L’attualità della lotta partigiana: Teresa Vergalli ospite della rubrica di Michele Fina

di Redazione | 30 Agosto 2021 @ 19:56 | POLITICA
partito pd Michele Fina
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AVEZZANO  – Nel 74esimo incontro della rubrica di Michele Fina “Dialoghi, la domenica con un libro” si è discusso dell’importanza e dell’attualità della lotta partigiana. Ospiti sono stati la combattente partigiana Teresa Vergalli, Vinicio Peluffo (segretario del Partito Democratico lombardo) e Roberto Rampi (senatore, filosofo e scrittore), autore del libro “R – Esistere” (Reality Book).

L’incontro, introdotto da Fina sottolineando l’importanza della figura di Teresa Vergalli – “giovanissima staffetta che ha rischiato la vita per restituirci una libertà che ha resistito. Poi ha fatto molte cose nella vita, è stata tra l’altro un’educatrice innovativa negli anni Settanta” – si è aperto con un confronto sulla situazione in Afghanistan. Lo stesso Fina ha voluto ricordare “il lavoro della Croce Rossa italiana, ad Avezzano è stato organizzato il campo più importante in Italia, come Pd Abruzzo stiamo lavorando assieme ai Comuni per contribuire all’accoglienza”.

Peluffo ha commentato: “Le persone che sono più esposte al rischio sono le donne, poi coloro che hanno collaborato con le forze occidentali, gli attivisti: la priorità è salvarli dalla vendetta talebana. Il ponte aereo italiano ha salvato 4953 persone. Sarà fondamentale da subito attivare la rete di collaborazione tra enti locali, comunità territoriali, organizzazioni non governative, terzo settore, per lavorare all’accoglienza. E’ fondamentale l’impegno del presidente del Consiglio per convocare il G20 ma tutto questo non può nascondere l’evidenza del grosso errore che è stato l’intervento in Afghanistan, anche in vista di un necessario protagonismo europeo”.

Fina ha presentato così il libro di Rampi, di cui si è discusso nella prosecuzione del dialogo: “E’ un racconto denso e molto significativo di cos’era una banda partigiana. La lotta partigiana oltre che ad avere valore militare ha tenuto assieme l’ossatura di una patria, ha avuto un valore ulteriore di tipo etico e morale”.  
 
L’autore ha spiegato che il libro è nato “dallo stimolo del territorio del Val Grande quando avevo circa vent’anni, poi il racconto è stato rivisitato in età matura. Forse la potenza di questi luoghi liberi era un elemento che dava forza. Ho immaginato i giovani che avevano rischiato la vita nella lotta partigiana e ho raccontato le storie di uomini e donne, il fatto che non sempre le cose sono come appaiono. E’ la lezione della lotta al nazifascismo, che voleva imporre alle persone come essere: è molto simile a ciò che accade in Afghanistan. La vicenda del sottosegretario Durigon ci insegna che c’è ancora tanto lavoro da fare, la cultura in questo senso è uno strumento importantissimo”.
Per Teresa Vergalli “è meraviglioso che questo racconto sia stato scritto da un ragazzo, è come una poesia perché c’è una provocazione continua all’immaginazione e all’emozione e nello stesso tempo c’è la radice in una realtà provata. Mi ha fatto ricordare un mese intero della mia vita partigiana, quando subimmo i rastrellamenti dei tedeschi, fuggendo tra i boschi. In guerra devi avere fiducia nelle persone e questa è necessaria anche oggi, assieme al coraggio. E’ importante che si torni a raccontare e ad esaminare la storia e a valorizzare la cultura. Sono contenta che in questo periodo stiano emergendo storie di donne partigiane che sono state fondamentali per la Resistenza e poi sono rimaste in silenzio: spero che i loro nomi vengano dati a strade, piazze e giardini a riconoscimento del loro valore. Vanno raccontate con più intransigenza le colpe dei fascisti, occorre uscire da questa miopia storica perché ci sono dei limiti alla diffusione delle bufale. Bisogna uscire da questa epidemia con un salto di liberazione antifascista”.  

Per Peluffo “continua a essere incredibile come in questo Paese non si riesca ad avere una memoria condivisa. Ci sono persino forze politiche che mettono sullo stesso piano fascismo e antifascismo, ma nel nostro Paese la libertà è figlia della lotta partigiana, di ragazze e ragazzi che hanno fatto una scelta etica. Il racconto, come quello di Rampi, ci permette di restituire quei giovani alla loro vitalità e di parlare ai giovani di oggi”.

In chiusura la scelta di Fina di dedicare la puntata dedicata a Mimma, partigiana a cui stata riconosciuta di recente la medaglia d’oro anche per l’impegno di Teresa Vergalli.

 

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