L’Aquila, ‘Compagnia delle mura’: il punto con la soprintentenza

di Isabella Benedetti | 16 Marzo 2022 @ 06:09 | CULTURA
Compagnia delle mura, antonio di stefano
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LAQUILA – La compagnia delle mura è una bella realtà della città dell’Aquila dal 2017. E’ composta da undici associazioni no profit che, in forza di una convenzione comunale, recentemente rinnovata per altri tre anni, ha “adottato” tratti della cinta muraria. La convenzione è un atto amministrativo di particolare rilievo, un modello di democrazia partecipata; il comune, di fatto, demanda al privato la cura di “res publica”.

Per i cittadini questo provvedimento ha una duplice valenza: l’occasione di apportare un contributo di pubblica utilità, secondo i dettami di un sano dovere civico e, contestualmente, quello di rafforzare i legami sociali e consolidare il senso di appartenenza al territorio. Un disciplinare tecnico, poi, stabilisce i margini di operatività pratica: interventi di piccola manutenzione, che non siano diretti agli elementi lapidei, funzione di sorveglianza contro eventuali atti vandalici e segnalazione di guasti e rottura di vario genere. Il lavoro svolto, negli anni passati, dalle associazioni è stato molto utile perchè queste, con il loro servizio di vigilanza, hanno potuto denunciare tempestivamente situazioni di criticità, risolte in tempi rapidi.

Ne è convinto anche l’architetto Antonio Di Stefano della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila, che è uno dei tecnici che ha fortemente voluto la ristrutturazione della cinta muraria e che ha riconsegnato alla città un monumento di inestimabile valore, di cui la popolazione aveva perso memoria.

L’architetto Di Stefano sostiene che sono prossimi al via i lavori di completamento della passeggiata lungo le mura. Le risorse economiche ci sono e, a breve, sarà sottoposto a restauro il tratto che va da Porta Branconia verso viale Gran Sasso, che è quello a ridosso dell’ex ospedale San Salvatore (anche se è più giusto affermare il contrario). La fascia pomeriale che sarà attraversata dal camminamento pedonale presenta una conformazione morfologica varia, a tratti il terreno è molto scosceso e questo richiederà la realizzazione di opere di consolidamento: palificate, micropali e interventi anche a lavori terminati, con parziali rinterri. La tipologia delle opere, ha specificato l’architetto, ricalcherà interamente quella già realizzata, con la pavimentazione a cubotti di pietra calcarea antigeliva e lo stesso sistema di illuminazione che, completati i lavori, assicurerà uno scenario ancora più suggestivo.

Lungo il camminamento sarà inserita una segnaletica di vario genere: ambientale, direzionale, didattica, anche QR code che agevolerà l’informazione del visitatore, trasformando così la passeggiata in un vero e proprio itinerario turistico. Sarà previsto anche un particolare punto di osservazione del Gran Sasso, un modo di “far entrare” in città la montagna tanto cara agli aquilani.

Aspettiamo, quindi, di poter vedere presto l’apertura del nuovo tratto di cinta muraria, che sarà sicuramente meta di tanti visitatori e scolaresche, come è avvenuto in passato. Intanto, pregustando quel momento, la “Compagnia delle mura” vigila.


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