CialenteIl Sindaco Massimo Cialente, sulla sua pagina Facebook, prende spunto da quanto accaduto in Consiglio comunale per lanciare segnali ai suoi consiglieri di maggioranza.

Premessa: in politica la forma ed il rispetto delle regole sono sostanza! Come si forma una candidatura a Sindaco e le liste collegate? Il candidato Sindaco presenta un programma elettorale; i candidati consilieri lo leggono, se lo accettano si candidano nelle varie liste, esprimendo fiducia nel candidato Sindaco e di fatto sottoscrivendo il programma. Il candidato Sindaco firma le liste a lui collegate, accettando i singoli nomi ai quali quindi ricambia la stessa fiducia. QUESTE SONO LE REGOLE PREVISTE DALLA LEGGE, TANTO E’ VERO CHE SE NON HAI UN PROGRAMMA DEPOSITATO, NON TI PUOI CANDIDARE. Mi dovete riconoscere che in qualsiasi competizione elettorale io abbia mai corso, ho sempre presentato un programma molto dettagliato. L’ultimo, che come è noto con voto consiliare e divenuto anche programma di mandato, è stato redatto, in numerose assemblee, con le cittadine e cittadini nonchè i partiti del centrosinista (devo dire alcuni hanno partecipato un pò distrattamente….non gliene poteva importare di meno….ma questo è un altro discorso!).

Su piazza d’Armi si discusse a lungo, anche perchè che ci andasse il teatro (donato dall’Australia) ed il relativo parcheggio, che ci andassero gli impianti sportivi già si sapeva. Quindi i consilieri di maggioranza erano edotti. Se non gli stava bene, non si dovevano candidare con il centrosinistra, poichè chi li ha votati li ha anche votati sapendo che avrebbero difeso quell’impostazione. Impostazione vincente, se è vero come è vero che poi il progetto , che ha vinto un concorso internazionale di idee (controllato passo passo anche da una delegazione dei cittadini, guidata dall’attuale Cittadina Blundo), ha ottenuto il massimo riconoscimento, arrivando primo ed ottenendo il massimo finanziamento di euro 15 milioni, al Concorso nazionale “città d’Italia”. Ha vinto per la sua completezza e spirito innovativo, perchè contiene 8 ettari di parco, una grande struttura culturale, impianti sportivi, relativi parcheggi e servizi.

Allora il voto contrario di Perilli, peraltro presidente della II commissione come si spiega? Egli si giustifica dicendo che circa 8-10 anni fa, votò in consiglio un ordine del giorno in cui chiedeva che lì vi fosse solo prato. Ma allora non ha letto il programma elettorale che pure ha sottoscritto? E Bernardi, che ieri ha esternato la sua coerenza ambientalista, non aveva letto il programma? Ma parla proprio lui, che è stato il più violento sostenitore della localizzazione del mercato ambulante in piazza d’Armi , primo firmatario dell’ordine del giorno che ha portato ad un’opera costata 1,8 milione di euro che gli stessi ambulanti che lo hanno preteso, occupando viale Corrado IV e Comune, oggi devono riconoscere che avevamo ragione Fanfani ed io che non avrebbe funzionato?

Ma ieri vi è stata propria la fiera delle ipocrisie. Imprudente, D’Eramo e Colonna, sono i reduci di quel centrodestra che tentò di far mancare il numero legale nell’ultimo giorno utile per acquistare, ad 1,8 milioni di euro, dall’agenzia del demanio, un’area che ne vale oltre 8 milioni. Lo fecero, (sperando di favorire qualche speculatore immobiliare) perchè Tempesta, l’allora assessore Carli e l’intera destra, volevano fare dell’area il “parco degli affari”, vale a dire palazzi e grattacieli. Ieri hanno votato contro perchè dicono che vi è poco verde e poche panchine, scoprendosi improvvisamente ambientalisti, loro che avevano anche presentato il PRUST sulla Murata Gigotti. (Ma mi facci il piacere! gridava il grande Totò!) Fidano sulla scarsa memoria degli aquilani, che prendono da anni per i fondelli. (ritroverò gli atti e li pubblicherò, perchè credo che ormai serva chiarezza, e , per chi l’ha, un minimo di onestà intellettuale).

Ma quanto accaduto ieri, e nella riunione di maggioranza, a mio avviso indica ben altro. Vedo, con cresecente stupore, prima ancora che preoccupazione, una instabilità della maggioranza. Stupore perchè anzichè sentire sino in fondo la terribile responsabilità che grava sulle nostre spalle, si bada molto alla propria visibilità personale, del proprio partito, di propri interessi. Non tutti, chiaramente, ma alcuni sì.

Attualmente il consiglio comunale, per legge, ha 32 consiglieri, 18 di maggioranza e 14 di opposizione. Ciò comporta che bastano due tre consilieri per mandare sotto la maggioranza. Ormai il consigliere Ludovici Giuseppe, eletto con l’Api, è uscito dalla maggioranza. Non ho accettato un ricatto: o nomini presidente dell’ex-Onpi il dott. Tiberi (già assessore del centrodestra) o io, che “ho preso i voti”, passo all’opposizione. Cacciandolo dal mio ufficio, gli ho detto di farlo pure. Siamo passati da 18 a 14 a 17 a 15. Il consigliere Bernardi, sebbene sia il vicecapogruppo del Pd, che dovrebbe essere il partito di riferimento della maggioranza, il suo connettivo, raramente vota a favore, (ha sempre una sua coerenza del momento), per cui siamo ormai 16 a 16. Il consigliere Ermanno Giorgi, è ormai un pò in bilico, anche perchè si è già dimesso da vicepresidente del Consiglio. Lunedì alle 13 viene con lo stato maggiore del suo partito per un chiarimento definitivo. Potremmo andare a 15 voti di maggioranza e 17 di opposizione.

Il Capogruppo del Pd l’altra sera ha detto chiaramente che è pronto a mandarmi a casa, attaccando durissimamente il suo assessore Di Stefano, il suo segretario di partito Albano, il suo collega di gruppo Palumbo. Credo che il problema è che lui vorrebbe che si desse un ruolo importante, nella redazione del nuovo piano regolatore all’ex candidato sindaco del Pdl prof Pierluigi Properzi.

Perchè racconto tutto? Queste cose sono sempre avvenute, anzi nella scorsa consigliatura fu peggio. Ma prima del terremoto queste vicende, molto ma molto personali, le gestivo, quasi divertendomi (seppure indiganto). OGGI POICHE’ LA CITTA’ NON LE PUO ACCETTARE, IO NON LE ACCETTO. La città non le può accettare perchè sta vivendo una delle fasi più drammatiche della sua storia, e soprattutto perchè è impegnata su tre fronti: ricostruzione, progetto strategico di sviluppo, ordinaria amministrazione. Un compito da far tremare le vene ai polsi. Ma soprattutto non può perchè fuori dalle stanze dove si svolgono i ridicoli riti dell’ipocrisia, ci sono ormai migliaia di cittadini, giovani e non giovani, disoccupati, famiglie disperate, persone che chiedono risposte. La giunta si sta massacrando. Gli uffici non riescono a tener dietro. I comuni non hanno una lira.

Ho chiesto questa mattina al segretario del Pd di convocare sindaco, assessori, gruppo consiliare ed attivo degli iscritti. Gli ho spiegato che soprattutto il Pd, che vede fibrillare il proprio capogruppo e vicecapogruppo, mi deve far sapere cosa vuole fare. Ma me lo deve dire il partito, non i consiglieri! Gli ho anche detto come la penso: SE SI DEVE ANDARE AVANTI A STENTO IN QUESTO NON GOVERNO, FATTO DI VETI INCROCIATI E TUTELA DEI PROPRI DISEGNI, SARA’ GIUSTO RIDARE LA PAROLA AI CITTADINI. PROPONGO PERTANTO UN PATTO FRA GENTILUOMINI. DECIDIAMO DI RIDURRE AL MINIMO LA FASE DI COMMISSARIAMENTO E TORNIAMO ALLE URNE.

Il Pd si candida a guidare la Regione, mostri di saper risolvere i suoi problemi per guidare L’Aquila. Su Ludovici non conto, poichè il vecchio del vecchio più vecchio, non credo che possa capire che i tempi dei ricattucci è finito. Non è colpa sua. E’ colpa mia per averne accettato la candidatura. Dovevo saperlo!

ps. Tra poco si potrebbe ballare ancora di più. Si devono rinominare le presidenze delle aziende….sai che storie!

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