Le Clarisse di S. Chiara in Paganica, in udienza da Papa Francesco

di don Daniele Pinton | 26 Aprile 2021 @ 19:04 | ATTUALITA'
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Nella mattinata di oggi, 26 aprile 2021, Papa Francesco ha ricevuto in udienza, nella biblioteca privata del Palazzo Apostolico Vaticano, la comunità delle Monache Clarisse del Monastero Santa Chiara, di Paganica (L’Aquila).

Le dieci monache clarisse con una novizia e una postulante erano guidate dalla Abbadessa, madre Rosamaria Chiara Tufaro, e la loro gioia di incontrare il Papa era evidente anche dal loro sguardo luminoso.

Il Santo Padre, nel discorso di saluto alle figlie della Beata Antonia, dopo i ringraziamenti per la loro incessante preghiera e il dono del cero pasquale per la Cappella di Casa Santa Marta, si è voluto soffermare sulla tragica esperienza del sisma che nel 2009, colpendo la Città e Arcidiocesi aquilana, ha colpito anche il monastero di Paganica, provocando la morte della Abbadessa madre Gemma Antonucci, che nell’intento di salvare alcune monache che si trovavano nei dormitori, ha perso la vita.

In quella tragica notte, che ha portato morte e sofferenza, come sottolineato dal Santo Padre, le monache ne sono uscite rafforzate, perché anche se hanno perso tutto, non hanno perso ne Dio e neppure la fraternità. Ecco le parole di Papa Francesco:

Il santo Care sorelle,
sono lieto di accogliervi e vi saluto di cuore tutte e ciascuna. Vi ringrazio per il sostegno che mi date con la preghiera, e in particolare per il dono del cero pasquale per la Cappella di Casa Santa Marta, da voi decorato. Attraverso questo simbolo di Cristo luce del mondo, voi siete presenti spiritualmente alle celebrazioni che si svolgono in quella Cappella.
La vostra comunità di Paganica, frazione de L’Aquila, ha sperimentato la tragedia del terremoto del 2009, nella quale è andato distrutto il vostro Monastero, è morta sotto le macerie l’Abbadessa Madre Gemma Antonucci e altre sorelle sono rimaste ferite. Tuttavia, da quel dramma Dio vi ha fatto uscire fortificate e, come il chicco di grano che deve morire per portare frutto, così è stato anche per la vostra comunità monastica. Avete sperimentato il dolore grande, ma anche la cura amorevole del Padre celeste e la solidarietà di tante persone.
In quella notte avete perso tutto, tranne Dio e la fraternità. Da questi due punti saldi siete ripartite con coraggio. Dapprima vi siete stabilite in una struttura provvisoria e, a dieci anni dal terremoto, siete rientrate nel monastero ricostruito e restaurato. Ora la vostra comunità è fiorente, composta da dodici monache tutte giovani. Questo è il messaggio che avete dato alla gente: di fronte alle tragedie occorre ripartire da Dio e dalla solidarietà fraterna. Vi ringrazio tanto di questo!
Care sorelle, non stancatevi di essere presenza orante e consolante per sostenere la popolazione, duramente provata dalla terribile esperienza e ancora bisognosa di conforto e di incoraggiamento. L’esempio della Beata Antonia vi aiuti ad essere sempre donne povere e gioiose per amore di Cristo povero. Fedeli al carisma ricevuto da Santa Chiara e San Francesco, rispondete con generosità al desiderio che Dio ha messo nel vostro cuore, vivendo la vostra vita di consacrate in totale adesione al Vangelo.
Vi ringrazio di questa visita! Invoco sul vostro cammino la luce e la forza dello Spirito Santo e vi accompagno con la Benedizione Apostolica, che di cuore vi imparto. E, per favore, continuate a pregare per me e per tutta la Chiesa. Grazie!


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