L’Aquila è sempre stata una capitale dell’Appennino. Negli ultimi anni, questo ruolo è stato rafforzato dal Festival della Montagna, che nel 2014, 2015 e 2016 ha portato nell’Auditorium disegnato da Renzo Piano e nei giardini del Castello migliaia di appassionati e curiosi. Accanto all’aspetto sportivo, con palestra di arrampicata e slackline, il Festival, organizzato dall’associazione Gran Sasso Anno Zero, ha affiancato un ricco programma culturale. Un pubblico folto e competente ha accolto tra gli altri Manolo, Patrick Gabarrou, Simone Moro, Nives Meroi e Romano Benet. Tra gli ospiti anche due alpinisti scomparsi da poco come Hansjörg Auer e Tom Ballard.

Nel 2017, per motivi finanziari, il Festival non si è tenuto. E’ tornato con una Winter edition nel dicembre 2018 (le altre edizioni si erano tenute a ottobre) e un programma all’aperto ridotto. Gli eventi nell’Auditorium, invece, hanno avuto il consueto successo.   

Vogliamo lanciare il Festival 2019, nelle consuete date di ottobre” hanno sottolineato gli organizzatori alla fine della Winter edition. “Vogliamo continuare a sostenere il Festival della Montagna, di cui abbiamo sempre apprezzato contenuti e obiettivi” ha aggiunto Pierluigi Biondi, sindaco dal 2017 alla testa di una giunta di centrodestra. Nella ripartizione dei Fondi Restart per il 2019, assegnati dal Ministero dello Sviluppo Economico alle aree terremotate, accanto alla Perdonanza (160 mila euro), al Festival del Jazz (80 mila euro) e ai Cantieri dell’Immaginario (240 mila euro), sono 60 mila euro per il Festival della Montagna. 

In agosto è arrivata la sorpresa. Il Comune dell’Aquila ha annunciato di aver cancellato il Festival, e di averlo sostituito con una Festa della Montagna, dal 4 al 6 ottobre, finanziata con i fondi Restart prima destinati al Festival. Presidente del Comitato promotore era il sindaco Biondi, vicepresidente il consigliere comunale Daniele D’Angelo, titolare di un bar nella frazione di Collebrincioni e delegato alla montagna del Comune. 

Gran Sasso Anno Zero è stata estromessa, ma dato che ‘Festival della Montagna’ è un logo registrato, il suo nome è stato cambiato in Festa” ha commentato Nello Avellani su News-town.it. “Il Comune sta distruggendo il Festival per farne l’ennesimo carrozzone della politica, ci chiamiamo fuori da manovre clientelari” ha aggiunto poco dopo Gran Sasso Anno Zero su Facebook. 

Il programma della Festa è stato presentato da Biondi, D’Angelo e dal direttore Mario Di Gregorio il 25 settembre. In realtà è stata presentata una bozza, senza i nomi di molti partecipanti ai dibattiti. L’orientamento dell’evento è cambiato, e non solo per lo spostamento dall’Auditorium del Castello alla Villa Comunale. Hanno avuto più spazio gli stand enogastronomici, accanto agli eventi dedicati ai Parchi verrà organizzato un raduno di fuoristrada.    

Nettissimo il cambio di orientamento politico. “La nostra montagna è stata testimone di un evento decisivo nelle vicende italiane ed europee” ha detto alla presentazione il sindaco Biondi, che ha trascorsi politici anche in Casa Pound. L’evento culturale più importante della Festa sarà un dibattito (5 ottobre, ore 16) sulla Operazione Quercia, la liberazione di Benito Mussolini a Campo Imperatore il 12 settembre 1943 da parte dei paracadutisti della Wehrmacht e del capitano delle SS Otto Skorzeny. Ne discuteranno gli storici Alessandro Campi e Walter Cavalieri, il regista Pierfrancesco Pingitore e il giornalista Luca Telese. Nel presentare l’evento si è fatto riferimento ad Adelchi Serena, un gerarca dell’Aquila che è stato segretario del Partito Nazionale Fascista, ha promosso la nascita della funivia di Campo Imperatore, e che dopo l’8 settembre non ha aderito alla Repubblica di Salò. Un personaggio interessante, che rischia però di essere raccontato in modo unilaterale. “Un evento nel segno del fascista Serena” ha titolato il 26 settembre il quotidiano Il Centro. “Daniele D’Angelo, nel presentare l’evento, ha fatto riferimento a Predappio come esempio positivo di turismo storico” ha scritto Nello Avellani su News-town.it. 

Per la montagna sportiva e l’alpinismo, invece, c’è ben poco spazio. Ospite di punta è Manuela Di Centa, campionessa di fondo ed ex-parlamentare di Forza Italia, che verrà intervistata (6 ottobre, ore 11.30) da Fabrizio Caporale, capo-ufficio stampa del Comune. All’incontro “Percorsi dello spirito, il turismo religioso montano” (4 ottobre ore 17) sarà presente un altro parlamentare di Forza Italia, Gaetano Quagliariello. Per il resto il programma cita “la Curia, i tour operator e le associazioni culturali” ma non fa nomi. 

Dopo gli importanti film di montagna proposti nel Festival, l’unica pellicola in programma (5 ottobre, ore 19) è la deludente fiction K2, la montagna degli italiani, realizzata nel 2012 dal regista Robert Dornhelm per RAI Fiction.

Non sappiamo se Gran Sasso Anno Zero ricorrerà in giudizio contro lo “storno” alla Festa della Montagna dei fondi inizialmente assegnati al Festival. Dal 4 al 6 ottobre sarà il pubblico dell’Aquila e dell’Appennino a decidere, con la sua presenza o la sua assenza, se il nuovo evento è stato un successo o meno. 

Stupisce e addolora, però, la mancanza di pietà e di memoria. Nel Festival del 2016, un evento di straordinaria intensità ha ricordato Roberto Iannilli e Luca D’Andrea, due forti alpinisti del Gran Sasso, da poco scomparsi sulla parete Nord del Monte Camicia. Nei mesi scorsi, sul Nanga Parbat e in Canada, hanno perso la vita due grandi alpinisti, Tom Ballard e Hansjörg Auer, che negli anni scorsi avevano raccontato le loro avventure all’Aquila. Oltre che a Benito Mussolini, Otto Skorzeny e Adelchi Serena, il sindaco Biondi e la sua Festa avrebbero potuto dedicare un evento anche a loro. 

Fonte: https://www.montagna.tv/147907/laquila-una-festa-con-poca-montagna-tra-camicie-nere-e-polemiche/

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