L’AQUILA – I lavori di messa in sicurezza del Traforo del Gran Sasso ripartiranno il prossimo autunno 2025. A Palazzo Silone, a L’Aquila, si è tenuto un incontro preliminare per organizzare le misure necessarie a garantire la viabilità alternativa durante i periodi di chiusura del traforo.
Il presidente della Provincia dell’Aquila, Angelo Caruso, ha dichiarato: “La Provincia farà la sua parte per individuare e migliorare le soluzioni alternative di viabilità, assicurando sicurezza e fluidità del traffico nelle zone interessate” Tra le opzioni valutate c’è la strada provinciale 86 ‘del Vasto’, un’arteria che però necessita di interventi mirati. “Abbiamo affrontato la questione della messa in sicurezza della SP 86, che a causa della chiusura invernale richiede la realizzazione di barriere paravalanghe e reti di protezione dalle cadute massi“, ha aggiunto Caruso.
Al tavolo di lavoro, coordinato dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, hanno partecipato figure istituzionali e tecniche di rilievo. Tra questi il commissario straordinario per la sicurezza del Sistema idrico del Gran Sasso, Pierluigi Caputi, il direttore generale della Regione Abruzzo, Antonio Sorgi, e il responsabile Anas per Abruzzo e Molise, Antonio Marasco. Presenti anche Costantino Ivoi, amministratore delegato di Strada dei Parchi, e i tecnici della Provincia dell’Aquila, tra cui gli ingegneri Nicolino D’Amico e Wanda Paolini.
Si tratta, ricordiamo di lavorazioni, preliminari alla messa in sicurezza del Traforo: sono i sondaggi geognostici di supporto alla progettazione definitiva della messa in sicurezza.
Le lavorazioni avranno una durata di circa 45 giorni, ma il difficile verrà dopo, con i lavori veri e propri, che potrebbero durare mesi se non anni. Secondo quanto previsto da una convenzione firmata a novembre 2024, la principale arteria individuata per la viabilità alternativa è la SP 86 ‘del Vasto’, che necessita di interventi strutturali, tra cui la realizzazione di barriere paravalanghe, reti di contenimento per la caduta massi e lavori di ampliamento per garantire la percorribilità ai mezzi di maggiore portata.
Durante i lavori, uno dei due fornici del traforo resterà attivo. Marsilio, in una nota inviata ieri sera, ha annunciato che ci sarebbero delle soluzioni per tenere aperto tutto il traforo mentre si lavoro.
In caso contrario ci sarà un sistema di gestione del traffico a senso unico alternato, regolato da impianti semaforici e da personale addetto al monitoraggio. Potranno essere nuovamente imposte limitazioni alla velocità e restrizioni per alcune tipologie di veicoli, in base alle necessità operative. ANAS e Strada dei Parchi predisporranno un piano di sorveglianza costante, con controlli sulla sicurezza e sulla qualità dell’aria all’interno della galleria.
Nei periodi in cui entrambi i fornici dovranno essere chiusi, invece, come previsto dalla convenzione il traffico sarà completamente deviato sulla viabilità alternativa, con un potenziamento dei percorsi secondari. Nei prossimi mesi verranno definiti i dettagli operativi, con l’obiettivo di ridurre al minimo i disagi per residenti, pendolari e autotrasportatori, garantendo al contempo l’efficienza dei lavori di messa in sicurezza.
“Nel corso della riunione – ha dichiarato il presidente Marsilio – è emerso che prima della fine dell’anno, orientativamente nel mese di ottobre, si dovrebbero ripetere i 45 giorni di sondaggi all’interno della galleria, fermo restando la verifica in ordine all’intorbidamento delle acque. La notizia positiva, in relazione a questo primo intervento, è che tra il commissario Caputi e Strada dei Parchi è stata individuata una soluzione tecnologica che permetterebbe di non chiudere la galleria dove i lavori sono in corso, evitando la ‘semaforizzazione’ del traforo che ha provocato e provocherebbe forti disagi per gli automobilisti. Completata la progettazione e ottenute le autorizzazioni necessarie, l’inizio vero e proprio dei lavori è previsto tra la fine del 2027 e l’inizio del 2028. Se verrà concessa una proroga alla data fissata dall’Europa per la messa in sicurezza delle gallerie, si vorrebbe far coincidere il lavoro di messa in sicurezza sismica con i lavori dell’acquifero. Una soluzione che permetterebbe di ottimizzare i tempi e i costi, consentendo di ridurre a un anno e mezzo la chiusura della prima galleria, consentendo, attraverso un nuovo sistema di ventilazione, di utilizzarla a doppio senso di marcia, mentre i lavori verranno svolti nella seconda. Anas e Provincia dell’Aquila hanno invece assunto l’impegno di concludere, entro la fine del 2027 i lavori nei cantieri lungo la Statale 80 e la Provinciale che collega Assergi al Passo delle Capannelle, così da rendere più fluido il traffico che si riverserà su quelle strade durante la chiusura autostradale. Alla riunione odierna -ha concluso il Presidente – non ha partecipato Aspi che di recente ha più volte affermato che entro la fine del 2026 si dovrebbero concludere i lavori nel tratto Pescara Mosciano Sant’Angelo dell’A14 con la messa in sicurezza di viadotti, ponti e gallerie. Sarà mia cura confrontarmi con i vertici di Aspi per avere conferme in merito”. 







