il compito più arduo non avendo a disposizione strutture, reti e organizzazioni di partito.

 

 


Print Friendly and PDF

TAGS