L’Aquila, Vivarelli (Confsal): “E’ ora di reinternalizzare i servizi delle amministrazioni pubbliche

di Redazione | 22 Maggio 2021 @ 09:11 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “È ora di reinternalizzare i servizi delle amministrazioni pubbliche di settori come sanità, trasporti, penitenziari, tribunali e molto altro, per dare dignità a quei lavoratori che vivono da troppo tempo di precariato”.

Lo afferma in una nota Marcello Vivarelli, segretario della categoria terziario della Confsal dell’Aquila.

“Finalmente in Italia – afferma Vivarelli – c’è chi si ‘sveglia’ per cominciare a cambiare rotta affinché si diano tutele a chi non le ha, cioè a chi lavora per le cooperative sociali e in generale per le ditte esterne dei settori sia pubblici che privati. Questo significa dare garanzie maggiori, come da contratti nazionali, a chi sostanzialmente è discriminato rispetto a chi è ‘strutturato’ pur svolgendo spesso e volentieri le stesse mansioni di quest’ultimo”.

“Penso a quello che ad esempio è accaduto a Livorno – prosegue il sindacalista aquilano – per i lavoratori del servizio di igiene urbana stabilizzati grazie all’internalizzazione fatta dal Comune, o agli oltre 400 lavoratori tra 118 e Cup per cui la Asl di Bari ha provveduto a mettere in atto il processo di internalizzazione. Sono convinto, da tempo, che l’unico modo per evitare i disastri del precariato sia eliminarlo. La politica e i sindacati possono e devono lavorare insieme per togliere di mezzo una piaga sociale che di fatto crea lavoratori di serie A e lavoratori di serie B, con tutele e premi per i primi e con zero diritti per i secondi e con un intollerabile divario per quanto riguarda le retribuzioni”.

“Si tratta di una strada praticabile – conclude Vivarelli – ed è ora di percorrerla. Basta la volontà, qualcosa che fino ad oggi è mancato. Ci sono tanti, troppi lavoratori che sentono parlare ogni giorno di ripartenza, dopo essere stati in prima linea nell’emergenza Covid-19, ma poi alla fine restano a bocca asciutta e senza le tutele di cui hanno un disperato bisogno”.


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