I LUOGHI DELLO SPIRITO | |

Le Madonne d’Abruzzo dell’8 settembre e i riti di fine estate

L’8 settembre si celebra la festa liturgica della Natività di Maria

Madonne d’Abruzzo9.30
La Natività della Beata Vergine Maria è una ricorrenza liturgica festeggiata in Occidente e in Oriente, in cui si commemora la nascita miracolosa di Maria, nata da Gioacchino ed Anna nonostante la tarda età dei genitori.

La Natività della Beata Vergine Maria è una ricorrenza liturgica festeggiata in Occidente e in Oriente, in cui si commemora la nascita miracolosa di Maria, nata da Gioacchino ed Anna nonostante la tarda età dei genitori. La devozione era tanto forte che nel ‘700 si diffuse la rappresentazione di Maria neonata, avvolta in fasce: molti genitori imponevano alle loro figlie il curioso nome di Bambina, appunto, da questa devozione. Si cominciò a celebrare il Natale di Maria  verso il V secolo a Gerusalemme, con la costruzione di una chiesa dove la tradizione collocava la casa natale di Maria e da lì si diffuse in tutto il mondo cristiano,  dando vita ad una serie innumerevole di feste e tradizioni peculiari. Il ricordo della nascita di Maria coincide infatti con il finire dell’estate, per questo la festa mariana si fonde con i cicli della tradizione agricola. In Abruzzo sono molte le località che celebrano tale ricorrenza, ma limitandoci alla provincia dell’Aquila ricordiamo: a Pescasseroli la Madonna Nera dell’Incoronata, a Castel del Monte la Madonna dei Pastori, a Morino Santa Maria Bambina è patrona del paese, a Tagliacozzo il pellegrinaggio alla Madonna d’Oriente e il suggestivo tiro dello Squadro a Civitaretenga.

A Pescasseroli, “capitale” del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, le campane a festa della chiesa medievale dedicata ai santi Pietro e Paolo hanno aperto ieri a mezzogiorno le celebrazioni in onore della Madonna Nera dell’Incoronata. La statua lignea della Vergine dalla pelle scura, di stile romanico-bizantino del XII-XIII secolo, è stata solennemente vestita e incoronata come da tradizione. Il suo aspetto materno e antico colpisce molto la devozione popolare. Normalmente è collocata su un altare nella navata sinistra, ma il giorno 8 dopo la messa solenne, segue come da tradizione la processione con la statua che si snoda lungo le vie del borgo. Lungo il cammino il corteo effettua una sosta in un luogo chiamato il “Manto della Madonna“, una roccia dove si crede che la Vergine Maria dopo un estenuante cammino si fosse seduta a riposare lasciando sul masso l’impronta del manto. I fedeli più devoti avvicinano e toccano il masso secondo l’ancestrale rito dello strofinamento. La festa è antica: papa Eugenio IV concedeva l’indulgenza plenaria ai fedeli che nei giorni della Natività, della Purificazione e della Visitazione di Maria avessero visitato a Pescasseroli la Madonna Nera. Comunque sia, la presenza del culto della Madonna Nera può essere testimoniata fin dal 1283, quando Cristoforo d’Aquino, ebbe la concessione da Carlo d’Angiò di organizzare una fiera l’8 settembre, nel giorno della festa dell’Incoronata. Da qui la diffusione e la grande venerazione, anche al di fuori del territorio abruzzese, come attesta il gemellaggio con Foggia. La statua aveva raggiunto la Puglia forse grazie ai monaci, attraverso i sentieri del tratturo: Pescasseroli era uno dei punti di partenza principali. I Pescasserolesi sono molto devoti alla Madonna Nera, perché si dice che durante la Seconda Guerra Mondiale la Madonna, a seguito di un voto, li protesse dalla devastazione dei bombardamenti.

Anche a Castel del Monte, il paese a forma di stella nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga tra i Borghi più belli d’Italia, i festeggiamenti dell’8 settembre sono legati strettamente alla pratica della transumanza. Detta capitale dei pastori, qui la patrona è proprio la Madonna del Suffragio o dei Pastori, onorata con una tradizionale e suggestiva processione al calar del sole attraverso il centro storico del paese. La Chiesa della Madonna del Suffragio è ai piedi del paese, praticamente a strapiombo sulla valle sottostante. Il rito ricorda il momento della partenza dei pastori, che chiedevano la protezione alla Madonna, prima di lasciare il paese per viaggiare lungo il tratturo che li avrebbe condotti fino al tavoliere delle Puglie. Durante la processione è usanza tenere aperte porte e finestre, per far entrare nelle case la benedizione della Madonna. Candele, canti e la scenografia del borgo, tra stradine e torri – qui sono stati girati diversi film – rappresentano un modo per mantenere viva le tradizioni e le credenze che legano il passato con il presente.

A Morino, piccolo paese di montagna inserito al centro della Valle Roveto, sede della Riserva naturale Zompo lo Schioppo, la festa per la la Natività di Maria si tiene o 1’8 settembre, o la domenica più vicina a quella data. Il vecchio paese, oggi chiamato Morino Vecchio, è stato distrutto dal terremoto della Marsica del 1915 e fu abbandonato dai superstiti per essere ricostruito più a valle. Tra i ruderi sono visibili il campanile cuspidato dell’antica chiesa di Santa Maria Bambina, tra i pochi ricordi del passato di questa località. Il paese era entrato nell’orbita dei monaci cassinesi, che qui e nelle valli circostanti introdussero il culto di Maria, come testimonia l’eremo di Santa Maria del Cauto, meta di pellegrinaggi nel mese mariano di maggio e nella bella stagione. È in questa cappellina, ricavata nella roccia, che emergono tracce di affreschi con storie mariane del Duecento. Invece a Morino l’odierna chiesa parrocchiale, nel quale comunque si tiene vivo l’antichissimo culto, è stata costruita nella seconda metà del secolo XX al centro del paese, in forme neoclassiche.A Tagliacozzo, domenica 10 settembre torna la festa della Madonna d’Oriente, con una solenne cerimonia religiosa che sancisce la conclusione dell’estate di Tagliacozzo. Il Santuario risalente nel XIV secolo è collocato a circa 3 km dal centro abitato di Tagliacozzo, su un colle che domina la vallata del fiume Imele. Secondo i racconti locali due monaci, fuggiti dall’Oriente, avrebbero portato la venerata icona tra i monti abruzzesi, per sottrarla alla furia devastatrice delle immagini sacre, durante la persecuzione al tempo dell’iconoclasmo nell’VIII secolo. L’icona è del tipo “Odigitria”, cioè Maria che indica la via, ma in realtà nelle forme non si presenta molto diversamente da altre madonne aquilane. Per altri l’icona arrivò sul colle dove ora sorge il Santuario, portata da due soldati di ventura originari di Tagliacozzo. Quale che sia l’origine, nei secoli la devozione andò sempre più crescendo, fino all’incoronazione del 1748, per delega del Capitolo di San Pietro in Vaticano, quando venne posta sul monumentale altar maggiore. Oggi è amatissima protettrice della città e si ricorda una lunga serie di miracoli attribuiti per intercessione della sacra immagine. La chiesa, duramente colpita dal terremoto del 1915, è stata ricostruita nel corso del Novecento in forme neorinascimentali ed è affrescata con le storie di San Francesco, di Maria e con le storie della Sacra Icona.

A Civitaretenga, paese di sosta transumante e frazione del Comune di Navelli, la festa della la Madonna dell’Arco cade la domenica successiva all’8 settembre, celebrata nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, ai bordi del Tratturo magno. La tradizione vuole che qui nel 1599 un pastore napoletano, trovando ricovero in un’osteria ai piedi del paese, dipinse nell’annessa stalla, dopo averla sognata nella notte, un’effigie della Madonna col Bambino usando colori naturali, tra cui quello dello zafferano. Si narra inoltre che davanti al dipinto fu posta una lampada il cui olio ardeva autonomamente, compiendo altri miracoli: per questo si decise nel 1698 di trasformare la stalla in una chiesa. Ma nella stessa occasione ha luogo il cosiddetto tiro dello squadro: la notte che precede la ricorrenza la chiesa diventa il punto di riferimento di un rito di passaggio a cui partecipavano i giovani del paese entrati nella maggiore età. Oggi però tutta la comunità vi prende parte. Quando l’oscurità è totale, dopo la mezzanotte, i ragazzi raggiungono la zona sottostante il paese, nei pressi della Chiesa di Santa Maria delle Grazie, con trattore e aratro. L’aratro viene guidato nella scritta “W MARIA SS”, con l’aggiunta dell’anno che si festeggia. Un tempo, dopo questa prova, i giovani erano considerati adulti a tutti gli effetti ed erano pronti ad affrontare le sfide della vita.