Le celebrazioni natalizie del Cardinale Petrocchi

di don Daniele Pinton | 24 Dicembre 2021 @ 07:30 | CREDERE OGGI
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L’Aquila. Le celebrazioni natalizie, presiedute dal Cardinale Arcivescovo Giuseppe Petrocchi, nel rispetto delle norme contro la diffusione del covid-19, quest’anno torneranno in presenza.

Il Cardinale Arcivescovo, riprenderà la tradizione di presiedere, nella Basilica di S. Maria di Collemaggio, a partire dalla mezzanotte del 24 dicembre 2021, la Messa della notte del Natale del Signore, che sarà concelebrata dal Can. Sergio Maggioni, Arcidiacono del Capitolo metropolitano aquilano e dal Can. Nunzio Spinelli, Rettore della Basilica di S. Maria di Collemaggio. La tradizione, di presiedere la S. Messa in nativitate Domini, nella Basilica di S. Maria di Collemaggio, alle 00:00 del 24 dicembre, si era interrotta lo scorso anno, a causa del lock-down, che imponeva il coprifuoco alle ore 21:00.

Il 25 dicembre, nella solennità del Santo Natale, il Cardinale Petrocchi, presiederà alle ore 11:00, la Messa del giorno, nella Parrocchia di Cese di Preturo, che sarà concelebrata dal parroco, don Jean Claude Rajaonarivelo, riprendendo la consuetudine di incontrare le comunità parrocchiali dell’Arcidiocesi aquilana, in occasione delle feste liturgiche.

Infine, il 26 dicembre, Domenica della Santa Famiglia, ore 11:00, il Cardinale Arcivescovo, concelebrerà la S. Messa in onore di Santo Stefano Protomartire, presieduta dal Cardinale Enrico Feroci, nella parrocchia di S. Stefano a Pizzoli, concelebrata anche dal Parroco, don Claudio Tracanna, e animata dal Coro Diocesano Giovanile San Massimo. La Celebrazione sarà trasmessa in filodiffusione e in diretta sulle pagine Facebook “Chiesa di L’Aquila” e “Parrocchia S. Stefano – Pizzoli”.

Storia del S. Natale. Per la festa liturgica del Santo Natale abbiamo testimonianze della sua celebrazione liturgica nella città di Roma già dal 25 dicembre dell’anno 336. Questa festa viene introdotta nella città di Roma, come reazione della comunità romana alla festa pagana di stato del Natale Solis invicti (= festa della nascita del dio Sole invitto), che l’imperatore Aureliano aveva introdotto nell’anno 274, in onore del dio Sole di Emesa in Siria, e con la quale egli sperava di consolidare il suo immenso impero. Per rendere immuni i cristiani romani da questa festa popolare, la Chiesa di Roma avrebbe introdotto una festa della nascita di Cristo quale “sole della giustizia” (Mal 3, 20) e “luce del mondo” (Gv 8, 12). 

La rapida diffusione della festa nel IV secolo sia in Occidente e in molte Chiese particolari dell’Oriente è legata anche alla lotta contro l’eresia ariana che aveva messo più fortemente in risalto la persona – e non solo l’opera – dell’Uomo-Dio, e una festa della nascita di Cristo poteva dare anche un’adeguata espressione liturgica alla professione di fede di Nicea, che aveva condannato tale eresia (325). 

L’antico uso romano, per cui il sacerdote a Natale può celebrare tre Messe, è stato mantenuto anche dal nuovo Messale Romano. Questa pratica risale ad una particolarità della liturgia papale, che si era formata prima della metà del sec. VI. Queste tre Messe vengono chiamate: Messa della notte, Messa dell’aurora e Messa del giorno. Alla liturgia della festa di Natale va aggiunta anche la Messa vespertina nella vigilia, prima o dopo i primi vespri.

Nei testi liturgici delle ‘Messe di Natale’, si sottolinea che, il Natale viene celebrato come una festa della nostra redenzione, dove in questo caso si pone in primo piano l’incarnazione (come concezione e nascita).


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