Lunedì 6 gennaio 2020, nella Solennità dell’Epifania del Signore, il cardinale Giuseppe Petrocchi, Arcivescovo Metropolita di L’Aquila, alle ore 11.00, celebrerà a Santa Messa Solenne nella Chiesa dei Santi Angeli Custodi in Paganica, mentre nel pomeriggio, nella Chiesa di Santa Maria del Suffragio in Piazza Duomo a L’Aquila, alle ore 17.30, presiederà i Vespri Pontificali della Solennità con l’assistenza dei Canonici del Capitolo Metropolitano Aquilano.

Nella solennità dell’Epifania del Signore, noi celebriamo «gli inizi della nostra vocazione alla salvezza e la manifestazione al mondo di Cristo Signore». Questo, infatti, è «il giorno splendido in cui il Salvatore del mondo si è rivelato». L’Epifania è la festa della manifestazione di Gesù. Il Figlio di Dio, nato a Betlemme nella più grande umiltà, ora si rivela agli uomini. Ora il mistero di Cristo, tenuto nascosto agli uomini delle precedenti generazioni, viene rivelato (cfr. Efesini 3, 5). Ora, in Cristo, Dio è apparso nel mondo.

Celebrare la solennità dell’Epifania del Signore, ci ricorda che la salvezza che Dio offre all’umanità non ha confini, è dono per tutti: il piano di Dio è di fare dell’umanità una sola famiglia. Questo ideale, annunciato e preparato già come compito profetico del popolo di Israele, si manifesta pienamente con Gesù, nel quale tutto ciò che era diviso è destinato all’unità. In lui infatti l’umanità è chiamata a diventare il nuovo popolo di Dio, il regno di Dio: esso non esclude alcuni, ma include tutti. La festa della Epifania celebra la rivelazione di Gesù come Salvatore per tutta l’umanità. La tradizione cristiana ha fatto propria fin dall’inizio questa visione e la speranza che l’anima: il racconto dei Magi ne è una testimonianza. Il vangelo che ascolteremo durante la Messa dell’Epifania tratto dal capitolo 2 di Matteo (Mt 2, 1-12), interpreta alla luce di Cristo e della chiesa quale nuovo popolo universale di Dio la profezia del profeta Isaia (Is 60, 1-6): riconosce nel Signore Gesù la luce che illumina tutta l’umanità e nella chiesa il luogo dove tutti possono sentirsi a casa, nel formare l’unica famiglia di Dio. L’adorazione dei Magi, da una parte, e il rifiuto degli abitanti di Gerusalemme, dall’altra, rappresentano gli atteggiamenti umani possibili di fronte alla rivelazione del progetto di Dio.

don Daniele Pinton

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